In distribuzione il numero 214 Ottobre 2019: dove trovare Fuori Binario

Firenze, di solito il giornale viene venduto in luoghi fissi, quali supermercati e poste, per creare familiarità e favorire il dialogo tra venditori e acquirenti.
Tuttavia vi capiterà spesso di poter acquistare il giornale anche in occasione di manifestazioni…

lo troverete:

Giovanni M. – Piazza Tasso
Nanu G. - 
Borgo S.Lorenzo – Stazione Campo di Marte
Cezar T. – Ponte Vecchio
Raffaele e Clara -  Pontassieve e Livorno – Oblate – Murate – Obihall
Marcel T. -  Feltrinelli Cerretani – IBS
Teodor S. – 
Feltrinelli Red  P.zza Repubblica – Coop Via Gioberti
Salvatore O. - Piazza Le Cure
Berisa S. - Zona Novoli tribunale – V.le XI Agosto

Lettera aperta alla cittadinanza- di Alessandro, Annalisa e Chiara Orsetti

In primo piano

Lettera aperta alla cittadinanza 

Lorenzo, nostro figlio e fratello, è morto il 18 marzo 2019 in Rojava combattendo a fianco dei curdi e delle forze confederate della Siria contro l’ISIS e gli ultimi resti il califfato.
La sua storia, la storia di un giovane che partendo da Rifredi, quartiere di Firenze, aveva deciso di lasciare tutto, la sua città, casa, lavoro, famiglia, amici… per sostenere il popolo curdo in questa lotta ha emozionato molte persone.

Vi scriviamo per chiedervi: volete abbandonare chi ha combattuto l’Isis?

Lorenzo è stato riconosciuto come un esempio di partigiano internazionalista e antifascista, che ha scelto da che parte stare e di schierarsi concretamente andando a combattere dove c’era bisogno di lottare per sradicare il fascismo che in quelle aree si stava affermando nelle forme dell’Isis e delle forze che lo sostengono.
Attraverso la sua scelta di vita e la sua morte ha fatto conoscere a tanti la realtà che si sta costruendo nel Rojava, nella zona nord-est della Siria, dove la democrazia che nasce dal basso, fondata sul rispetto delle diversità sociali e culturali, per una parità reale tra uomo e donna, sulla autogestione, sulla economia sociale si sta affermando.
Non tutti forse lo sanno, questa realtà si chiama Confederalismo Democratico ed è un laboratorio sociale che nasce dalle idee di Ocalan, leader curdo del PKK imprigionato da 25 anni nelle prigioni turche, senza il minimo rispetto dei suoi diritti e delle sue garanzie. È un esempio di coesistenza tra i popoli e quindi porta pace e sicurezza in un’area sociale così instabile e travagliata, scossa da attentati, conflitti, stragi…

Ora questa realtà, costruita col sangue di oltre 11.000 curdi e 36 volontari nternazionali, è minacciata e potrebbe essere distrutta.
L’esercito turco e i gruppi paramilitari che Erdogan sostiene nell’area -che non sono altro che  un altro modo con cui l’ISIS prova a riproporsi-  si stanno preparando ad attaccare il Rojava per eliminare la rivoluzione curda e tutto quello che rappresenta.
Questa aggressione militare turca si può ancora fermare, se c’è una mobilitazione generale.
Vi chiediamo: se abbiamo pianto per Lorenzo riconoscendo la bellezza del suo gesto davvero non vogliamo fare nulla per impedire questa nuova guerra ?
Abbiamo ancora voglia di scendere in piazza, protestare, gridare il nostro sdegno e la nostra rabbia indicando i mandanti e le colpe, mostrando la nostra voglia di un mondo più giusto e umano?
Il governo italiano prenderà posizione? E la Regione Toscana? E il comune di Firenze?
Tutto serve per fermare questa aggressione e serve ora.

Lorenzo ha combattuto a Afrin nel 2018, dove sono stati migliaia i morti causati dall’invasione turca: vogliamo continuare a sostenere Erdogan, l’esercito turco e l’Isis in questa guerra ingiusta fornendo armi con le nostre fabbriche e soldi dell’Unione Europea per non aprire il corridoio balcanico ai migranti ?
Molti hanno pianto per Lorenzo-Orso Tekoser combattente colpiti dalla sua morte, ma ora potrebbe morire nuovamente e con lui tanti giovani curdi e altri popoli che vivono nel Rojava.
Non facciamolo morire nuovamente, facendo morire gli ideali e la causa per la quale si è sacrificato.
Lorenzo ci ha mostrato che nessuna causa è così lontana e così estranea alla nostra vita e che spesso è questione di scelte.

