Fuori binario compie 18 anni. Sondra

Fuori Binario compie 18 anni … L’unico punto fermo della mia vita, l’ho spesso scherzosamente definito, l’unica costante di questi miei ultimi 18 anni.
Nel 1994 lavoravo come fotolitografa, preparavo a mano le pellicole per la stampa. Poi è arrivato in ditta il primo computer e stavo appena cominciando ad usarlo quando è nato Fuori Binario.
I primi numeri li ho davvero improvvisati e devo dire che è grazie a FB se piano piano ho imparato ad usare programmi sempre più complessi.
Ricordo le gelide notti nella vecchia sede del giornale al Conventino insieme a Mariapia a cercare di finire l’impaginazione prima che facesse giorno. Una notte, verso le quattro, stanche e infreddolite, sentimmo dei passi nel corridoio buio di quel luogo spettrale … Poi la luce si accese mentre i passi si facevano sempre più vicini … trattenevamo quasi il respiro … e quando bussarono alla porta, avevamo i capelli dritti sulla testa dalla paura … e probabilmente li avrà avuti anche la guardia giurata di là dalla porta.

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I segreti di Fuori Binario

Il motivo per cui diversi anni fa mi sono avvicinato a Fuori Binario è perché non è un giornale di beneficienza. Non è fatto da persone pie che poi regalano il loro lavoro a persone un po’ più sfortunate. No. Fuori Binario è fatto da persone che hanno trovato in questi fogli un modo per assicurarsi un reddito. Sì, ci sono dei volontari, come io a suo tempo.
Ma ero una specie di intruso. Il giornale viene fatto e stampato da chi poi lo vende. E tutti quelli che lo vendono per strada hanno acquistato il giornale dalla redazione al costo di produzione.

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Fuori binario compie 18 anni. Marzio Muzzi

È giorno. Il tesserino è appuntato sul petto. Redattore e diffusore recita il titolo. Il nome è più in basso, il timbro copre il cognome. Meno male. Sorvoliamo sul redattore.
Qualche copia in mano. Né troppe, che si sciupano, né troppo poche, che se no non si vede che dispongo di un giornale in quadricromia con 16 pagine.
Sono mie queste copie, me le gestisco io… le pago!
Mettiamo che parliamo di Fuori Binario. Un mensile, dieci numeri all’anno. Pulito senza contributi né diretti né indiretti, con il cinquexmille!
La giornata si preannuncia pessima, una sigaretta, ho bisogno di una sigaretta. Mi accendo una sigaretta, il tempo di distrarmi e lo adocchio da lontano.
È un grande. Uno dei pochi che può rilassarmi. Uno dei tanti e tante che può strapparmi un sorriso ecco quello che mi dice “A te ti ci vorrebbe lo zoccolo duro
a spaccare il sasso, altro che tavolini, ombrellino di carta e aperitivo. Con i pantaloncini corti e il cappello di paglia col sudore sulla fronte.
Altro che …”.
Bene. Adesso posso diffondere. Iniziavo a impazzire.
Grazie a tutti voi.

E a Fuori Binario.

Marzio Muzzi

Fuori binario compie 18 anni. Miki Giardello

Nonostante quello che mi è capitato in tutti questi anni, ricordo ancora la prima volta che misi piede alla Redazione di Fuori Binario, 3 o 4 anni fa. In quel periodo ero ospite dell’Albergo Popolare, ero ospite della strada, ero l’indesiderato ospite di momenti ottusi e impossibili. Ricordo che stavo cercando il modo di pubblicare alcune mie poesie, e un conoscente mi consigliò di portare il tutto direttamente in redazione e di farle vedere a Mariapia. Lei mi accolse, mi accolse sempre, anche quando il mio animo era devastato dal vino e i miei modi la facevano sempre un pò arrabbiare. Fece pubblicare due mie poesie, ma io non mi feci più vedere a Fuori Binario, nuovamente preda di passioni velenose.
“Oggi” sono tornato, e anche se i miei problemi non sono del tutto risolti, ho deciso che almeno dovevo provarci, ho deciso che la vita vale davvero la pena di essere vissuta, e che dovevo darmi un’altra possibilità, qualcuno voleva anche aiutarmi.
Fuori Binario è sempre stato qui, al suo posto, a contrastare le ingiustizie, ed io che ora ne faccio parte sono felice di esserci e di contribuire con i miei scritti e poesie alla realizzazione del giornale.

