Carcere, le due riforme del governo. E Renzi «commissaria» Orlando

da; ilmanifesto.info—  Eleonora Martini, 

Dap . Una task force di magistrati capitanata da Nicola Gratteri ripensa il corpo di  polizia penitenziaria

Sul rias­setto dell’amministrazione peni­ten­zia­ria la schi­zo­fre­nia del governo Renzi/Alfano è all’apice. “Com­mis­sa­riato” – si potrebbe dire – il Guar­da­si­gilli Andrea Orlando, a com­pe­tere ora con la sua riforma del sistema car­ce­ra­rio ci sarebbe anche un altro pro­getto, uguale e con­tra­rio, for­mu­lato da una com­mis­sione di magi­strati nomi­nata a luglio dal pre­mier Mat­teo Renzi. Capi­ta­nata dal pro­cu­ra­tore aggiunto di Reg­gio Cala­bria, Nicola Grat­teri (che aveva già fatto parte di un’altra task-force ana­loga nomi­nata dal governo Letta), la com­mis­sione è for­mata da una doz­zina di docenti uni­ver­si­tari, magi­strati, giu­ri­sti e avvo­cati (chia­mati a titolo gra­tuito) tra cui il con­si­gliere della corte di Cas­sa­zione Pier­ca­millo Davigo e il pro­cu­ra­tore aggiunto di Mes­sina, Seba­stiano Ardita, ex diret­tore gene­rale del Dap. Continua a leggere

Lettera dal carcere: Orrori e resistenza nei nuovi giunti del femminile

Carcere – Lettera dal carcere delle Vallette di Torino: orrori e resistenza nei nuovi giunti del femminile

Stralci di una lettera dalle Vallette.

(…) Mi trovo tutt’oggi ancora ai Nuovi Giunti. Sono stata trasferita il 22 luglio. Io come altre detenute, siamo al livello di non ritorno dalla quasi pazzia. In teoria nei Nuovi Giunti puoi starci massimo 15 giorni. Dopo svariati mesi da una petizione siamo riuscite a ottenere uno sgabello per cella, poter fare l’aria a uno stesso orario, e non come pecore da pascolo, o tappa-buchi quando le altre sezioni non scendono. Questo era un disagio non da poco. Una mattina alle 9, il giorno dopo alle 11, come veniva comodo a loro e quell’ora d’aria diventava una corsa per poter essere pronte all’improvviso. Questa situazione è da sempre insostenibile. Due ore d’aria e ventidue chiuse senza la possibilità di fare un’attività ricreativa. C’è una bellissima palestra inagibile. Abbiamo ottenuto di poter usufruire della doccia dalle 9 alle 11, orario in cui devi essere già pronta per la così sospirata ora d’aria. Alle 11 passa il vitto. Bene, noi al nostro ritorno dall’aria alle 12 abbiamo nei piatti qualcosa di commestibile, di cui non si capisce la fattispecie, messa a giacere per un’ora fino al nostro ritorno in cella. Prima cosa non mi sembra molto corretto e igienico che io debba avere il vitto per un’ora dentro la cella senza neppur vedere cosa mi ci si mette dentro. Io personalmente ho un piccolo aiuto dall’esterno e vado avanti da più di tre mesi a yogurt e frutta. Ma chi non ha la possibilità di fare quel minimo di spesa, si fa coraggio, chiude gli occhi e butta giù. Le mie compagne mangiano degli alimenti con corpi estranei all’interno!
Poi c’è il lusso della doccia dalle 13 alle 15. Alle 15 bisogna essere pronte per l’aria. Quindi in una sezione dove ora siamo 25 ma spesso si è 50 con 2 docce funzionanti e un lavabo bisogna fare coincidere tutto. Voglio puntualizzare che nelle celle non c’è proprio la predisposizione per l’acqua calda a differenza delle docce dove c’è un termostato per la temperatura a piacimento loro. Quello che potrebbe essere un piccolo ritaglio di relax diventa una vera e propria tortura per molte, direi quasi tutte. La temperatura priva di calore rende insostenibile il nostro livello di stabilità. Io personalmente faccio comunque la doccia seppur con la speranza che non mi si geli il cervello. Ma le mie compagne sono tutte comunque di un’età sulla cinquantina e anche oltre, puoi capire il loro disagio e impossibilità di lavarsi dignitosamente: si prendono a secchiate a vicenda prendendo l’acqua dal lavabo della doccia che è per lo meno tiepida. Potrebbero chiamarsi problematiche sorvolabili, invece queste condizioni imposte rendono la nostra permanenza e sopravvivenza insostenibili a un minimo tenore dignitoso. Ho deciso di scrivere questa parte di lettera di sfogo perché vedo crollare la stabilità delle compagne sotto ai miei occhi! E mi sto quasi sentendo impotente a poter solo tendergli la mano.