Alessandro, Annalisa e Chiara Orsetti

Roma diventi città aperta all’accoglienza

Roma, “A Raggi chiediamo discontinuità: Roma diventi città aperta all’accoglienza”

La lettera aperta inviata dagli attivisti di Baobab Experienze alla sindaca e all’assessora Mammì

“Profilazioni razziali, condizioni di vita disumane e persecuzione delle persone migranti: Roma inauguri il cambiamento e concretizzi la discontinuità promessa, con umanità ma soprattutto in rispetto dei diritti”. E’ la sintesi della lettera che gli attivisti del Baobab Experience hanno rivolto alla prima cittadina di Roma per chiedere un cambio di marcia rispetto alle politiche dell’accoglienza in città.

“Alla Sindaca Virginia Raggi, all’Assessora alle politiche sociali Veronica Mammì. Chi scrive è un gruppo di donne e uomini che, da più di quattro anni, ha deciso di rimboccarsi le maniche e di fare quello che di più naturale appartiene alla natura umana: aiutare chi è in difficoltà. Vi indirizziamo questa lettera aperta perché quello che accade a Piazzale Spadolini, lato est della stazione Tiburtina, è inaccettabile per qualsiasi donna o uomo attraversi la nostra città. Dopo lo sgombero del campo informale di Piazzale Maslax, il parcheggio di proprietà di Ferrovie dello Stato dove centinaia di migranti avevano trovato un rifugio e i servizi di accoglienza e inclusione offerti dalla nostra associazione, abbiamo assistito a continue identificazioni delle persone costrette a dormire in strada. Operazioni di polizia condotte con uno spropositato dispiegamento di forze e, cosa ancora più grave, caratterizzate da profilazione razziale – spiegano i volontari dell’associazione che da anni assiste i migranti a Roma – Dal 13 novembre 2018, giorno dello sgombero, abbiamo continuato a fornire supporto a oltre 540 persone che, in assenza di una struttura dedicata ma anche di un approccio sistematico alle criticità di chi migra, sono state costrette ad arrangiarsi, accampandosi, almeno per la notte, proprio di fronte all’accesso della stazione Tiburtina. Persone senza casa, senza reddito, in lunga ed estenuante attesa dell’attivazione o dello svolgimento delle procedure per i documenti, cui sono state sottratte le poche cose in loro possesso. Durante le identificazioni, infatti, abbiamo assistito anche al sequestro e alla distruzione di beni personali, insieme a coperte e vestiario donato dalla cittadinanza. Una situazione vergognosa e paradossale il cui culmine è stato raggiunto a marzo, quando i fermati, costretti poi a trascorrere un’intera giornata negli uffici di Via Patini, erano gli stessi che fino a qualche minuto prima avevano dormito all’interno della Stazione Tiburtina, ospitati nel “Piano Freddo” del Comune di Roma: una vera e propria trappola per persone disperate”.
Ed ancora: “Perché tanto accanimento, tanta ferocia?”, ci chiedono. Noi, a questa domanda, non sappiamo più rispondere. La giriamo a voi che siete al governo della città, a voi che avete fatto vostri i motti “Uno vale uno” e “Nessuno sarà lasciato indietro”. Quello che vediamo, purtroppo, è che in questa città qualcuno vale meno di zero e chi rimane indietro, non solo non viene aiutato, ma addirittura vessato e perseguitato. Prima dello sgombero di Piazzale Maslax abbiamo indirizzato alla vostra attenzione e a quella di Ferrovie dello Stato una lettera aperta per la creazione di uno spazio che garantisca dignità ai migranti lasciati in strada, supportata da quasi 50 mila firme raccolte  su Change.org/Accogliamo. Nulla ci è stato risposto, nulla è stato offerto a queste persone, fosse stato anche solo un rifugio notturno asciutto e al riparo dal freddo. Oggi sono in 60 ancora costretti a dormire in strada.

E poi conclude la lettera di Baobab: “Vi chiediamo di riaprire con la massima urgenza un tavolo operativo per trovare soluzioni concrete ed efficaci, perché le condizioni attuali non permettono ulteriori rinvii. Vi chiediamo di cambiare, insieme e una volta per tutte, l’approccio dell’accoglienza istituzionale, le cui mancanze degradano e offendono la dignità di migliaia di persone e hanno reso questa città, madre originaria del diritto d’asilo, non solo ogni giorno più intollerante e disumana, ma anche colpevole della violazione dei diritti umani”.

