“Piazza Ilaria Alpi e Miran Hrovatin” alle Piagge

 

Alle 16 di domenica 20 marzo al Centro Sociale Il Pozzo

Inaugurazione di “Piazza Ilaria Alpi e Miran Hrovatin” alle Piagge

Alla ricerca di verità e giustizia nel ricordo dei giornalisti uccisi perché sapevano troppo

Un incontro organizzato dalla Comunità delle Piagge con Daniela Luchetta, Mariangela Gritta Greiner, SandraBonsanti, Alessandro Santoro, Ornella De Zordo e Cristiano Lucchi. Seguirà la rappresentazione di alcuni brani de “Lo Schifo” di Stefano Massini a cura della scuola Calenzano Teatro Formazione.

Nel giorno dell’anniversario della morte, a due settimane della riapertura del processo sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin (il 6 aprile a Perugia) si inaugura alle Piagge la piazza a loro dedicata, un’intitolazione fortemente voluta dalla Comunità delle Piagge.

Dopo la cerimonia ufficiale di sabato 19 marzo alle 11, con la posa da parte del Comune di Firenze delle targhe nei luoghi della Comunità (la vecchia via Lombardia), domenica 20 marzo alle 16 si terrà un incontro pubblico dedicato dalla stessa Comunità delle Piagge al ricordo della figura dei due giornalisti Rai uccisi in Somalia. Un omicidio efferato commissionato molto probabilmente perché Ilaria e Miran avevano scoperto i rapporti perversi tra la Cooperazione governativa italiana e i signori della Guerra nel Corno d’Africa e consideravano del tutto normale, e non un atto di coraggio, continuare fare il proprio lavoro: cercare a tutti i costi la verità, senza badare ai rischi che hanno portato all’omicidio di Stato.

Perché non siamo ancora giunti ad una verità giudiziaria? Chi è che non la vuole? Perché è impossibile a 22 anni di distanza ottenere giustizia? Questi interrogativi saranno indagati da Daniela Luchetta della Fondazione Luchetta-Ota-D’Angelo-Hrovatin di Trieste; Mariangela Gritta Greiner, già presidente dell’associazione Ilaria Alpi; la giornalista esperta di segreti di Stato Sandra BonsantiOrnella De Zordo, che nel 2009 ha scritto e promosso la mozione approvata dal Consiglio comunale per l’intitolazione della Piazza e Alessandro Santoro e Cristiano Lucchi della Comunità delle Piagge e del giornale l’Altracittà.

Alle 18.00 gli allievi di Calenzano Teatro Formazione, coordinati dai docenti Massimiliano Paggetti e Silvia Frasson, leggeranno alcuni brani tratti da “Lo Schifo. Omicidio non casuale di Ilaria Alpi nella nostra ventunesima regione” del drammaturgo Stefano Massini. Si tratta di una pièce teatrale con un testo duro e impietoso che ripercorre gli ultimi giorni di vita di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. È la giornalista stessa che narra in prima persona i suoi incontri e le sue sensazioni, fino a scoprire lo schifo degli affari che legano l’Italia alla Somalia, le inquietanti verità che hanno a che fare con il traffico illecito di armi e con il trasporto illegale di rifiuti tossici. Un mondo di corruzione che unisce la cooperazione italiana a quei rappresentanti del governo somalo, che dopo la morte del dittatore Siad Barre trasformarono la Somalia nel teatro di una guerra senza quartiere. Durante il pomeriggio sarà proiettato il video documentario “Saluti da Miran”sulla figura di Miran Hrovatin.

Comunità delle Piagge

http://www.comunitadellepiagge.it/

 

Entro il 20 Marzo


Partecipa alla raccolta di materiali
per aiutare le migliaia di persone
bloccate alle frontiere sulla “rotta dei balcani”
tutti i materiali raccolti saranno consegnati direttamente sul posto

COSA PORTARE

  • biancheria intima uomo donna e bambino (mutande, camiciole, calzini, reggiseni…)
  • Asciugamani
  • prodotti per l’igiene personale (saponi piccoli, shampoo, dentifrici, spazzolini…)
  • zaini o borse da viaggio
  • alimenti in scatola

eventuali offerte in denaro saranno impiegate per acquistare gli stessi generi raccolti

DOVE E QUANDO

FIRENZE

Circolo Lavoratori Porta al Prato,via delle Porte Nuove 33 Firenze
orario:
Dom. 13: 16-20
Dom. 20: 10-12
Lun-Ve: 18-20
Sab: 10-12 / 17-19

Centro sociale il Pozzo, v. Lombardia 1/p Firenze Tutti i gg.16-19 

Redazione Fuori Binario via del Leone 76 Firenze - Lun. Ven. dalle 15.00 ALLE 18.00

 

DIAZ: 2015 o anni Trenta?

Con gentile richiesta di pubblicazione e diffusione

DIAZ:  2015 o anni Trenta?

La Corte europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per tortura per i fatti della Diaz. Una sentenza giusta e doverosa, che mi emoziona per varie ragioni anche personali – dichiara il candidato alla presidenza della Regione Toscana per la Lista del Sì, Tommaso Fattori –   innanzitutto perché ero a Genova in quei giorni e perché dentro la Diaz alcuni amici sono stati picchiati a sangue, penso al giornalista de La Nazione Lorenzo Guadagnucci e penso ad Arnaldo, il mite pensionato che ha promosso il ricorso presso la corte di Strasburgo. E poi perché sono stato osservatore internazionale ai processi Diaz e Bolzaneto, dove ho ascoltato, con i brividi addosso, i racconti delle vittime della “più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” (Amnesty International).

