Periferie al Centro: ma non è Fuori Binario, è la Festa del Pd…

 Periferie al Centro: ma non è Fuori Binario, è la Festa del Pd…

periferie

Di seguito il comunicato dell’associazione Periferie al Centro creatrice della testata FUORI BINARIO, giornale di strada delle persone senza fissa dimora di Firenze, che si è ‘ritrovata’ ad avere lo stesso nome del titolo dato all’edizione di quest’anno della Festa dell’Unità che apre stasera alle Cascine. Ascolta l’intervista a Maria Pia Passigli, ideatrice e anima di Fuori Binario.

Fa abbastanza effetto leggere sullo striscione all’ingresso della festa dell’unità a Firenze “Periferie al centro”: è il nome della nostra Associazione, fondata nel 1995, il cui scopo, oltre alla realizzazione del giornale “Fuori Binario”, è lo stabilire un rapporto col disagio crescente della città attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui temi dell’emarginazione sociale, promuovendo progetti di reinserimento e riabilitazione, stimolando il confronto tra le realtà associative e le istituzioni, nonché il formare una rete capace di sorvegliare che i diritti di tutti i cittadini, senza dimora ed extracomunitari, siano rispettati.

In tutti questi anni abbiamo cercato di dar voce a chi voce non ha e vedere il nostro nome associato a un partito politico che in questi anni ha fatto di tutto fuorché avvicinare le “periferie”, cioè le persone più svantaggiate, al “centro”… … 

Questo accade in città nell’ambito di una manifestazione che ormai da tempo ha perso il suo significato iniziale di unità  e resta solo una vetrina  costruita sulla bramosia politica di arrivismo al di là del bene comune… beh, non ci piace.”

 

Associazione Periferie al Centro

(audio) Ascolta l’intervista a Maria Pia Passigli

fonte: controradio Chiara Brilli http://www.controradio.it/periferie-al-centro-non-binario-la-festa-del-pd/

 

“Via Palazzuolo è casa mia”

Firmiamo per Via Palazzuolo

I nostri amici di Via Palazzuolo, una zona vicino a noi priva di spazi di aggregazione, ci chiedono una mano.
Hanno promosso un progetto da presentare all’Autorità Regionale per la Partecipazione, che ha bisogno di 856 firme di cittadini rigorosamente residenti nel Quartiere 1.

Si può firmare da lunedì 23 a venerdì 27 gennaio presso la Cartoleria Costanza angolo via Sant’Agostino/Via de’ Serragli.

Si tratta di una richiesta ufficiale, non di una petizione, per cui dovete fornire anche gli estremi di un vostro documento e (ripetiamo) dovete essere residenti nel Quartiere 1.

E’ importante che i quartieri si diano una mano a vicenda!

 

“Via Palazzuolo è casa mia”
Promozione di un percorso partecipativo sull’area di Via Palazzuolo.

L’Associazione Anelli Mancanti in partenariato con realtà associative, commerciali e di comitato presenti nell’area di Via Palazzuolo, è promotrice del progetto “Via Palazzuolo è casa mia”.
Obiettivo principale del progetto è quello di ricostruire il tessuto associativo, di residenti e commercianti del quartiere, attraverso l’attivazione di un percorso di partecipazione ed ascolto e l’organizzazione di attività concrete di rigenerazione sociale ed economica dell’area.

Alcune delle proposte del progetto:

- creazione di uno spazio aggregativo ad uso culturale e sociale
- coinvolgimento dei commercianti attraverso iniziative di promozione territoriale e condivisione di buone pratiche (legalità , raccolta differenziata, etc.)
- avvio di un percorso di creazione di una social street

La proposta progettuale verrà presentata all’Autorità Regionale per la Partecipazione, che finanzia percorsi attivati da cittadini.
A tal fine è necessario presentare insieme alla proposta una raccolta di firme di cittadini residenti nella zona interessata.
In questo caso, saranno necessarie 856 firme di cittadini residenti nel Quartiere 1.
La scadenza del bando è il 31 gennaio.
Se il finanziamento sarà accordato avrà inizio il percorso di partecipazione della durata di 6 mesi. In questo periodo le attività saranno pubblicizzate attraverso una campagna di comunicazione per informare la cittadinanza sul calendario degli appuntamenti e le modalità di partecipazione.

Alla fine del percorso, i risultati verranno condivisi con l’amministrazione comunale e di quartiere.

