Popolo Saharawi comunicazione urgente

In primo piano

Sono circa 180 i comuni della Toscana sui 290 gemellati con una tendopoli con il Popolo Saharawi. Questa azione semplice ha fatto conoscere a molti cittadini l’esistenza di un Popolo che dal 1991 attende di poter esprimere il proprio diritto all’autodeterminazione. .Sono quindi queste azioni che possono apparire di semplice testimonianza che contengono straordinarie storie di solidarietà e di amicizia. Una amicizia verso le comunità saharawi che vivono nei campi profughi in Algeria che molti dei volontari toscani anche accompagnati da Sindaci e Assessori hanno conosciuto e con loro hanno iniziato piccoli o grandi progetti di solidarietà, come quello della nostra Associazione che dal 2016 ha attivato le adozioni a distanza. 
Ora è necessario che questo legame costruito negli anni si unisca in un unico coro, per fermare il Regno del Marocco nel suo attacco ai civili Saharawi, per chiedere alle Istituzioni nazionali di intervenire per evitare un nuovo conflitto armato, di sollecitare il Consiglio di Sicurezza ad attuare energicamente ciò che è stato promesso, nel trattato di pace del 1991, l’attuazione di un referendum autodeterminativo perchè la dignità di un Popolo non si può cancellare in nome dei soli interessi commerciali ed economici. Grazie se vorrete aiutarci a diffondere il nostro comunicato e le informazioni in esso contenute.

Nadia Conti
Presidente CittàVisibili APS

Sahara Occidentale: riprese le ostilità a El Guerguerat fra Marocco e Fronte Polisario

Le istituzioni repubblicane e democratiche italiane: Enti locali e Ministero degli Esteri intervengano

Roma, 13 novembre – Oggi, 13 novembre 2020, scontri a fuoco tra il Regno del Marocco e il Fronte Polisario, dopo 29 anni di cessate il fuoco firmato da entrambe le parti nel Quadro del Piano di Pace ONU nel 1991 che istituì, inoltre, la MINURSO (Missione ONU per il Referendum nel Sahara Occidentale). Secondo l’accordo militare, il limite invalicabile per garantire la tregua attraversava il territorio conteso fino ad arrivare al corridoio della regione di El Guerguerat, al confine con la Mauritania. Dal 21 ottobre scorso la regione è incandescente: il Regno del Marocco ha violato l’accordo con l’apertura da parte di una breccia lungo tale limite per consentire il libero passaggio di persone, ma anche e soprattutto di camion per il trasporto di prodotti commerciali. Tale atto ha innescato l’immediata reazione della popolazione civile saharawi, accorsa per protestare pacificamente e chiudere la breccia, ostacolando il transito dei mezzi. Un corridoio sfruttato per esportare prodotti provenienti dal Sahara Occidentale occupato dal Regno del Marocco dal 1975, nonostante l’aperta deplorazione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. «L’Esercito popolare di liberazione saharawi ha iniziato a rispondere con la necessaria fermezza a questa violazione e all’ostile marcia marocchina che fin dalle sue radici costituisce una grave battuta d’arresto al cessate il fuoco». Con queste parole il Fronte Polisario e il Governo Saharawi hanno comunicato qualche ora fa che ritengono il Regno del Marocco responsabile di tutte le pericolose conseguenze di questo attacco alla stabilità dell’intera regione. Il Fronte Polisario e il Governo Saharawi ricordano che il futuro di pace per i due popoli è da decenni fermo a causa del mancato referendum di autodeterminazione previsto dal Piano di Pace del 1991 sotto l’egida delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana. Il Movimento solidale italiano di amicizia con il popolo saharawi denuncia la violazione da parte del Regno del Marocco del cessate il fuoco e l’attacco al Piano di Pace Onu e alla legalità interazionale, nonché alla stabilità della regione. Inoltre denuncia l’illegalità, evidente a tutta la comunità internazionale, del commercio di risorse provenienti dal Sahara Occidentale che il Tribunale Europeo ha condannato. Una situazione resa ancora più inaccettabile, considerata la riduzione degli aiuti internazionali destinati al popolo saharawi nel contesto dell’emergenza mondiale da coronavirus. Il Movimento solidale italiano di amicizia con il popolo saharawi ritiene indispensabile l’intervento dell’Europa e della comunità internazionale per impedire alle forze armate del Regno del Marocco ulteriori azioni lesive della legalità internazionale. 

Il Movimento solidale italiano di amicizia con il popolo saharawi chiede alle istituzioni repubblicane e democratiche italiane, agli Enti locali gemellati in Italia con il popolo saharawi e al Ministero degli Esteri di condannare l’aggressione armata marocchina, di adoperarsi per proporre misure economiche di contrasto al traffico illegale di merci da parte del Regno del Marocco, di sostenere la nomina dell’inviato speciale del Segretario ONU per riprendere i colloqui tra le parti al fine di convocare il referendum di autodeterminazione, di proporre di dare mandato alla MINURSO, come già ad altre missioni Onu nel mondo, di sorvegliare la tutela dei diritti umani.
Il Movimento solidale italiano di amicizia con il popolo saharawi  
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INFAMI!!!

