Lettera aperta a mio padre ucciso sul lavoro


Lettera di un figlio distrutto dal dolore …. GIUSEPPE MARCHESE

LETTERA APERTA A MIO PADRE, UCCISO SUL LAVORO
A te, padre, morto per non farci mancare un pezzo di pane; a te, che hai preferito sin da fanciullo la strada del lavoro a quella del malaffare; a te, che hai costruito una famiglia ed hai permesso che noi fossimo; a te, che sei partito da casa stretto dal dovere, che hai svolto con onestà e dedizione totale il lavoro in cui credevi e sei tornato nella stessa … casa in una fredda bara; a te, dotato di una forza leonina nel servire alla buona causa della professione e ridotto a corpo esanime; a te, che non hai risparmiato sacrifici per la tua azienda anche nei giorni festivi; a te, vittima sacrificale dell’altare dell’insicurezza, di un sistema perverso che ha adorato il denaro; a te, che avrai digrignato i denti in una espressione di dolore estremo e così hai salutato la terra; a te, spesso maltrattato da coloro ai quali hai donato tutto e non gratificato per le tue fatiche; a te, vittima di colpevoli
distrazioni e valutazioni superficiali; a te, caduto nella trappola della disonestà troppo
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Ogni cosa ha il suo percorso, anche il dolore

carcere

Ogni cosa ha il suo percorso, anche il dolore, all’inizio è feroce, come una ferita che più la tocchi più si apre, e con il tempo guarisce. Per non sentirmi sola nella cella, soprattutto la notte, accendo la luce accanto al mio letto, dopo che la mia testa ha fatto il giro del mondo: tra pensieri ed emozioni. Mi sento sola, insicura nel cuore della notte, ogni tanto chiamo la mia concellina, se dorme non mi risponde.
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