Ataf, la cura di Moretti sono 194 esuberi

Tra i dipendenti che lavorano a terra quasi uno su due perderà il posto di lavoro. Il piano industriale è stato illustrato alle Rsu.

ORA non sono neanche più paure. I numeri parlano crudi e certi. Annunciano quello che si profila come un dramma sociale all’Ataf. Tra i dipendenti che lavorano a terra, che non guidano, quasi uno su due perderà il posto: senza ammortizzatori a attenuare la botta, il contratto di lavoro del trasporto pubblico non li prevede. Lo perderanno anche una sessantina di autisti, anche se c’è la speranza che alcuni di loro, i più giovani, si trasferiscano pur di non perdere il lavoro. I nuovi proprietari (in sostanza le Ferrovie che attraverso Busitalia hanno la quasi totalità di Ataf più Cap e Autogiudovie) hanno ieri illustrato alla rsu il piano industriale. Prima e non discutibile intenzione, dimagrire l’organico. Gli esuberi sono quasi duecento, per l’esattezza 194. I dipendenti di Ataf sono 1.181, devono scendere a 987.
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