Balenghi si nasce

E tu lo naqquesty, caro mio buon amico, buon anno,
il pezzo inizia qui e non finirà mai, mio dolce fratello.
A 38,8 gradi all’ombra scieriii, muoio per te?
non credo, un grande vaffanculo
a tutte le volte che non ci salutano, per tutte le volte che li incontreremo,
anche se non vorrebbero,
Noi della tribù dei Malvolsuti,
Noi dalle bocche sdentate,
Noi dalle dita livide
Noi dall’enfisema facile
Noi inopportuni
Noi così poco spendibili
E troppo commerciati
Noi della banda randa
Noi delle coperte rubate dall’ordine pubblico
Noi dalle costole rotte non importa più da chi,
se son fasci sfasceranno,
il prodotto non ci cambia le radiografie.
Noi che malsopportiamo
Le brutture della falsa solidarietà
Noi assolutamente fuori da qualsiasi ordine di priorità,
anche perche non fu mai nemmeno presa in considerazione,
anche perché se permetti se ne è viste talmente tante … tra abusi e veri soprusi
Che siamo proprio noi a salutare giusto per la gastrite,
giusto per quel sano incazzo a guardarli nella mischia
Mentre si spartiscono le ultime budella
di un vecchio transeunte potere di un paletot ormai consunto.
Noi, caro mio salutiamo sempre, come si concerne alla schiatta dei coerenti,
la minaccia di un ciao sarà costante, fa più danni di una bomba.
Ti auguro davvero un buon anno vecchio uomo e mio buon amico.
Noi, che rotoliamo in una fede così cieca che non ammette nessun tipo di correzione ottica, noi che ancora lottiamo contro un’ottusità che non ci appartiene.
Noi, mio amato complice, per semprissimo, non ce la faranno mai.

Anna