L’invito è quello di aiutarci nella raccolta firme necessarie a iniziare questo percorso, per avviare un processo virtuoso di ricostruzione di comunità in una zona il cui tessuto sociale è venuto sgretolandosi negli ultimi anni.
In allegato il modulo per la raccolta firme (possono firmare solo i residenti del Quartiere 1, non è ammessa la patente come documento di identità ).

Grazie molte.

Promotori & sostenitori

Anelli Mancanti: associazione di volontariato presente da anni in Via Palazzuolo con una scuola di italiano per cittadini migranti, sportelli di orientamento al lavoro, legale e salute. Vengono inoltre organizzati corsi di lingue, teatro, attività sportive ed eventi che si rivolgono e coinvolgono tutta la cittadinanza, in un’ottica di incontro e conoscenza reciproca.

Palazzuolo Strada Aperta: gruppo antirazzista e solidale, nato nel 2012 sui problemi di Via Palazzuolo e strade vicine in uno spirito di apertura e rispetto, ponendo al centro le persone con le loro storie, i loro diritti inalienabili e il contributo che tutti possono dare al vivere comune. Diffonde un foglio periodico agli abitanti della strada, organizza cene in via Palazzuolo e ogni sabato fa uscire in strada una bicicletta – biblioteca ambulante che presta libri in varie lingue a passanti e residenti.

Caritas: Caritas Firenze è presente in via Palazzuolo con una casa famiglia.

Il Grillo Parlante: centro sociale anziani in Via Palazzuolo

Multiverso: spazio di coworking, via del Porcellana


Firenze, clochard trovato morto sul lungarno per il freddo

L’uomo, 48 anni di origine polacca, aveva anche seri problemi di salute. Era poco lontano dagli uffici dell’Asl

di LUCA SERRANO’ e GERARDO ADINOLFI

Aveva trovato riparo per la notte in un giardino tra il Lungarno Santa Rosa e le mura di San Frediano, nell’Oltrarno di Firenze. Ma a causa del freddo intenso e delle temperature sotto zero un uomo di origine polacca, senza fissa dimora, è stato trovato morto per assideramento.
Il clochard, 48 anni, non aveva documenti ma è stato riconosciuto da un altro senzatetto. Ad avvertire i carabinieri e il 118 sono stati alcuni passanti che avevano notato il corpo senza vita nel giardino del Lungarno Santa Rosa, poco lontano dagli uffici dell’Asl di Firenze. Indagini sono comunque ancora in corso per risalire alle cause: alcune persone hanno raccontato che l’uomo aveva anche seri problemi di salute. Questa a Firenze non è la prima vittima del freddo di questi giorni.
Ieri due senzatetto sono stati trovati senza vita ad Avellino e ad Aversa. In Sicilia un clochard romeno di 46 anni è stato trovato morto in un immobile abbandonato di fronte all’imbarcadero privato di Messina mentre un altro è deceduto a Latina oggi pomeriggio davanti a una chiesa. Ad Altamura, in provincia di Bari, una caduta causata dal ghiaccio è risultata fatale per una donna di 49 anni. Le nevicate di queste ore continueranno a interessare, fino a tutto sabato e anche in pianura, soprattutto il versante adriatico e gran parte delle regioni meridionali, con temperature molto basse e forti venti.

fonte: Repubblica.it

“Bellezza” al bagno (comunale)

Nugoli di turisti affrettati verso mete famose, la manna della città.
Niente può disturbare la voglia di vacanza preparata con meticolosità.
Intorno il quotidiano vivere della Firenze Rinascimentale, dove si muore senza poter vivere. E chi non ha già nulla, depredato anche dell’igiene personale.
Dopo i tagli alla sanità, anche l’ultimo bagno e docce comunali in via S.Agostino (S.Spirito) viene chiuso. Dal 1909 dava il suo servizio a tanti nel quartiere più popolare (S.Frediano). Agli anziani, ai turisti, ai senza casa e a chi ultimamente per quattro anni lo ha gestito “ripulendolo dall’uso inappropriato” Stefano.

Per questo ulteriore sopruso dell’amministrazione, sono stati in tanti ad opporsi apertamente, tra tutti il frate-vescovo di  S.Spirito Giovanni Scanavino “non siamo stati coinvolti nella scelta, nessuno ci ha avvisati, dove andranno a lavarsi le persone svantaggiate? Ci rimettono i poveri!” “La scelta è stata sofferta” parole dell’assessora al decoro Alessia Bettini: “si farà un intervento di restauro, poi di sicuro l’edificio cambierà uso di destinazione”.
Non c’è da preoccuparsi tutti i senza dimora, a giorni, potranno fare uso delle docce alla Fenice, associazione legata all’Albergo Popolare di via Della Chiesa” afferma l’assessora ai servizi sociali Sara Funaro.
Come si denota si sanno le cose solo ad operazione conclusa.
Ormai è certo che questa amministrazione fa il brutto e il bello a suo piacimento, seguendo solo gli interessi di cassa.
Ai cittadini le briciole di quello che si “rottama”, in una città che si allontana dal senso di umanità e soccorso che la qualificava.

