LA LEGGE SVUOTA CARCERI CHE NON SVUOTA UN BEL NIENTE

Se è vero che le parole sono importanti bisogna necessariamente cambiare l’appellativo dato alla legge del 9 agosto 2013 n. 94, denominata “svuota carceri”. Questa legge, nei fatti, e per ammissione della stessa Ministro Cancellieri, come ribadito di recente al Meeting di Rimini, “Non svuota un bel niente”, semmai “ha solo alleggerito un po’ la pressione” . Osservando quello che accade all’interno della Casa Circondariale di Pistoia, dai colloqui con i detenuti che incontro settimanalmente, emerge che oltre a non avvenire uno “svuotamento”, permane un numero di detenuti in ingresso in uguale misura a prima dell’entrata in vigore della nuova legge, e che ad entrare sono perlopiù soggetti che hanno commesso dei reati di piccola entità, come ad esempio il furto di biciclette o la detenzione di piccole quantità di stupefacenti, per i quali sarebbe a maggior ragione preferibile l’applicazione delle misure alternative alla detenzione.Al di là del clamore mediatico e delle prese di posizione a livello politico non si rileva una seria presa di coscienza del problema, quasi si volesse in qualche modo ignorare che allo stato attuale pendono dinanzi alla Corte di Giustizia Europea diverse centinaia di ricorsi legati allo spazio insufficiente nelle carceri.
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