20 anni di Fuori Binario, Associazione di Volontariato Sociale Periferie al Centro

E ci siamo anche noi Fuori Binario, 20 anni di autogestione e autofinanziamento.
Nel 1994 partita dall’albergo popolare la nostra “voce” dal basso è riuscita ad irrompere nella quotidianità della città, agli angoli delle strade, nei mercati, davanti ai grandi negozi, ognuno di noi offre la propria visione del momento. La città che ringraziamo di cuore, ha imparato a conoscerci, ad ascoltarci, ad aiutarci, rompendo quel filo di indifferenza che spesso distrugge i rapporti. Ci sono stati anche momenti di difficoltà sempre superati con la volontà di continuare, di non darsi per vinti, la nostra rivincita e resistenza verso una società poco attenta ai bisogni di tutte/i .
Ad essa chiediamo, continuando il nostro lavoro, che la città venga vissuta come momento di aggregazione e scambio di culture, in libertà e spazi per ognuno.
Grazie e sosteneteci

La Redazione

Fuori binario compie 18 anni. Sondra

Fuori Binario compie 18 anni … L’unico punto fermo della mia vita, l’ho spesso scherzosamente definito, l’unica costante di questi miei ultimi 18 anni.
Nel 1994 lavoravo come fotolitografa, preparavo a mano le pellicole per la stampa. Poi è arrivato in ditta il primo computer e stavo appena cominciando ad usarlo quando è nato Fuori Binario.
I primi numeri li ho davvero improvvisati e devo dire che è grazie a FB se piano piano ho imparato ad usare programmi sempre più complessi.
Ricordo le gelide notti nella vecchia sede del giornale al Conventino insieme a Mariapia a cercare di finire l’impaginazione prima che facesse giorno. Una notte, verso le quattro, stanche e infreddolite, sentimmo dei passi nel corridoio buio di quel luogo spettrale … Poi la luce si accese mentre i passi si facevano sempre più vicini … trattenevamo quasi il respiro … e quando bussarono alla porta, avevamo i capelli dritti sulla testa dalla paura … e probabilmente li avrà avuti anche la guardia giurata di là dalla porta.

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I segreti di Fuori Binario

Il motivo per cui diversi anni fa mi sono avvicinato a Fuori Binario è perché non è un giornale di beneficienza. Non è fatto da persone pie che poi regalano il loro lavoro a persone un po’ più sfortunate. No. Fuori Binario è fatto da persone che hanno trovato in questi fogli un modo per assicurarsi un reddito. Sì, ci sono dei volontari, come io a suo tempo.
Ma ero una specie di intruso. Il giornale viene fatto e stampato da chi poi lo vende. E tutti quelli che lo vendono per strada hanno acquistato il giornale dalla redazione al costo di produzione.

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Fuori binario compie 18 anni. Miki Giardello

Nonostante quello che mi è capitato in tutti questi anni, ricordo ancora la prima volta che misi piede alla Redazione di Fuori Binario, 3 o 4 anni fa. In quel periodo ero ospite dell’Albergo Popolare, ero ospite della strada, ero l’indesiderato ospite di momenti ottusi e impossibili. Ricordo che stavo cercando il modo di pubblicare alcune mie poesie, e un conoscente mi consigliò di portare il tutto direttamente in redazione e di farle vedere a Mariapia. Lei mi accolse, mi accolse sempre, anche quando il mio animo era devastato dal vino e i miei modi la facevano sempre un pò arrabbiare. Fece pubblicare due mie poesie, ma io non mi feci più vedere a Fuori Binario, nuovamente preda di passioni velenose.
“Oggi” sono tornato, e anche se i miei problemi non sono del tutto risolti, ho deciso che almeno dovevo provarci, ho deciso che la vita vale davvero la pena di essere vissuta, e che dovevo darmi un’altra possibilità, qualcuno voleva anche aiutarmi.
Fuori Binario è sempre stato qui, al suo posto, a contrastare le ingiustizie, ed io che ora ne faccio parte sono felice di esserci e di contribuire con i miei scritti e poesie alla realizzazione del giornale.

Miki Giardello

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Buon compleanno Fuori Binario!

Complimenti per essere diventato maggiorenne, ma desidero ricordare gli anni della Tua infanzia, sì, perché Ti ho seguito quasi dalla nascita e Ti sostengo in tutti i modi perché sei diverso, completamente diverso da tutti gli altri giornali e perché le cose che dici Tu non le leggo da nessuna parte della carta stampata ma soprattutto i Tuoi ‘giornalisti’ non sono giornalisti, ma autori di vita in prima persona, e che autori!!!
Dare voce e visibilità agli esclusi della società, ma come Ti sei permesso, ma eppure sei diventato maggiorenne.

I giornalisti degli altri giornali, li conosco di nome e li vedo in TV, i Tuoi giornalisti invece, li conosco di persona. Alcuni li incontro giornalmente nel mio quartiere, mi fanno compagnia e chiacchierando siamo diventati amici.
Avere un rapporto umano con un’altra vita che ti fa confrontare con la tua è una ricchezza straordinaria. Grazie a Francesco, con cui ci incontriamo quasi tutte le mattine, per le più belle poesie che abbia mai letto.