Lo sceriffo Cioni, inconsapevolmente, ha fatto buona scuola.

I SENZA TETTO IN ITALIA ABBANDONATI DA TROPPI VOLONTARI

La Ronda di Milano distribuisce la cena ai numerosissimi “senza tetto” e dona loro, amicizia, ascolto e conforto.

APPELLO, ESORTAZIONE, SUPPLICA

E’ GIUNTO IL MESE DI AGOSTO, IL PIU’ SOFFERTO PER I TANTISSIMI “SENZA TETTO”, DI TUTTE LE CITTA’ ITALIANE ED EUROPEE.

I NOSTRI GRUPPI : LE RONDE DELLA CARITA’ E DELLA SOLIDARIETA’; I BUONI SAMARITANI con le Colazioni di Solidarieta’, che durano da 29 anni; i FLORENCE ANGELS (Angeli della Citta’) e i “Volontari di Strada” dedicati ad ALBERT SCHWEITZER, in quasi tutte le città, interrompono il loro libero generoso “servizio”, aperto a tutti, verso gli “Ultimi”.

UN VERO E PROPRIO ABBANDONO, SENZA CONSIDERARE CHE IL DISAGIO, LA SOLITUDINE, LA DISPERAZIONE, NON CONOSCONO FERIE. ANZI IL MESE DI AGOSTO, RAPPRESENTA IL PERIODO IN CUI ,MILIONI DI PERSONE ABBANDONATE, SOFFRONO MAGGIORMENTE LA LORO CONDIZIONE DI “SCARTI DALLA SOCIETA’. LA SOLITUDINE NELLE CITTA’ DESERTE, CON TANTE ISTITUZIONI  ”STORICHE” DI VOLONTARIATO, CHIUSE PER TUTTO IL MESE.

Allora esorto, prego supplico, i nostri numerosi  gruppi sparsi in italia, dal Brennero fino a Ragusa, di effettuare subito, un semplice censimento, per conoscere la presenza o meno dei volontari in agosto, e organizzarsi per i turni settimanali, magari ridotti rispetto ai consueti 11 mesi, ma non lasciare chiuso totalmente il “servizio” di strada e nelle sedi.

Comprendo, che dopo 11 mesi di attivita’ stressante ed umanamente faticosa, nel confrontarsi con tanto disagio,

occorre prendere una pausa di riposo, ma anche di riflessione per rendersi conto, che bisogna procedere  in agosto, magari in forma ridotta, ma non abbandonare del tutto il “servizio” di Carità e Solidarieta‘.

Pertanto, mi rivolgo a tutti i “volontari di strada” e agli altri che contribuiscono a latere, ad organizzarvi con turnispeciali” anche ridotti, come frequenza ma non ad abbandonare i nostri amici di strada, che trovano chiuse anche le “storiche” istituzioni di volontariato locale  e solo “IL DESERTO” nelle Citta’.

AMICI VOLONTARI, TENETE SEMPRE PRESENTE NEL CUORE, CHE LA DISPERAZIONE, LA STRAZIANTE SOLITUDINE, IL DISAGIO ESISTENZIALE, NEL MESE DI AGOSTO, AUMENTA ENORMMENTE. PER TUTTE QUESTE DISPERATE CONDIZIONI; NON ESISTONO PAUSE E NON CI POSSONO ESSERE MAI FERIE, PURTROPPO……..

DUNQUE, ORGANIZZATEVI – COME SEMPRE – IN MANIERA LIBERA, INDIPENDENTE, MA FATE IL VOSTRO PREZIOSO “SERVIZIO” UMANO E GENEROSO, ANCHE NEL MESE DI AGOSTO. RICEVETE IL BELLISSIMO ESEMPIO DI ALCUNI NOSTRI GRUPPI, CHE AGISCONO REGOLARMENTE TUTTO IL MESE .

VI SUPPLICO, VI PREGO, VI ESORTO, ASCOLTATEMI : NON ABBANDONATE TOTALMENTE, PER UN MESE, CHI HA PIU’ DIRITTO E BISOGNO.