Miki Giardello

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Fuori binario compie 18 anni, Franco


Ho messo su qualche chilo e a dir la verità anche qualche anno.
Come tanti, anch’io sono passato dall’ essere adolescente alla maturità.
Si era a metà degli anni 70 e cominciava a “chiudersi”
l’ epoca “del ‘68. L’ eco di un possibile mondo migliore accompagnava ancora una parte della mia generazione.
Liberté, egalité e fraternité si avviavano a diventare “parole desuete, ma stavano nel bagaglio culturale di alcuni di noi. Grazie a queste ognuno definiva “la propria identità”. Continua a leggere

Fuoribinario compie 18 anni. Memorie di un volontario

Memorie di un volontario

Non conoscevo FB prima della torrida estate del 2003. La stavo trascorrendo a Firenze, avevo esperienze di volontariato alle spalle, molto tempo libero e non volevo sprecarlo. Così sono arrivato a conoscere questa realtà quando ancora si trovava in via Giano della Bella, alle botteghe artigiane: una colata di cemento attaccata al Conventino.
Siccome però non si butta via niente, si è stati presto sgomberati da lì (al Comune servivano quegli spazi) e sistemati in via del Leone.
Maria Pia, presidente dell’associazione e responsabile di Fuori Binario, è stata la persona con la quale ho parlato subito. Di lei, ora non tesso le lodi, solo perché non le vorrebbe. Aveva bisogno di qualcuno che si occupasse di sistemare l’archivio, collocato su un soppalco in uno stato di papale confusione. Io veramente speravo in qualche mansione più relazionale o materialmente efficace nei riguardi dei bisogni delle persone. Continua a leggere

Fuori Binario compie 18 anni. Gianna.

Ho iniziato a frequentare la redazione del giornale a gennaio 2004, all’inizio un po’ di spaesaemento dalle numerose attività che c’erano dietro la preparazione di Fuori Binario, ma il disorientamento è durato proprio lo spazio di qualche giorno.
Mi piacevano le persone, mi piaceva come si affrontavano le problematiche, mi piaceva la determinazione.
C’era da rimboccarsi le maniche, ma c’erano anche delle splendide persone con cui condividere e dalle quali imparare.
Anche se adesso sono molto meno presente nelle attività del giornale, i sentimenti rimangono immutati….

Buon compleanno Fuori Binario!

Gianna

Fuori binario compie 18 anni. Tanto di cappello

Tanto di cappello

Vorrei esultare e fare festa per questi 18 anni passati nella storia di Fuori Binario, avrei da raccontarne di accadimenti in tutto questo tempo, ma prima voglio fare leva sull’opera di informazione che il giornale ha dato, senza presunzione ha raccontato le scelte ed i cambiamenti della città cercando di apporre risposte per una convivenza migliore.

Nel frattempo questa città è davvero cambiata ed ognuno che l’ha governata ha fatto che ciò si avverasse senza tener conto dei suoi cittadini e della sua natura ospitale.
E così come dai primi numeri in cui si chiedevamo le chiavi di casa, ci ritroviamo oggi a difendere persone molte anziane, sfrattate senza alcuna prerogativa, tutto a fine speculativo mentre il patrimonio immobiliare pubblico si s/vende ai privati e tanto ne rimane chiuso a marcire in attesa di essere ristrutturato…4000 case vuote!

Oppure abbiamo trattato della residenza, punto essenziale per poter cercare un lavoro, una casa, per essere curati se serve, per ricevere corrispondenza e tant’altro, qualcosa aveva funzionato… oggi ci troviamo di fronte ad una chiusura di questo diritto per ottuse ragioni di sicurezza.

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