Buon proseguimento Fuori Binario, mantieniti bene per una buona e lunga vecchiaia, per raccontare ancora tante vite, tante realtà, tante verità che tentano sempre di nascondere.

Concetta Pellicanò

18 buoni motivi per augurare buon compleanno a fuori binario

Perché è un bel giornale
Perché si incontra e si compra per strada
Perché è libero, indipendente, e senza peli sulla lingua
Perché non c’è pubblicità che, come è noto, rappresenta l’anima del commercio.
Perché per comprarlo lo devi guardare negli occhi
Perché non lo trovi su facebook, ma sul marciapiede.
Perché – allo stesso modo, ed esattamente per lo stesso motivo – non lo trovi nemmeno su twitter
Perché c’è poesia
Perché l’art 21 della costituzione garantisce a ciascuno il diritto di esprimere la propria opinione
Perché è una scommessa di dignità.
Perché crea un ponte tra chi lo scrive e chi lo legge.
Perché, come tutte le cose belle, non ha prezzo.
Perché non si arrende
Perché è un’esperienza di convivenza.
Perché non si nasconde le difficoltà
Perché sa quanto costa oggi essere ai margini
Perché non ci sta tutto, ma c’è spazio per ognuno.

Perché fare il direttore di questo giornale è il più bel regalo per i miei 18 anni di professione!

Domenico Guarino

Fuoribinario compie 18 anni. Memorie di un volontario

Memorie di un volontario

Non conoscevo FB prima della torrida estate del 2003. La stavo trascorrendo a Firenze, avevo esperienze di volontariato alle spalle, molto tempo libero e non volevo sprecarlo. Così sono arrivato a conoscere questa realtà quando ancora si trovava in via Giano della Bella, alle botteghe artigiane: una colata di cemento attaccata al Conventino.
Siccome però non si butta via niente, si è stati presto sgomberati da lì (al Comune servivano quegli spazi) e sistemati in via del Leone.
Maria Pia, presidente dell’associazione e responsabile di Fuori Binario, è stata la persona con la quale ho parlato subito. Di lei, ora non tesso le lodi, solo perché non le vorrebbe. Aveva bisogno di qualcuno che si occupasse di sistemare l’archivio, collocato su un soppalco in uno stato di papale confusione. Io veramente speravo in qualche mansione più relazionale o materialmente efficace nei riguardi dei bisogni delle persone. Continua a leggere

Fuori Binario compie 18 anni. Gianna.

Ho iniziato a frequentare la redazione del giornale a gennaio 2004, all’inizio un po’ di spaesaemento dalle numerose attività che c’erano dietro la preparazione di Fuori Binario, ma il disorientamento è durato proprio lo spazio di qualche giorno.
Mi piacevano le persone, mi piaceva come si affrontavano le problematiche, mi piaceva la determinazione.
C’era da rimboccarsi le maniche, ma c’erano anche delle splendide persone con cui condividere e dalle quali imparare.
Anche se adesso sono molto meno presente nelle attività del giornale, i sentimenti rimangono immutati….

Buon compleanno Fuori Binario!

Gianna

Fuori binario compie 18 anni. Tanto di cappello

Tanto di cappello

Vorrei esultare e fare festa per questi 18 anni passati nella storia di Fuori Binario, avrei da raccontarne di accadimenti in tutto questo tempo, ma prima voglio fare leva sull’opera di informazione che il giornale ha dato, senza presunzione ha raccontato le scelte ed i cambiamenti della città cercando di apporre risposte per una convivenza migliore.

Nel frattempo questa città è davvero cambiata ed ognuno che l’ha governata ha fatto che ciò si avverasse senza tener conto dei suoi cittadini e della sua natura ospitale.
E così come dai primi numeri in cui si chiedevamo le chiavi di casa, ci ritroviamo oggi a difendere persone molte anziane, sfrattate senza alcuna prerogativa, tutto a fine speculativo mentre il patrimonio immobiliare pubblico si s/vende ai privati e tanto ne rimane chiuso a marcire in attesa di essere ristrutturato…4000 case vuote!

Oppure abbiamo trattato della residenza, punto essenziale per poter cercare un lavoro, una casa, per essere curati se serve, per ricevere corrispondenza e tant’altro, qualcosa aveva funzionato… oggi ci troviamo di fronte ad una chiusura di questo diritto per ottuse ragioni di sicurezza.

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Buon compleanno “Barbùn”

Diciotto anni sono per legge la maggiore età.
Non ci voleva certo una certificazione istituzionale per conferire il titolo di “maturità” a un’esperienza come questa.
Le speranze, i sogni, la consapevolezza della difficoltà, che ci animarono in quella stanza di via Conciatori erano pura energia da mettere in azione in un periodo storico e culturale come quello, il 1994, molto particolare per questo paese. Arrivava la corte del cavaliere nero, che lo avrebbe trasformato nel tempo, ma c’era anche tanta voglia di primato del “sociale”, di farsi sentire “dal basso”, come si iniziava a dire proprio allora. Continua a leggere