 

La sera del 6 Giugno dopo gioia infinita per la fine di un luogo nefasto in Roma e contro il ritorno di altri simili..Una compagna da sempre vivendo per la libertà, di tutt*.

E’ stata colpita nei suoi 40 chili e sessanta anni da 5 cinque energumeni fascisti alle spalle.

Si è ben difesa nonostante dopo….le merde ne hanno approfittato, calci alle costole e naso rotto, sono 21 i giorni di prognosi per lei, ma meglio il danno che la beffa dice lei.

C’era già stata un altra volta, al buio i vigliacchi agiscono!

Il nostro pensiero ad Anna, che riesca con la sua tempra a guarirsi per bene perché ne abbiamo bisogno.

La Redazione di Fuori Binario

Un serpentone morde Firenze, I mille per i diritti negati

Domenica 31 Maggio,

Firenze – Un serpentone abbraccia Firenze. Ci sono tutte le voci della gente che non sa cosa succederà della propria vita e che anche oggi ha riempito Firenze, fin dalla mattina, di manifestazioni e flash mob. Di quelli che ben prima del covid avevano complicate esistenze di invisibilità, ma anche di quelli che prima del coronavirus avevano ragione di non temere per la propria sopravvivenza. Un primo dato, che emerge dal lungo cordone di persone che quasi senza slogan, con cartelli e striscioni, scorrono lentamente con le mascherine in volto fra il Lungarno di Santa Rosa,  sede del presidio mantenuto a furor popolare contro la volontà di dismetterlo, lungo l’Arno fino a Ponte Santa Trinita, per tornare indietro sul Lungarno Corsini e poi di nuovo Santa Rosa. Il covid ha funzionato come un grande mestolo in un pentolone, facendo saltare certezze e esplodere situazioni già compromesse.

Sono tante, le sigle che hanno promosso e aderito alla manifestazione. Una prova di unità che raramente la sinistra radicale ha offerto. La lista dei promotori-organizzatori è lunga: Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos – Campi Bisenzio, Collettivo Cosmos Castelnuovo, LAST – Lavoratori e Lavoratrici Autorganizzati dello Spettacolo – Toscana, Partito Comunista – Firenze, Cobas ALIA Firenze, COBAS Comitati di Base della Scuola Firenze, PRC Firenze, Radio Wombat Firenze, La Piana contro le nocività-Presidio Noinc Noaero, Assemblea autoconvocata delle lavoratrici e dei lavoratori del sociale, Movimento di lotta per la casa Firenze, CPA Firenze Sud, Usb Firenze Sindacato, Fuori Binario.Lotta Continua Firenze, Collettivo Bujanov, Sindacato Autogestito USI sanità – Careggi, CUB Firenze e Ogni giorno è il Primo Maggio.

Oltre le sigle, storie che si intrecciano e si sovrappongono, ma che hanno tutte una nota comune, incertezza e precarietà. C’è Maurizio da anni a Firenze, da anni invisibile, lavori precari al nero, con unica possibilità abitativa, quella di risiedere in un’occupazione. Ad ora, senza residenza, senza possibilità di accedere ai pochi fondi a ristoro di chi ha visto diminuire il proprio reddito causa covid, senza nulla. Cancellato. Oppure un ragazzo, fiorentino di nascita, sanfredianino, di poco oltre i trent’anni, una difficile storia di dipendenze alle spalle, che dopo aver denunciato il fatto che nella cooperativa in cui lavorava non venivano consegnati guanti e mascherine a sufficienza, ha perso il lavoro, e se ne sta in una precaria sistemazione abitativa, senza residenza, nonostante sia stato per anni in carico ai servizi sociali e al sert e sia ben conosciuto dall’assistenza sociale. Anche per lui, ad ora, nessuna possibilità di accedere a reddito d’emergenza o ad altri aiuti sociali. Cancellato. Ci sono un gruppo di donne che ordinariamente fanno le badanti o le colf, ed ora sono a casa, senza possibilità di dimostrare che il proprio reddito è diminuito o si è annullato con lo tsunami della pandemia. Cancellate. A casa, per chi ce l’ha, per chi la sta perdendo, chi non ce l’ha … s’arrangia.

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CALL CENTER DI KETHANE!

Da martedì 26 maggio è attivo il call center di Kethane!
Chiama il 3516320920
Dal lunedì al venerdì
Dalle 10:00 alle 18:00

Chiama la nostra operatrice (con cui potrai parlare in Romanes o in italiano) per chiarire ogni dubbio sugli accessi agli aiuti governativi!
Un sostegno pratico e concreto per presentare domande, riempire moduli e avviare iter burocratici.

