Lettera di Niccolò dal carcere


Questa mattina nel corridoio della sezione, prima di scendere all’aria, ho visto dalla finestra dei detenuti che giocavano nel campo da calcio, che si sgranchivano le gambe accarezzati da un bel venticello. Porca vacca quanto avrei voluto stare in mezzo a loro. Dalla cella li sento ancora esultare ad ogni goal e mi godrei almeno la partita dagli spalti se non avessi questo cavolo di plexiglass opaco davanti alla finestra… so che questo è uno dei particolari che ha fatto più scalpore di questa Alta Sicurezza.

Anche se con tutti gli altri detenuti non ci possiamo incontrare, se molti abbassano la testa quando per sbaglio li incrociamo mentre siamo diretti alla sala avvocati, se ci vedono come degli alieni e le uniche cose che sanno di noi gliele dicono le guardie o le infamità dei giornali, so che molti di loro condividono quello stesso formicolio alle gambe che ci prende appena alzati e si quieta solo con la sera.

Qui dentro vivo una doppia tensione: da un lato la calma, lo spirito disteso con cui affrontare le giornate e attutire le eventuali brutte notizie che mi strizzano sempre più (una lettera censurata, delle domandine completamente ignorate, ecc…), dall’altro mi sento scalpitare, penso se sia possibile prendersi degli spicchi di spazio in più per decongestionarsi o semplicemente per vivere più umanamente.

Un mio amico rinchiuso ad Ivrea una volta mi ha scritto “alla fine sono tutti carceri, non c’è uno meglio dell’altro” e, ripensando alla mia permanenza alle Vallette, non ha tutti i torti. Questa cosa in un certo senso mi rinvigorisce perché anche se io sono in un regime separato, vuol dire che alla base abbiamo gli stessi bisogni. Ad esempio, qui la socialità si fa in corridoio sotto le telecamere con le celle chiuse, ma sarebbe molto importante mangiare assieme, tra le cazzate di uno e le risa dell’altro; in un’altra sezione vorranno le celle aperte tutto il giorno, qualcuno il sopravvitto meno caro, qualcun altro vorrà usare di più la palestra (se ce n’è una) e qualcuno vorrà semplicemente tutto … ecco che ritorna costantemente quel formicolio. Continua a leggere

Lettera dal carcere di Chiara Zenobi

Una testimonianza che non necessita di commenti.

Qui sotto vi proponiamo una bella lettera di Chiara, pubblicata sul sito “macerie“. Ne approfittiamo pure per comunicarvi una novità importante: le indagini contro i quattro arrestati il 9 dicembre sono state chiuse e il processo si aprirà il 18 maggio prossimo, con il rito del giudizio immediato, davanti alla Corte d’Assise di Torino.

 

 

Carcere delle Vallette, 20 gennaio 2014

Se potessi scegliere mi troverei proprio dove sono.

Tra i sentieri della Valle, per le vie di Torino, con i miei compagni o specchiandomi negli occhi di donne e uomini sconosciuti, imparando ad ascoltare, scegliendo di aspettare, correndo più veloce. Mi troverei dove si scopre il sapore dolce e intenso della lotta, qualcuno ti stringe la mano che trema e si getta il cuore oltre l’ostacolo.
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Prima ti ignorano, poi ti irridono. Ma quando dimostri loro che hai ragione … diventi terrorista

L’estate 2013 ha visto ancora molte iniziative di protesta in tutta Italia contro la reiterata e insistente decisione di tutti i Governi, da anni, di confermare progetti tipo la Linea TAV Torino-Lyon in Val di Susa, il Terzo Valico in Liguria, il sistema di antenne militari USA MUOS in Sicilia, e altri progetti di grandi infrastrutture decise da banche e da gruppi che vogliono speculare a danno della vita e della salute di intere comunità e con i politici al potere pronti servilmente a garantirne la copertura “legale” dell’assoluta necessità “strategica” di tali opere, garantendo il finanziamento dei capitali e relativi interessi alle banche con i soldi pubblici.
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Dici TAV, dici TRUFFA

Da: dumbles

noisiamoqui246per non dire mafia, camorra, frode, corruzione, associazione a delinquere, traffico di rifiuti, abuso d’ufficio, e poi molto altro ancora.
Come al solito i/le NO TAV hanno ragione.
Deliziatevi con questo bel quadretto:
Appalti alle Coop rosse. Indagata ex presidente Umbria.Maria Rita Lorenzetti, ex presidente della Regione Umbria e presidente dell’Italferr (società di progettazione del gruppo Ferrovie) vengono contestati l’abuso di ufficio, l’associazione a delinquere e la corruzione, “svolgendo la propria attività nell’interesse e a vantaggio della controparte Nodavia e Coopsette (soggetti appaltanti, ndr) mettendo a disposizione dell’associazione le proprie conoscenze personali i propri contatti politici e una vasta rete di contatti grazie ai quali era in grado di promettere utilità ai pubblici ufficiali avvicinati e conseguendo altresì incarichi professionali nella ricostruzione dei terremoto in Emilia in favore del coniuge”.

Tra gli altri indagati, ci sono Valerio Lombardi, dirigente Italferr, responsabile unico del procedimento e Gualtiero Bellomo, funzionario della commissione ‘Valutazione impatto ambientale’ (Via) del ministero delle Infrastrutture; quest’ultimo, secondo i magistrati, in cambio di “assunzioni di parenti, consulenze” e altri favori personali, “si metteva a disposizione per stilare pareri compiacenti”. Indagato anche Ercole Incalza, ex consigliere del ministro Lunardi, dirigente dell’unità di missione del ministero delle infrastrutture. Coinvolti anche imprenditori e funzionari del ministero dell’ambiente e di società di Fs. (Il Fatto Quotidiano)

Ah, un tocco di classe: la trivella sequestrata si chiama Monna Lisa. In questo momento anche noi abbiamo il suo sorriso appena accennato, evanescente, impercettibile,  beffardo.

 

Buone notizie dalla Val di Susa

Quando ero giovane e lavoravo in fabbrica  mi dicevano che ero ASSENTEISTA. Non puoi pensare solo a creare profitto per i padroni, devi anche pensare a vivere la tua vita. Quindi non puoi dare tutto il tuo tempo alla fabbrica. Ero assenteista … non penso. Ma ciò che io penso, al Potere mai è interessato. Quando ero giovane, ma anche dopo ho sempre cercato di lavorare poco. Ossia, di avere molto tempo da vivere. Ho sempre vissuto con poco denaro, che tra l’altro odio. Ho sempre messo i miei interessi culturali, morali, sportivi, del tempo libero al primo posto. Ho sempre considerato il lavoro come strumento per il “solo” mio mantenimento.

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