Con irrinunciabile speranza in tutti voi, vi ringrazio e vi saluto fraternamente.

Vostro, Paolo Coccheri – Firenze.

Sotto i portici di tantissime citta’ italiane ed europee.
La “giovane Ronda Umanitaria di PARMA, nata nell’Ottobre 2015.

Emergenza freddo 2016, 25 posti letto in più per i senza fissa dimora

Emergenza freddo, 25 posti letto in più per i senza fissa dimora *

L’assessore Funaro fa un appello a fiorentini, visitatori e turisti: “Segnalateci i senza fissa dimora in stato di bisogno che incontrate in città”

Da oggi ci sono 25 posti letto in più per l’accoglienza invernale dei senza fissa dimora. Questi posti, individuati tra l’Albergo popolare e Villa Carmen, vanno ad aggiungersi ai 144 già predisposti dall’amministrazione comunale e dall’ASP Montedomini a partire dal 1° dicembre scorso.
Il servizio, che sarà in funzione fino al 31 marzo prossimo, è un’attività di pronta accoglienza notturna destinato a cittadini italiani e stranieri, uomini maggiorenni, donne sole e donne con bambini, residenti o non nel Comune di Firenze, in possesso di un documento di riconoscimento. E, confermando la scelta fatta nel recente passato, agli ospiti non viene fornito solo l’accoglienza notturna, ma anche il pasto serale e la prima colazione.
Finora le strutture predisposte al servizio erano quattro, di cui tre gestite dalla Caritas: la Foresteria Pertini a Sorgane (di proprietà comunale) per uomini adulti (massimo 80 posti letto); la Parrocchia di Santa Maria Madre a Torregalli (struttura di Caritas) dove ci sono 18 posti letto per uomini adulti; l’Accoglienza Salesiani di via Gioberti (in una struttura messa a disposizione da Caritas): 18 posti riservati alle donne sole. La quarta struttura è la Foresteria del Fuligno in via Nazionale (in uso al Comune e gestita dal Progetto Acisjf), dove ci sono a disposizione camere e appartamenti per un totale di 28 posti letto destinati all’accoglienza di situazioni di emergenza di donne e donne sole con figli.
L’assessore a Welfare ed Accoglienza Sara Funaro in questi giorni di particolare freddo fa un appello a fiorentini, visitatori e turisti: “Segnalateci i senza fissa dimora in stato di bisogno che incontrate in città affinché possiamo aiutarli a ripararsi dal freddo in questi giorni gelidi. Le segnalazioni possono essere fatte direttamente agli agenti della Polizia municipale o telefonando alle portinerie delle strutture adibite all’accoglienza invernale per l’emergenza freddo”.
Il servizio di accoglienza invernale è gratuito per tutti i primi quindici giorni, dopodiché scatta il consueto contributo di 1 euro al giorno per adulti. I minori sono esentati. (fp)

* Accoglienza invernale Uomini

Orario: dalle 19.00 alle 9.00

Per le richieste di inserimento da parte di UOMINI SOLI dal 1° dicembre 2015

Sportello “Accoglienza Invernale” dell’Associazione Solidarietà Caritas
Via Faentina 34
Tel. 055 46389275 Fax 055 46389271
orario di apertura per le prenotazioni
Lunedì 9.00 – 13.00
Giovedì 14.00 – 16.00
Sabato 9.00 – 13.00
accoglienzainvernale @caritasfirenze.it – foresteriapertini @caritasfirenze.it

Accoglienza invernale Donne 

Info e contatti

Centro di ascolto Binario 2-5  – Stazione ferroviaria S. Maria Novella – Firenze

Tel. e fax: 055 294635

 Casa di accoglienza CASA SERENA Via Nazionale, 19 – Firenze

Tel. e fax: 055.216544

 Segreteria Via Nazionale, 19 – Firenze

Tel. e fax: 055.2691939

E-mail: acisjf.firenze@virgilio.it

POLIZIA MUNICIPALE AGGREDISCE DONNE E BAMBINI ROM

 Roma 1 aprile 2015 COMUNICATO STAMPA NAZIONE ROM – LE DOMANDE A ROMA CAPITALE SUL CENTRO DI VIA AMARILLI: VOGLIAMO LA VERITA’

