Campagna internazionale per la liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi

Dichiarazione di Robben Island. Lancio della Campagna mondiale per la liberazione di Marwan Barghouti e tutti i prigionieri palestinesi

Sudafrica, 27 ottobre 2013 – “Noi, i firmatari, affermiamo la nostra convinzione che la libertà e la dignità sono l’essenza della civiltà.
Persone di tutto il mondo e nel corso della storia si sono levate in difesa della loro libertà e della loro dignità contro il dominio coloniale, l’oppressione, l’apartheid e la segregazione.
Generazioni di uomini e donne hanno fatto grandi sacrifici per forgiare valori universali, difendere le libertà fondamentali e far progredire il diritto internazionale e i diritti umani.
Non vi è un rischio maggiore per la nostra civiltà che abbandonare questi principi e consentire irresponsabilmente la loro violazione e negazione. Il popolo Palestinese ha lottato per decenni per la giustizia e la concretizzazione dei propri diritti inalienabili. Tali diritti sono stati più volte ribaditi da innumerevoli risoluzioni delle Nazioni Unite.
Valori universali, legislazione internazionale e diritti umani non possono fermarsi alle frontiere. Né è possibile ammettere che si usino due pesi e due misure, e devono essere applicati anche in Palestina.
Questa è la strada da seguire per una pace giusta e duratura nella regione, a beneficio di tutti i suoi popoli. Continua a leggere

La strage di Gaza

Gaza, il giorno più drammatico: quasi cento morti. Uccisi 13 soldati israeliani

 

20/07/2014  

E’ il giorno più drammatico. Quasi cento morti.
Oggi, a Gaza, un intero quartiere, Sajaya, è stato spazzato via dalle bombe: i 60 corpi di palestinesi recuperati finora dai soccorritori sono tutti in questo sobborgo a est di Gaza. Lo riporta Haaretz. Secondo il ministero della Salute di Gaza tra le vittime ci sono 17 bambini e 14 donne. Centinaia i feriti. Centinaia anche i residenti nel panico che sono fuggiti dal quartiere. Dopo l’alba decine di feriti provenienti da Sajaya sono stati trasportati nell’ospedale Shifa di Gaza. Genitori portavano bambini colpiti da frammenti, e le sale di pronto soccorso si sono rapidamente riempite, costringendo i medici a curare alcuni pazienti su materassi nei corridoi. “Si è aperta la porta dell’inferno, e i frammenti di proiettili sono arrivati attraverso le finestre”, ha raccontato al telefono Jawad Hassanain, residente di Sajaya. “La casa ha tremato, così ho preso mia madre, i miei figli e mio fratello, e abbiamo cercato rifugio in un palazzo vicino”.

 

Esercito a palestinesi di Beit Lahia: “Lasciate case, bombardiamo”

 

 

 

DIRETTA. Esercito a palestinesi di Beit Lahia: “Lasciate case, bombardiamo”<http://nena-news.it/diretta-gaza-esercito-a-palestinesi-beit-lahia-lasciate-case-bombardiamo/>
13 lug 2014
gaza
<http://nena-news.it/tag/gaza/> , Israele <http://nena-news.it/tag/israele/> , Palestina <http://nena-news.it/tag/palestina/>
by Redazione
Massacri nella notte: 21 morti in poche ore. Il Consiglio di Sicurezza chiede il cessate il fuoco immediato. A nord scontro tra i miliziani islamisti e le truppe israeliane.

Giorno 5 – Sabato 12 luglio<http://nena-news.it/gaza-sempre-piu-intensi-raid-aerei-poche-ore-9-morti/>
Giorno 4 – venerdì 11 luglio<http://nena-news.it/diretta-gaza-vicina-linvasione-via-terra/>
Giorno 3 – giovedì 1o luglio<http://nena-news.it/diretta-gaza-al-terzo-giorno-di-offensiva-netanyahu-attacco-intensificato/>
Giorno 2 – mercoledì 9 luglio<http://nena-news.it/gaza-56-palestinesi-uccisi-350-feriti-israele-citta-principali-sotto-tiro-razzi/>
Giorno 1 – martedì 8 luglio<http://nena-news.it/israele-lancia-loperazione-militare-bordo-protettivo-nella-striscia-di-gaza/>

