Dado dorme

… Dado ha tre anni, dorme ignaro stanotte, non sa che domattina, mentre sarà all’asilo, verranno a sfrattare i suoi genitori. Verranno con i poliziotti, verranno con il fabbro che cambierà la serratura, verranno a sfrattare la sua infanzia, verranno a sfrattare la speranza di una cura che aiuti la sua mamma a vincere una malattia che non perdona. Una cura che esige calma, stabilità e assenza di ansia. Le assistenti sociali ormai sono allenate a sfinire i numerosi utenti, piuttosto che offrire loro aiuto concreto, informazione, orientamento. Si coprono gli occhi, le orecchie, la bocca. Così sono gli ordini dall’alto. Smembrano le famiglie senza casa, accompagnano tanti bambini all’Istituto degli Innocenti, o li danno in affido. Smembrano un futuro che vorremmo dignitoso.
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L’acchiappasole

Vivo sola, al secondo piano di un’isola, in centro. Nella mia casa entra poco sole e tanta puzza di topi morti, fritti nel Pub qui sotto. Non accende l’aspiratore. Ho sigillato le finestre di camera con lo scotch per pacchi per evitare quel lezzo che sfocia sempre in emicrania crudele. Con dei pezzi di specchio catturo il sole e lo devio a casa mia dove altri pezzi di specchio lo lanciano sul soffitto; a volte anche la luna approfitta del passaggio, secondo stagioni e orari. Prevengo il torcicollo piazzando un vecchio, enorme deflettore da camion sul davanzale di cucina e vedo un pezzo di cielo, senza dovermi storpiare ogni volta. Al piano di sopra abita una famiglia di buddisti che recitano il gongjo. Al piano di sotto vive una famiglia di magrebini festosi, ma io, con Jimi Hendrix tolleriamo qualsiasi cantilena. Vivo sola perché credo nell’amore. Quando sento che la carogna che mi abita si sta per svegliare, stirando le braccine e arrotando i denti, scappo dalla mia isola, anche se zoppico, vado a rincorrere tramonti sui Ponti Vecchi delle Grazie e di S. Trinita e già sento che la carogna si riassopisce …
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