- fonte: la Repubblica

 

NO ALLA GUERRA! SOSTENIAMO LA RESISTENZA KURDA!

*NO ALLA GUERRA! SOSTENIAMO LA RESISTENZA KURDA! *

La Casa Bianca ha dato il via libera e la Turchia si prepara ad invadere la
Siria settentrionale.

Il regime fascista turco di Erdogan, sconfitto alle ultime elezioni e
segnato dalla crisi economica crescente, cerca di reagire alle difficoltà
utilizzando l’arma del nazionalismo e della guerra contro i kurdi per
recuperare consensi e mettere fine all’esperienza che si sta sviluppando in
Rojava.

L’invasione del Rojava e della Siria del Nord scatenerà nuovamente la
guerra in quei territori. Il Medio Oriente continua ad essere al centro
dello scontro e dell’attenzione degli stati capitalisti e imperialisti, che
cercano attraverso la guerra di espandere i propri interessi. E per fare
questo, tutti gli attori regionali ed internazionali coinvolti, dagli USA
alla Russia, dall’Iran alla Unione Europea, sono ben disposti a lasciare
che la Turchia continui la sua guerra al movimento kurdo, dentro e fuori
dai confini del paese, attraverso politiche di repressione, sostituzione
etnica e di aperto sostegno a ciò che resta delle milizie jihadiste in
Siria. Mentre Ankara continua ad utilizzare il ricatto dei profughi e
dell’invasione migratoria come arma contro l’Unione Europea..

Come sta facendo da oltre 40 anni, il movimento kurdo non si arrenderà.
Attraverso il PKK le YPG e le YPJ fà sapere che non ha intenzione di cedere
alle minacce e in caso di occupazione turca difenderà il proprio territorio
e resisterà come ancora resiste in Turchia, sulle montagne del Kurdistan e
nell’enclave di Afrin.

La loro determinazione deve essere anche la nostra e darci l’esempio!

Come militanti internazionalisti continueremo ad opporci alle politiche di
guerra e sfruttamento che i nostri governi sostengono direttamente anche
quando in maniera ipocrita elogiano i kurdi per il loro contributo
fondamentale nella lotta contro l’ISIS.

Continueremo a sostenere il movimento kurdo ed il suo progetto di
liberazione fondato su anticapitalismo, emancipazione di genere, ecologismo
ed abbattimento delle frontiere nazionali, etniche e religiose!

Continueremo ad essere attivi nella solidarietà, portando con noi l’esempio
di Lorenzo Orso Tekosher, giovane internazionalista morto combattendo in
Rojava e sostenendo con ancor più forza i compagni e le compagne di Orso,
perché la loro lotta è anche la nostra.

*Raccogliendo l’appello delle organizzazioni kurde , invitiamo tutti/e a
manifestare contro la guerra e a sostegno della resistenza kurda in Rojava
a partire dal primo appuntamento*

*A Firenze GIOVEDI’ 10 OTTOBRE – alle ore 18.00 – in Piazza Santa Maria
Novella per raggiungere insieme il Consolato USA*

*Assemblea fiorentina per il Kurdistan*

Corsi lingue straniere

ACLI DI CESTELLO
CIRCOLO ACLI DI CESTELLO  P.za di Cestello n.3  Firenze

PROGRAMMAZIONE corsi lingue straniere:

MARTEDÌ 1 OTTOBRE dalle 17,30 alle 18,30 SPAGNOLO

GIOVEDI’ 3 OTTOBRE dalle 18 alle 19 GIAPPONESE

LUNEDÌ 7 OTTOBRE dalle 17,30 alle 18,30 INGLESE

MERCOLEDI 9 OTTOBRE dalle 16 alle 17 CONVERSAZIONE FRANCESE

N. 5 LEZIONI PER PRINCIPANTI SU SOCIAL NETWORK (FACEBOOK,ISTAGRAM, TWITTER ETC) PER USO

PERSONALE O AZIENDALE ancora da definire

I CORSI si terranno se raggiungiamo un minimo di 5 partecipanti.

Se ci sono interessati si possono fare lezioni di gruppo o singole per CHITARRA.

