Accoglienza dei lavoratori stagionali: Rosarno e la Piana di Gioia Tauro sono rimasti soli

Continuano ad essere disastrose le condizioni abitative, igienico-sanitarie e lavorative di alcune migliaia di migranti che ogni anno giungono nella Piana di Gioia Tauro per la stagione della raccolta degli agrumi. In un mese, assistiti dalla clinica mobile di MEDU, oltre 150 braccianti, per lo più dell’Africa sub-sahariana, nelle baraccopoli e nei casolari abbandonati dei Comuni di Rosarno, San Ferdinando, Rizziconi e Taurianova. Due migranti visitati su tre possiedono un regolare permesso di soggiorno, quasi un migrante su due è titolare di protezione internazionale o umanitaria. Nessun piano di accoglienza è previsto per la prossima stagione. Necessario un intervento del Governo e della Regione Calabria.

Piana di Gioia Tauro, 12 marzo 2014 – Nella giornata di ieri un team di Medici per i Diritti Umani (MEDU) ha distribuito sacchi a pelo termici a 120 migranti impiegati come lavoratori stagionali, costretti a vivere in drammatiche condizioni abitative ed igienico sanitarie all’interno di alcuni casolari abbandonati nelle campagne di Taurianova, Rizziconi e Rosarno. In occasione della stagione agrumicola da novembre a marzo, giungono ogni anno nella Piana di Gioia Tauro oltre 2.000 braccianti, per la maggior parte dell’Africa sub-sahariana.
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Migranti, dal Cie di Roma due lettere per Napolitano

Due lettere indirizzate al presidente della Repubblica di Roma Giorgio Napolitano per chiedere l’annullamento della legge Bossi-Fini Gli immigrati del Cie di Ponte Galeria a Roma continuano nella loro protesta. E dalle bocche cucite e sciopero della fame passano ad una offensiva diplomatica, ma sempre ferma sullo stesso punto. Le lettere sono state consegnate al presidente della Commissione Diritti Umani del Senato Luigi Manconi che oggi all’ora del pranzo ha visitato il centro. Una delle lettere è firmata da 84 immigrati, tutti quelli attualmente detenuti nel Cie, 26 donne e 58 uomini, ed un’altra firmata soltanto dai 16 immigrati marocchini proveniente da Lampedusa che la scorsa settimana hanno partecipato alla protesta pacifica delle ‘bocche cucite’. Dal Cie di Ponte Galeria gli immigrati avevano scritto nei giorni scorsi anche una letteraappello al Papa lamentando soprattutto i tempi di detenzione troppo lungi. “Egregio signor presidente, ci aiuti ad avere una vita normale” “Egregio presidente iniziamo con il ringraziarla – scrivono i 16 – per l’interesse che ha rivolto alla nostra situazione qui al Cie di Ponte Galeria. Le chiediamo di aiutarci ad evitare il nostro rimpatrio in Marocco perché sarebbe per noi troppo doloroso, dopo aver affrontato un viaggio cosi’ difficile. Noi abbiamo cercato di far arrivare la nostra manifestazione ai mass-media in maniera pacifica e in questo modo finalmente qualcuno si è accorto della nostra problematica. Vorremmo che lei potesse intervenire per velocizzare il cambiamento della legge sull’immigrazione, sappiamo che noi qui dentro, ad oggi, non potremmo usufruirle perché i tempi per il cambiamento della legge sono lunghi. Per cui le chiediamo almeno di aiutarci – aggiungono – a regolarizzare la nostra permanenza in Italia. Abbiamo viaggiato dal Marocco in Libia in cerca di una situazione migliore, ma ci siamo trovati nella guerra e nella povertà abbiamo affrontato il viaggio verso l’Italia sperando di trovare fortuna ma abbiamo scampato la morte. Ora ci troviamo qui rinchiusi senza speranze e per questo che le chiediamo – concludono la missiva – di aiutarci ad avere il diritto ad avere una vita normale”.
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Il video del trattamento disumano nel “centro di soccorso e prima accoglienza” di Lampedusa

fonte:ilcorsaro.info/migrazioni/lampedusa

Immagine anteprima YouTube

Decine di migranti in fila nudi, costretti a spogliarsi di fronte a tutti in mezzo al cortile del centro di accoglienza di Lampedusa per poi essere spruzzati di disinfettante con una pompa. È il contenuto di un filmato shock girato solo due giorni fa dentro il Centro di Soccorso e Prima Accoglienza con un telefonino. Il video è stato mandato in onda in esclusiva dal tg2 delle 20.30 (l’ottavo servizio).

“Siamo trattati come animali”, commenta un ragazzo siriano, autore del filmato intervistato dal Tg2, “uomini e donne subiscono lo stesso trattamento, la stessa umiliazione ogni tre, quattro giorni, per curare la scabbia una malattia che molti di noi hanno preso proprio all’interno del centro”.

“Sono immagini che ricordano i lager, che suscitano un forte senso di vergogna e di rabbia a soli due mesi dal naufragio del 3 ottobre che aveva suscitato lacrime e promesse”, commenta il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini.

Askavusa

Il 12 gennaio attorno alle 18 un gruppo di migranti veniva portato dalle forze dell’ordine all’interno del centro di Imbriacola, i migranti si trovavano di fronte alla piazza della chiesa come succede da mesi. Alcuni migranti dicono che l’atteggiamento all’interno del centro è cambiato da alcuni giorni, non vengono consegnate le schede telefoniche, viene impedito di pregare, dall’oggi al domani si impedisce loro di uscire dal centro e non sono stati consegnati loro i ticket per la mensa del centro. Al canale d’informazione on line Libera Espressione è stato impedito di filmare quanto accadeva, ed è stato fatto cancellare il materiale fino a quel momento filmato, nonostante l’operazione fosse in una piazza pubblica e non presentava apparenti motivi di segretezza militare. Si sceglie ancora una volta una strategia che non comprendiamo, invece di regolamentare le entrate e le uscite di queste persone, che da più di un mese escono ed entrano dal centro, si sceglie di vietare la libertà di circolazione in maniera brusca.
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