AMNISTIA e INDULTO

L’arroganza giustiziera che toglie a lungo la libertà di persone accusate di reati minori ed in fase di giudizio, si scontra da tempo con la mancanza di spazi, all’esterno se ne discute animatamente, ma con troppo distacco. Il disegno di legge dovrà essere applicato, per obbligo dell’ultimatum europeo che scade il prossimo Maggio 2014, i nostri governi da tempo calpestano annullandoli i diritti dei detenuti, bisogna porre fine a questa tortura. Nei vari talkshow si sprecano le parole con falsi allarmismi “ma se andiamo indietro …? ne sono rientrati tanti in poco tempo!”. E se anche lo fosse … quei tanti nella maggiore sono poveri, senza dimora, soli, oppure con problemi gravi da sostanze, di queste persone sono piene le galere italiane perché le leggi non li tutelano dai tanti giudici “integerrimi”, lontani dal riconoscere bisogno e debolezza. Ricordo l’indulto dell’agosto 2006, molti uscivano senza affetti, senza soldi, fuori la desolazione di un mese fatto per le vacanze, le città semivuote e i servizi chiusi, tanti i problemi per molti di loro. Questo a dire che l’ipocrisia parlamentare, nella retorica dei se e dei ma, non si è mai preoccupata di pensare ai bisogni, né dentro e tantomeno fuori. Piuttosto che pensare a nuovi carceri, si rivolga l’attenzione alla ristrutturazione di quelli chiusi insieme ad altre centinaia di edifici pubblici abbandonati al degrado, destinandoli a propositi abitativi e di servizi, la politica, quella vera, deve essere sociale e attenta a tutti i bisogni. Se di giustizia si deve parlare, che essa sia data a piene mani a tutti coloro che fino ad ora, pur conoscendola l’hanno vissuta deturpata dei suoi valori. Viva allora l’amnistia, che svuota le carceri ponendo fine all’ingiustizia!

Roberto Pelozzi