TUTTI I CORSI COMINCERANNO LA PRIMA SETTIMANA DI

OTTOBRE SE RAGGIUNGIAMO IL NUMERO RICHIESTO-

Per ulteriori informazioni e prenotazioni fare email a: robelom@libero.it

anche whatsApp o telefonare al cellulare 3400725886 Lori

 

DOMENICA 13 OTTOBRE ORE 17 spettacolo

IL PARADISINO DELLE FEMMINE “ ingresso libero

 

30 ottobre mercoledì CINEFORUM ore 17 proiezione film METELLO

Meditazione diffusa a Fuori Binario

 

Incontri di medit/azione diffusa a Fuori binario

 Per una cura del mondo ‘dentro’ e ‘fuori’ di noi, dove il silenzio interiore è il tempo per incontrare e ritrovare il dialogo con noi stessi, e per riannodare quello fra la nostra anima e quella del mondo, una forma di meditazione, aperta a tutti, anche a chi non ne sa nulla, che ci restituisce il tempo e la qualità della vita.

 Nove mercoledì consecutivi dal 25 settembre 2019, dalle 18 alle 20

 Il percorso è condotto da Gian Luca Garetti, psicoterapeuta e medico

 A Fuori Binario, in via del Leone 76, Firenze

 È chiesto un piccolo contributo, solo a chi ne ha le possibilità, da devolvere a Fuori Binario, giornale di strada

 Per iscrizioni ed informazioni glucagaretti@gmail.com

Teatro di Confine

Becoming Women” va in scena venerdi 4 e sabato 5 ottobre 2019, alle 19.30, grazie al Gruppo teatrale Teatro di Confine, con la regia di Edmond Parubi, al Padiglione 16 di “San Salvi – Città aperta” di Chille della Balanza.

Nell’ambito del Festival “L’eredità delle donne” diretto da Serena Dandini, l’interessante debutto del gruppo teatrale Teatro di Confine: “Becoming Women” va in scena venerdi 4 e sabato 5 ottobre 2019 alle ore 19.30, presso San Salvi città aperta Chille della Balanza, padiglione 16.

Lo spettacolo “Becoming Women” trae ispirazione dal racconto “Die Hundeblume – Il dente di leone” scritto dallo scrittore e poeta tedesco Wolfang Borchert esponente della cosiddetta “Letteratura delle macerie” che trovò espressione in Germania nell’immediato secondo dopo guerra.

La performance è messa in scena da un gruppo tutto al femminile, con la partecipazione e con la regia di Edmond Parubi, attore di formazione eterogenea. Benedetta Bronzini ha tradotto il racconto per la prima volta in italiano in occasione di questo spettacolo. La stessa Bronzini ne è, infatti, anche curatrice insieme a Marcella Formenti.

Quindi, lo spettacolo “Becoming Women” si propone di dare voce al potenziale di coraggio e creatività con cui le donne riescono a farsi spazio in un universo troppo spesso ostile, al pari del protagonista del racconto, recluso alienato dalla monotonia del quotidiano, che trova nella vista del fiore orizzonti insperati.

Becoming Women per il Teatro di Confine

Becoming Women” rappresenta il prologo di un più ampio e ambizioso progetto multidisciplinare del “Teatro di Confine”. L’associazione social culturale Fuori Binario collabora per il progetto che si articola in tematiche diverse tra loro: teologia, diritto costituzionale, informatica, scienze e sport.

Il Centro Sociale della Comunità delle Piagge e l’associazione Firenze Rafting offriranno sostegno a loro volta.

Tutto con un intento lodevole. Infatti, il progetto ha un sano proposito d’inclusione e condivisione fra ceti sociali e culturali diversi.

Specialisti per ogni materia interverranno nelle giornate degli incontri. Al termine si avrà una fruizione pubblica attraverso uno spettacolo teatrale. La cornice è la suggestiva Tenuta Il Cerro, un casale a Villore, nel Mugello.

Info su Becoming Women

Gruppo teatrale Teatro di Confine presenta “Becoming Women”, a cura di Marcella Formenti e Benedetta Bronzini.

In scena: Susanna Cafissi, Benedetta Bronzini, Sonia Maio, Lucia Caccavo, Marcella Formenti, Virginia Cardinale, Stefania Leda Bandini, Edmond Parubi.

Musiche: percussioni John Russo, viola Irene Lodone, tastiera Clemente Biancalani, fonico Giulio Fusco.

Scenografia: Edmond Parubi. Dipinto: Sonia Maio.

Grafica: Virginia Cardinale.

Regia: Edmond Parubi

Foto di scena: Francesco Sammicheli

Quando: Venerdi 4 e sabato 5 ottobre ore 19.30

Dove: Padiglione 16 di “San Salvi Città aperta” Chille della Balanza

Biglietto unico: 8 €