dalla redazione
Gerusalemme, 13 luglio 2014, Nena News -
Sale a 162 il numero delle vittime gazawi al sesto giorno di offensiva israeliana, “Barriera Protettiva”. Ieri è stato il giorno più sanguinoso con 56 morti; solo nella notte sono morte 21 persone, almeno 35 i feriti: 18 le vittime della famiglia Al Batch solo nel quartiere di Al Tuffah a Gaza City, quando un bombardamento ha colpito una moschea. Secondo Israele il target era Tayseer Batch, capo di polizia. Il violento attacco notturno è giunto dopo l’annuncio di Hamas di colpire Tel Aviv alle 9 di ieri sera, seguito al lancio di alcuni missili.
Ieri notte ci sono però stati i primi scontri diretti tra soldati israeliani e miliziani di Hamas. Durante un raid della marina lungo la costa della Striscia (target, un lanciarazzi di Hamas) c’è stato uno scambio di fuoco tra i due. Secondo il movimento islamista, questo avrebbe impedito ai soldati di entrare in territorio gazawi, ferendone quattro.
Si tratterebbe del primo tentativo di ingresso israeliano nella Striscia. L’esercito israeliano non ha rilasciato commenti, si è limitato da riportare il ferimento dei quattro soldati. Le Brigate Al Qassam hanno confermato lo scontro a fuoco.
Vero è che Israele prosegue negli avvertimenti alla popolazione: ancora ieri il governo israeliano ha detto ai civili residenti a nord di lasciare le proprie case per l’imminenza di un’incursione terrestre.
Ieri notte si è mosso anche il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che dopo due giorni di attesa ha emesso all’unanimità una dichiarazione nel quale chiede l’immediato cessate il fuoco tra Israele e Hamas
, il rispetto del diritto internazionale, il ritorno al negoziato diretto tra israeliani e palestinesi e ai termini della tregua del novembre 2012. In questo momento i ministri degli Esteri di Francia, Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti stanno discutendo sulle modalità di una tregua a Vienna. Nena News

L’Associazione di Amicizia Italo-Palestinese onlus

Si è costituita formalmente il 28 luglio 2004 a Firenze allo scopo di dare una veste ufficiale a tutte quelle iniziative a favore della Palestina e del suo popolo che richiedono un rapporto più diretto e affidabile con le istituzioni, sia locali che nazionali. Essa è conseguente al naturale sviluppo associativo della Comunità Palestinese integrata nel tessuto sociale della Toscana, regione in cui vive ed opera, tant’è che i suoi membri, oltre ad essere di diritto soci, per norma statutaria partecipano in modo preminente alla direzione dei suoi organismi.
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Coexist


Stralcio dalla testimonianza di Adriana, ragazza italiana presente a Gaza nei giorni dei bombardamenti con altri cooperanti italiani e internazionali

Ciao a tutti,
stanno continuando a colpire su tutta la striscia e finora hanno compiuto più di 600 bombardamenti, un’operazione che sta terrorizzando l’intera popolazione di Gaza sotto assedio.
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Palestina, quello che i media non dicono

TERRA CONTESA E COLONIE ISRAELIANE NEI TERRITORI PALESTINESI

Nella cartina qui sotto, la parte in NERO è la PALESTINA, quella in BIANCO è ISRAELE. Della Palestina originaria rimane ben poco. Lo stato di Israele, nato nel 1948, ha continuato, con il tempo, la sua occupazione di gran parte della Palestina, costruendo insediamenti, ovvero colonie. Ogni anno l’esercito distrugge case e villaggi palestinesi per costruire colonie, ovvero agglomerati di case grandi come paesi in cui possono risiedere anche 2.000 coloni. Lo stato di Israele fornisce incentivi e facilitazioni agli ebrei residenti in varie parti del mondo per persuaderli ad andare a vivere in queste colonie.

Sono nati così tanti insediamenti all’interno della Palestina che hanno creato una situazione di vera apartheid, ricordando quella del Sudafrica, con tanto di autostrade che collegano tra loro le colonie che possono essere utilizzate solo dagli israeliani (anche se percorrono in lungo e largo la terra di Palestina). La Palestina, riconosciuta dall’ONU, sarebbe quella all’interno dei confini della terza figura. Oggi, è diventata un vero e proprio gruviera. Di fatto, con la costruzione delle colonie, Israele rende palese il suo progetto di occupare l’INTERA PALESTINA, non accontentandosi della parte del territorio occupato nel 1948 e definito con la nascita del relativo stato. Così, ogni anno centinaia di famiglie palestinesi vengono cacciate dalle proprie case con l’uso delle armi e la terra palestinese si riduce sempre più. Con le guerre e la politica coloniale la Palestina è stata addirittura divisa in due territori separati: la West bank/Cisgiordania e la Striscia di Gaza.

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