Ci sono detenute che andrebbero spostate in centri che possano aiutarle e non essere imbottite di terapia per non disturbare la quiete delle lavoranti “agenti-assistenti” con il continuo urlo straziante per il loro malessere psicologico con “invalidità al 100% neurologica”. Sono già state in diverse strutture OPG ma ora giacciono qui nei Nuovi Giunti. Io non mi permetto di chiudere la bocca a nessuno. Così per non sentire queste urla assordanti ho praticamente un trapianto di cuffie alle orecchie.
Continua a leggere

Carcere come ‘extrema ratio’

Il piano di Cancellieri per svuotare le celle

Quasi 66 mila i detenuti, circa 40 mila i posti. E l’ennesima calda estate è alle porte. Per questo motivo entro la fine del mese approderà al Consiglio dei ministri il nuovo decreto svuotacarceri, elaborato dalla ministra della Giustizia, Anna Maria Cancellieri dopo l’audizione al Senato del 15 maggio scorso.
Obiettivo primario del provvedimento – che concerne i reati minori – è quello di rendere obbligatorie misure alternative al carcere e la messa alla prova, che prevede la sospensione del processo per chi rischia condanne inferiori ai quattro anni, puntando su un percorso rieducativo. Ma il tempo è tiranno e nell’immediato, l’impellente necessità – quell’emergenza per cui l’Italia è stata condannata dall’Unione Europea – è recuperare 10 mila posti, in modo da ‘alleggerire’ di penitenziari. Il piano prevede dunque l’apertura, entro la fine del 2013, di nuove strutture in grado di ospitare almeno 4 mila detenuti: entro giugno è prevista l’inaugurazione del nuovo carcere di Reggio Calabria, che può ospitare fino a 318 detenuti, mentre a metà luglio tocca a Sassari con una struttura da 465 posti.
Continua a leggere

Cos’è l’ergastolo ostativo

ergastolo ostativoÈ una pena senza fine che in base all’art. 4 bis dell’Ordinamento Penitenziario, mod con Legge 356/92, nega ogni misura alternertiva al carcere e ogni beneficio penitenziario ai chi è stato condannato per reati associativi:
“Pochi sanno che i tipi di ergastolo sono due: quello normale, che manca di umanità, proporzionalità, legalità, eguaglianza ed educatività, ma ti lascia almeno uno spiraglio; poi c’è quello ostativo, che ti condanna a morte facendoti restare vivo, senza nessuna speranza.
Continua a leggere

Carcere e rieducazione

La storia di un ex detenuto

Elton Kalica è un ragazzo albanese che ha da poco finito di scontare la sua pena: è uscito dal carcere dopo 15 anni per aver fatto, quando aveva vent’anni, un sequestro di persona assieme ad altri suoi connazionali. Ecco la sua storia.
“Ora che ho finito la detenzione – spiega Kalica – se mi chiedono che cos’è la rieducazione non saprei che dire.
Ricordo che al mio paese d’origine,nella casa dove abitavo c’era un carcere minorile che portava una targhetta: “Casa di Rieducazione”.
Non sapevo cosa voleva dire quella scritta e mio padre mi spiegò a modo suo cosa voleva dire rieducazione”.

Continua a leggere