Nella notte tra il 29 ed il 30 marzo, a mezzanotte e mezza, un incendio di probabile origine dolosa, distrugge il centro di accoglienza per famiglie sito in Via Amarilli a Tor Cervara – La Rustica.
Il 30 marzo la Protezione Civile di Roma Capitale assicura che gli ospiti sono stati soccorsi e trasferiti, dalla Polizia Municipale, in un altro centro della citta’. 

http://www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it/?pg=1&idart=15179&idcat=3

La notte tra il 30 ed il 31 marzo, tutti i cittadini del centro, tra cui 63 bambini e 40 adulti, erano invece ancora presenti nella struttura: in dotazione la Protezione Civile aveva lasciato loro 100 coperte, sciarpe, berretti, venti sacchi a pelo e dell’acqua.  Alle ore 22.30 l’Assessore al Sociale Francesca Danese veniva raggiunta al telefono da Marcello Zuinisi legale rappresentante dell’Associazone Nazione Rom mentre si trovava in riunione negli uffici del V dipartimento. La richiesta esplicita: chiamate la Protezione Civile e portate tende di soccorso alle famiglie  ai bambini, le loro madri ed i loro padri costretti a dormire in terra al freddo. Una pattuglia di Polizia Municipale, presente in Via Amarilli, veniva raggiunta da un’altra telefonata di Marcello Zuinisi. Gli agenti affermavano di essere stati lasciati da soli, nessun responsabile sul posto. Nessun intervento di Protezione Civile veniva posto in essere.

La mattina del 31 marzo, alle ore 07.30, giunge sul posto Antonio di Maggio Vice Comandante della Polizia Municipale di Roma Capitale. L’ordine alle famiglie è esplicito: “dovete andare via da qui. Le famiglie, provate da 48 ore di totale abbandono da parte delle istituzioni, insorgono. Vogliono rimanere all’interno del centro di accoglienza. Vivono li da tempo. E’ stato l’ex Sindaco Gianni Alemanno a trasferirli in quel posto dopo aver sgomberato il loro campo. Un adulto Sejdovic Juki viene scelto a caso dal Vice Comandante di Maggio che gli ordina: “sali in macchina“. Lui non ha fatto niente. E’ solo una delle vittime del rogo della notte del 30 marzo. E’ solo uno dei cittadini che la Protezione Civile non ha soccorso. Sejdovic Juki non opporre alcuna resistenza e sale nella macchina della Polizia Municipale. 

Un passaggio

Dalla vita alla morte
l’inevitabile passaggio
a noi sembra triste
ma ci separa alla nostra insaputa
soltanto dal corpo….
L’anima realizzata
in un corpo incarnata
da quel fatto alla sua saputa
non è turbata.
E questa conoscenza è da noi sconosciuta
ma non al saggio
e accetta il passaggio vivendo felice
e poi passa tranquillo.
Perchè.. alla sua sapienza divina
sa che ad ogni morte
c’è una nuova vita.
Cerchiamo di capire e forse anche noi
vinceremo la paura di morire…
Che nei mondi dei passaggi,
in universi dei cosmi
e nell’eterno finito
è solo un passaggio
all’infinito.

Sergio Bertero

Il “Piccolo Poeta della grande Strada” come egli si definiva nostro amico e collaboratore per tanti anni ci ha lasciato… dopo la morte per lui la vita. Gli ultimi tempi lo hanno visto coinvolto in una lotta per il diritto all’esistenza da uomo libero.Qualcuno dei servizi sociali burocratici e amministrativi gli aveva tolto il mini appartamento che da anni abitava nella R.S.A. (residenza sanitaria assistita) di via Modigliani mandandolo con la scusa di ristrutturazione nella R.S.A. S.Silvestro di Borgo Pinti per poi etichettarlo in una riunione medica senza la sua presenza e senza alcun riscontro, come non  autosufficiente e spedirlo alla R.S.A. di Montedomini, cose che lo hanno fatto imbufalire fino ad uno sciopero della fame ad oltranza che nonostante gli abbia dato ragione, ma non più casa, lo ha debilitato fortemente.