Sono emozionato anche perché la vita mi avrebbe poi portato, per vari anni, a collaborare intensamente con il Consiglio d’Europa di Strasburgo, da cui dipende la Corte: un’istituzione sovranazionale sana, l’unica che ha preso posizione netta contro le politiche di austerity, in difesa dei diritti umani e della coesione sociale.

La sentenza della Corte sottolinea due questioni semplicemente vergognose: la prima è che “il diritto penale italiano è inadeguato” perché manca, appunto, il reato di tortura; la seconda è che gli autori delle torture sono rimasti impuniti per la “difficoltà oggettiva della procura a procedere a identificazioni certe” e “al tempo stesso dalla mancanza di cooperazione da parte della polizia“. Ed è un’omissione gravissima, come è inaccettabile che sui caschi e sulle divise della polizia italiana manchino i numeri identificativi, come avviene in ogni paese civile del mondo. 
Altro che modernità, qui siamo rimasti agli anni ’30.

“McDonald’s ad Expo: come nominare Erode testimonial di Unicef”

Dichiarazione pubblica
Dopo Nestlè, acqua ufficiale di Expo, dopo Coca Cola partner soft drink di Expo, ora sbarca alla “fiera del cibo” il simbolo stesso della cattiva alimentazione globalizzata, ovvero: McDonald’s.

Sarà presente con un ristorante da 300 posti. Il più grande ristorante di Expo, e con il progetto «Fattore futuro» a sostegno della filiera italiana.

Se la missione dichiarata dei dirigenti di EXPO e dei molti, più o meno dubbiosi, aderenti a questo evento è : “dare una risposta all’esigenza vitale di garantire cibo sano, sicuro, che non produca obesità e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del pianeta e dei suoi equilibri”, rendere oggi questa missione compatibile con la partnership di McDonald’s e Coca Cola è cosa per stomaci molto forti.

Sarebbe come: “far diventare Erode testimonial d’onore di UNICEF”.

E’ sufficiente ricordare, a proposito dell’industria del fast food, che gran parte del mangime di soia utilizzato per far ingrassare alla velocità della luce i polli è, infatti, coltivato in Amazzonia attraverso la distruzione di rilevanti porzioni di quella foresta che resta il principale polmone del Pianeta, e che 1Kg di carne e frattaglie tritate produce diversi Kg di anidride carbonica con un disastroso equilibrio fra rendimento alimentare ed inquinamento. Inoltre non è certo un segreto il contributo che questo tipo di alimentazione fornisce all’obesità e all’ipertensione, patologie caratteristiche della nostra epoca.

Speriamo sinceramente di non essere rimasti soli ad indignarci delle continue manifestazioni d’imbroglio culturale che caratterizzano Expo, dell’uso spregiudicato del termine “sostenibilità” e del furto del linguaggio dei movimenti che lo contestano, mentre si fanno scelte che vanno in direzione opposta e contraria.

Sono tempi nei quali sembra non esistere più alcun tabù, ma noi vorremmo rivolgere ugualmente un appello alla riflessione a quanti, impegnati in prospettive alternative alla globalizzazione alimentare, hanno dato la loro adesione, seppure in forme diverse, al contenitore Expo, fornendole l’alibi di un impegno sociale per il bene comune del quale francamente si fatica a trovarne traccia.

Emilio Molinari, Vittorio Agnoletto Milano,di CostituzioneBeniComuni

11 marzo 2015

LE BANDIERE DELLA PACE

CIAO A TUTTI
VI AVVISIAMO CHE PRESSO:

BOTTEGA “ARTEFUORIBINARIO” VIA GIOBERTI 5r

ABBIAMO A DISPOSIZIONE IN VENDITA A PREZZO EQUO - € 5,00
LE BANDIERE DELLA PACE

VI INVITIAMO A RIFORNIRVI PER PARTECIPARE COLORATAMENTE
ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE

UN PASSO PER LA PACE”

IL 21 SETTEMBRE A PIAZZALE MICHELANGELO
DALLE ORE 11.00 ALLE ORE 16.00

FACCIAMOCI SENTIRE!!

L’ultima carta da giocare

Ne è passato di tempo e ne passerà ancora. La vita va avanti di ora in ora, ma in questo periodo non ho più la testa, io l’ho cercata, ma non so dove l’ho messa.

Mi arrabbio, mi inalbero, urlo, certe volte sbatto la testa al muro ho i nervi tesi, momenti difficili, emozioni, penso di essere calmo passo alle azioni vorrei sfogarmi, divertirmi, fare il donnaiolo, ma poi mi metto il bastone fra le ruote da solo, certe volte penso non ce la faccio più, però è una sfida tra me e me, provaci anche tu.

Ma sì forse un modo si può trovare per superare questa faticosa crisi adolescenziale. Io ho un carattere terribile, che mi fa arrabbiare, adesso però lo devo superare.

Adesso, e non poi io ce la devo fare.

Fatemi gli auguri, mi è rimasta l’ultima carta da giocare.

Dimo