La strage di Gaza

Gaza, il giorno più drammatico: quasi cento morti. Uccisi 13 soldati israeliani

 

20/07/2014  

E’ il giorno più drammatico. Quasi cento morti.
Oggi, a Gaza, un intero quartiere, Sajaya, è stato spazzato via dalle bombe: i 60 corpi di palestinesi recuperati finora dai soccorritori sono tutti in questo sobborgo a est di Gaza. Lo riporta Haaretz. Secondo il ministero della Salute di Gaza tra le vittime ci sono 17 bambini e 14 donne. Centinaia i feriti. Centinaia anche i residenti nel panico che sono fuggiti dal quartiere. Dopo l’alba decine di feriti provenienti da Sajaya sono stati trasportati nell’ospedale Shifa di Gaza. Genitori portavano bambini colpiti da frammenti, e le sale di pronto soccorso si sono rapidamente riempite, costringendo i medici a curare alcuni pazienti su materassi nei corridoi. “Si è aperta la porta dell’inferno, e i frammenti di proiettili sono arrivati attraverso le finestre”, ha raccontato al telefono Jawad Hassanain, residente di Sajaya. “La casa ha tremato, così ho preso mia madre, i miei figli e mio fratello, e abbiamo cercato rifugio in un palazzo vicino”.

 

Esercito a palestinesi di Beit Lahia: “Lasciate case, bombardiamo”

 

 

 

DIRETTA. Esercito a palestinesi di Beit Lahia: “Lasciate case, bombardiamo”<http://nena-news.it/diretta-gaza-esercito-a-palestinesi-beit-lahia-lasciate-case-bombardiamo/>
13 lug 2014
gaza
<http://nena-news.it/tag/gaza/> , Israele <http://nena-news.it/tag/israele/> , Palestina <http://nena-news.it/tag/palestina/>
by Redazione
Massacri nella notte: 21 morti in poche ore. Il Consiglio di Sicurezza chiede il cessate il fuoco immediato. A nord scontro tra i miliziani islamisti e le truppe israeliane.

Giorno 5 – Sabato 12 luglio<http://nena-news.it/gaza-sempre-piu-intensi-raid-aerei-poche-ore-9-morti/>
Giorno 4 – venerdì 11 luglio<http://nena-news.it/diretta-gaza-vicina-linvasione-via-terra/>
Giorno 3 – giovedì 1o luglio<http://nena-news.it/diretta-gaza-al-terzo-giorno-di-offensiva-netanyahu-attacco-intensificato/>
Giorno 2 – mercoledì 9 luglio<http://nena-news.it/gaza-56-palestinesi-uccisi-350-feriti-israele-citta-principali-sotto-tiro-razzi/>
Giorno 1 – martedì 8 luglio<http://nena-news.it/israele-lancia-loperazione-militare-bordo-protettivo-nella-striscia-di-gaza/>

dalla redazione
Gerusalemme, 13 luglio 2014, Nena News -
Sale a 162 il numero delle vittime gazawi al sesto giorno di offensiva israeliana, “Barriera Protettiva”. Ieri è stato il giorno più sanguinoso con 56 morti; solo nella notte sono morte 21 persone, almeno 35 i feriti: 18 le vittime della famiglia Al Batch solo nel quartiere di Al Tuffah a Gaza City, quando un bombardamento ha colpito una moschea. Secondo Israele il target era Tayseer Batch, capo di polizia. Il violento attacco notturno è giunto dopo l’annuncio di Hamas di colpire Tel Aviv alle 9 di ieri sera, seguito al lancio di alcuni missili.
Ieri notte ci sono però stati i primi scontri diretti tra soldati israeliani e miliziani di Hamas. Durante un raid della marina lungo la costa della Striscia (target, un lanciarazzi di Hamas) c’è stato uno scambio di fuoco tra i due. Secondo il movimento islamista, questo avrebbe impedito ai soldati di entrare in territorio gazawi, ferendone quattro.
Si tratterebbe del primo tentativo di ingresso israeliano nella Striscia. L’esercito israeliano non ha rilasciato commenti, si è limitato da riportare il ferimento dei quattro soldati. Le Brigate Al Qassam hanno confermato lo scontro a fuoco.
Vero è che Israele prosegue negli avvertimenti alla popolazione: ancora ieri il governo israeliano ha detto ai civili residenti a nord di lasciare le proprie case per l’imminenza di un’incursione terrestre.
Ieri notte si è mosso anche il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che dopo due giorni di attesa ha emesso all’unanimità una dichiarazione nel quale chiede l’immediato cessate il fuoco tra Israele e Hamas
, il rispetto del diritto internazionale, il ritorno al negoziato diretto tra israeliani e palestinesi e ai termini della tregua del novembre 2012. In questo momento i ministri degli Esteri di Francia, Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti stanno discutendo sulle modalità di una tregua a Vienna. Nena News

Mercanti d’armi

Forse non dovrebbe sorprendere che i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite siano anche i paesi che più commerciano in armi convenzionali. Insieme hanno totalizzato un profitto di almeno il 70 per cento di tutte le maggiori esportazioni di armi nel 2010: Usa (30 per cento), Russia (23 per cento), Francia (8 per cento), Regno Unito (4 per cento) e Cina (3 per cento). Nel mondo, il flusso irresponsabile di armi da questi cinque paesi ha causato innumerevoli vittime civili e altre gravi violazioni di diritti umani e delle leggi di guerra.
Amnesty International ha documentato come i governi dell’Europa Occidentale, gli Usa e la Russia abbiano autorizzato la fornitura di munizioni, armamenti militari e armi di polizia in Bahrein, Egitto, Libia, Siria e Yemen negli anni della brutale repressione che ha portato alle rivolte popolari. Queste esportazioni avrebbero potuto essere prevenute se gli stati responsabili delle forniture avessero tenuto fede alle loro politiche ufficiali di non esportare armi che possano contribuire a gravi violazioni dei diritti umani.