Denunciamo questo ennesimo sopruso attuato verso una persona anziana e sola.

ciao Sergio ti ricordiamo

Qui le altre poesie di Sergio

“Sì signor giudice cioè signor vigile la assicuro lei è in errato quello di sbagliato, ma io sono Sergio Bertero! il piccolo poeta della grande strada non ha mai sentito! ma come è possibile cosa? e se ne frega , ma signor vigile mi

http://www.fuoribinario.org/blog/2013/03/05/

Clochard per caso: Emanuela senzatetto in fuga dalla violenza del marito

La sua casa è via Nizza. Ogni giorno passano davanti a lei migliaia di persone. Col freddo Roma si ricorda anche di lei, ma nessuno le chiede di raccontare la sua storia. Noi l’abbiamo fatto. Ecco cosa ci ha raccontato

Mary Tagliazucchi 2 Gennaio 2015

Un clochard è stato trovato morto a Roma, in strada, riverso su un marciapiede nel quartiere Esquilino. La causa? Il freddo imperante di questi giorni nella capitale. Sono 7.800 i senza fissa dimora, 3.060 quelli che hanno trovato un riparo presso parrocchie, associazioni di volontariato, enti religiosi e centri convenzionati con Roma Capitale. I restanti 4.740 sono quelli che rimangono  fuori dalla rete dell’assistenza e che, come il senzatetto che ha perso la vita,  sono abbondonati a se stessi. Uomini e donne privi ora di una qualsiasi identità , ma che un tempo avevano esistenze simili alle nostre con una famiglia, degli amici e un lavoro.

Proprio come Emanuela (nome di fantasia), la donna che da tempo chiede l’elemosina all’angolo tra Viale Regina Margherita e via Nizza.  A vederla non sembra una mendicante. Indossa un caldo piumino, dei jeans alla moda e un cappello di lana bianco  che le  incornicia il viso da ragazzina. Stringe fra le mani, coperte dai guanti, un caffè caldo  dono di uno dei tanti passanti del quartiere.

Riusciamo ad avvicinarla e farle qualche domanda e lei, prima intimidita, diventa un fiume in piena nel raccontare la sua storia : “Ho trenta anni, sono sposata ma sono dovuta fuggire da casa perché mio marito è un violento. Non ho un posto dove andare, a volte dormo da un’amica,  altre dove mi capita.  Cerco di racimolare qualcosa per darlo a lei che mi ospita e per  comprarmi qualcosa da mangiare”.

Emanuela aveva una vita come tutti gli altri. Giornate scandite da impegni quotidiani.  Non lavorava, il suo impiego principale era badare alla casa e provvedere alle necessità di quel marito violento, da cui era dipendente e succube. Andare via da casa l’ha messa in una condizione d’immediata precarietà.  Senza soldi e con il terrore di essere rintracciata.

Ogni giorno fa la spola da un paese a sud di Roma alla Capitale. Se dorme dalla sua amica escono insieme alle cinque del mattino. Prendono il treno che le porta fino alla stazione Termini, poi il bus di solito il 38 che ferma  a via Nizza,  esattamente all’angolo dove l’abbiamo trovata a mendicare. L’amica che fa la donna delle pulizie per un ufficio in Viale R.Margherita si avvia mentre lei comincia la sua giornata, al freddo seduta su uno scalino tra la gente che passa.

Ma sul perché ogni giorno venga qui in città  rimane vaga.  C’è qualcosa di non detto nelle sue parole e nel suo sguardo che abbassa di continuo,  tra l’imbarazzo  e il fastidio di chi non vuole le si facciano troppe domande. Le offriamo un pasto caldo e poi decidiamo di andare,  in fondo sembra proprio questo che voglia. Essere lasciata in pace. Quale è la vera storia di questa donna  e del perché abbia deciso di non  chiedere aiuto ai tanti enti convenzionati  non lo sapremo mai. Né perché questi stessi enti non si accorgano di realtà, sempre più frequenti come la sua.

fonte: http://www.romatoday.it/cronaca/emanuela-senzatetto-via-nizza.html

Milano, primo centro per senzatetto dimessi dall’ospedale

Milano, primo centro per senzatetto dimessi dall’ospedale: il 40% è Italiano

Un centro con 20 posti letto per dare accoglienza e aiuto alle persone che vengono dimesse dagli ospedali e non hanno una casa dove poter trascorrere la propria convalescenza.
Il centro, il primo in Italia, è stato inaugurato oggi a Milano. Verrà gestito per 4 mesi da Arca Onlus e Medici senza frontiere. In questo modo, assicurano i medici di Msf, si aumenterà la qualità della vita dei pazienti, e il sistema sanitario nazionale potrà risparmiare. Spesso queste persone si riammalano e sono quindi costrette a tornare in ospedale. In altri paesi è già dimostrato che queste realtà possono costare un quinto di quanto spenderebbe, con l’ospedalizzazione, il sistema sanitario nazionale. E si stima che il 40% delle persone che utilizzeranno il centro saranno italiane.

www.progettoarca.org

fonte:RepubblicaTV