Egitto: lettera di un prigioniero eritreo

Fortress Europe 25/8/2008
Abbiamo ricevuto una lettera scritta da un eritreo detenuto nelle carceri egiziane perchè sprovvisto di un titolo di soggiorno. Per ragioni di sicurezza abbiamo omesso il suo nome e il nome della città nella quale è detenuto. La lettera è stata fatta uscire dal carcere nel mese di febbraio 2008. Secondo Amnesty International almeno 810 eritrei sono stati deportati dall’Egitto nella seconda metà di giugno 2008, su un totale di 1.600 eritrei detenuti. Sono soprattutto richiedenti asilo politico, disertori dell’esercito eritreo, che viaggiano in direzione di Israele. Si tratta della più grande deportazione mai organizzata negli ultimi anni dall’Egitto. Una deportazione che segna il passo di una nuova stagione di repressione, fatta di arresti e omicidi lungo la frontiera. Gentile Signore/a, Noi profughi di cui sopra vorremmo fare appello a voi circa la nostra situazione e la sofferenza che stiamo affrontando nelle seguenti … cellule della stazione di polizia. Siamo scappati dal nostro paese per sfuggire al duro trattamento inflittoci dal nostro governo. Abbiamo viaggiato attraverso il Sudan e siamo entrati in Egitto senza documenti legali. Lo abbiamo fatto per salvare le nostre vite. Dopo aver attraversato il confine, siamo stati catturati dalle guardie di frontiera egiziane che ci hanno portato alla stazione di polizia di …… Gentile Signore/a, la sofferenza che affrontiamo nelle celle della polizia può essere così descritta:
1. Quando siamo stati arrestati siamo stati chiamati in giudizio presso tribunali militari. Ci hanno parlato in arabo, che non abbiamo capito. Non abbiamo avuto la minima idea di che cosa ci stavano dicendo e non abbiamo avuto un rappresentante legale o un traduttore. Non sapevamo che quale fosse la nostra accusa, né la sentenza che ci veniva imposta. Loro non ci hanno dato alcun documento legale circa la decisione della corte.
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