Kethane con te, Kethane per te, insieme! #kethanerisponde

 

25 Aprile, appello al sindaco per le residenze

25 Aprile, appello al sindaco per le residenze

Firenze – Riceviamo e pubblichiamo dai Cobas fiorentini:

“Una delle tante  odiose leggi fasciste è stata  la  “L.1089 del 1939 -provvedimenti contro l’urbanesimo-”, una legge che vietava la libertà di circolazione dei cittadini, vietava di potersi spostare per cercare lavoro al di fuori del comune di nascita e di scegliere dove poter stabilire la residenza.

«Impedire l’immigrazione nelle città, sfollare spietatamente le medesime; facilitare con ogni mezzo e anche, se necessario, con mezzi coercitivi, l’esodo dai centri urbani; difficoltare con ogni mezzo […] l’abbandono delle campagne, osteggiare con ogni mezzo l’immigrazione a ondate nelle città».

Questo scriveva Benito Mussolini nell’articolo “Sfollare le città, comparso il 22 dicembre 1928 sulle colonne de “Il Popolo d’Italia”.

La nostra Costituzione nata sui principi ispiratori della Resistenza ha spazzato via questa legge proclamando tra i diritti inviolabili del cittadino quello della libera circolazione.

Art. 16 Costituzione : Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche. Ogni cittadino e’ libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.


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ZAP (Zona Altamente Partigiana)

Ciao,
si avvicina il 25 APRILE e, nonostante questo tempo difficile di lontananza e di distanze fisiche che ci separano, ZAP (Zona Altamente Partigiana) ritorna alle Piagge.
Quest’anno non potremo cantare, leggere, ballare e mangiare insieme, ma potremo continuare a fare memoria di questo giorno importante, essenziale per la nostra storia di popolo e di esseri umani.
Per fare questo ti chiediamo di inviare, a questa mail (duegangy@virgilio.it) o su WathsApp al numero 3393607861, un contributo che sarà montato in un videoclip, che poi sarà diffuso sui canali della comunità delle Piagge e proiettato il 25 aprile, per tutta la giornata, sullo schermo del TAZEBAO al Centro Sociale il Pozzo.
Potrai inviare brevi riflessioni scritte o registrate, piccoli video autoprodotti, brani di libri, poesie, canzoni…o quello che nasce dalla tua fantasia, entro domenica 19 aprile.
Con la partecipazione di tutti daremo ancora più forza a questo 25 APRILE DI LIBERAZIONE attesa, da costruire e praticare con tutte le nostre energie…
ZAP- Comunità delle Piagge

LE PAROLE NON BASTANO PIU’

LE PAROLE NON BASTANO PIU’. ORA DEVE MUOVERSI LA PROCURA GENERALE. I MAGISTRATI DI MILANO DIANO L’ESEMPIO

Milano città: marzo 2020 decessi di residenti 2155; marzo 2019 decessi 1224, marzo 2018 decessi 1206.

Finalmente, grazie all’insistenza di Radio Popolare, che giorno dopo giorno chiedeva i dati dei morti nel capoluogo lombardo, oggi l’amministrazione ha dovuto dare una risposta.
L’aumento dei decessi nel mese di marzo tra il 2019 e il 2020 è del 76%; gran parte di questi decessi si sono verificati negli ultimi 10 gg di marzo e in questo periodo sono “più che raddoppiati tra gli ospiti delle Rsa cittadine e nelle abitazioni private” ha dichiarato l’assessora ai Servizi civili del Comune Roberta Cocco.
Esattamente quello che stiamo ripetendo da giorni: stanno lasciando morire come mosche i nostri anziani nelle RSA, trasformate in luoghi di morte e abbandonati nelle loro case.
Si veda a questo proposito la denuncia di LEDHA https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=9596
Altro che la favola che la regione Lombardia ci racconta ogni giorno: sono diminuiti gli accessi ai Pronto Soccorsi e i ricoveri nei dipartimenti d’emergenza, segno che le cose stanno migliorando. Diminuiscono gli accessi e i ricoveri perché nessuno li porta in ospedale.
Questa strage non può continuare. Gli anziani che non stanno bene, tutti, compresi quelli ricoverati in RSA, devono essere sottoposti a tampone: curati quelli risultati positivi e tutelati, con le precauzioni necessarie, coloro che sono risultati negativi. E il personale che lavora nelle RSA ha il diritto di essere tutelato nella sua incolumità senza rischiare la vita
Le parole, lo sdegno, la commozione non sono più sufficienti. Ora tocca alla Procura Generale aprire un’inchiesta, di fronte a questa situazione e ai bollettini di morte che giungono dalle RSA di ogni parte d’Italia. non è necessario aspettare che qualche parente disperato presenti una denuncia. Va aperta un’inchiesta cominciando, come primo passo, da un’indagine su quello che è avvenuto e che sta accadendo nelle RSA.
Come è accaduto in altri momenti storici, quando la Procura di Milano si è mossa molti magistrati ne hanno seguito l’esempio in ogni parte d’Italia. Allora l’avversario era la corruzione, ora sotto accusa c’è il disprezzo della vita umana dei più deboli.

Il Consiglio Direttivo di Medicina Democratica Onlus