SAN SALVI: VITE DI SCARTO

e direzione sanitaria fantasma

E’ da anni che ormai denunciamo il grave stato di abbandono e di degrado dell’ex ospedale psichiatrico di San Salvi, delle sue strutture edilizie, del sistema del verde storico del Parco, e non ultimo, dello stato di assoluto deterioramento di alcuni padiglioni che ospitano, in residenza protetta, sia gli ultimi ricoverati dell’ospedale (con 40 – 50 anni di reclusione) che i nuovi assistiti.
In un recente articolo firenze.repubblica.it , Maria Cristina Carratù ha riportato drammaticamente all’attenzione della città le gravi condizioni di sopravvivenza di queste persone: “Un monumento alla decadenza, all’indecisionismo, alla pulsione allo spreco: reti sfilacciate alle finestre, intonaci a pezzi, dentro e fuori, soffitti e muri quasi marci da cui gronda acqua quando piove, fili elettrici a vista, pavimenti rammendati con passate di cemento e mattonelle trovaticce. Di fronte, quasi a spregio, l’edificio perfettamente ristrutturato wikipedia.org/  degli uffici della ASL”.

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Città senza dimora

città senza dimoraNon solo i senza tetto ma anche tutti coloro che vivono in condizioni precarie, in strutture d’accoglienza o in unità abitative inadeguate in termini di spazi e sicurezza, sono presi in considerazione nello studio “Città senza dimora – Indagine sulle strade dell’esclusione” realizzato a Roma e Firenze da Medici per i Diritti Umani (MEDU) nell’ambito del progetto “Un Camper per i Diritti”.
Lo studio analizza le condizioni socio-sanitarie delle persone senza fissa dimora delle due città. Tra ottobre 2010 e aprile 2011, i medici di MEDU hanno effettuato oltre 600 visite mediche su 513 pazienti, visitando i luoghi più significativi delle due città: 12 aree a Roma, tra le quali le principali stazioni, la baraccopoli di Ponte Mammolo e l’insediamento dell’ex ambasciata somala di Via dei Villini, e 9 insediamenti a Firenze, tra i quali quello spontaneo di Via del Ponte Quaracchi e l’occupazione del exsanatorio Luzzi nel comune di Sesto Fiorentino. In alcuni di questi luoghi è stata svolta un’attività regolare e continuativa di assistenza socio-sanitaria, altri, invece, sono stati visitati almeno due volte.
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La difesa della salute: un obiettivo da rilanciare e da praticare

È per lo meno singolare che dal linguaggio, dagli obiettivi politici e dal dibattito politico attuale, in tutte le sue forme ed espressioni, sia scomparso il concetto di salute. Salute intesa non come servizio sanitario, efficacia (o peggio economicità) delle cure, farmaci, e così via: ma invece come Benessere Fisico Psichico e Sociale della popolazione. Tale concetto fu divulgato dall’OMS fin dal 1948, ed è alternativo alla logica, e ai mostruosi profitti, del sistema sanitario e farmaceutico, che hanno tutto l’interesse che le persone si ammalino ed abbiano bisogno di cure! Il tema della Difesa della Salute, vale la pena ricordarlo, fu il movente fondamentale mobilitante ed unificante dell’«autunno caldo» del 1969 e di tutti gli anni ’70 (La Salute non si paga, la Nocività si elimina), che partendo dalla fabbrica si proiettò all’intera società.

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