Buongiorno signor vigile che c’è? una multa per me! e che ho fatto?

“Si alzi immediatamente caro signore (per modo di dire) da questo angolo privato che io sto tutelando e che lei sta intralciando, ma come mi chiedo e mi domando al meravigliato, come ha fatto di essere così sbandato a non vedere quel cartellino appiccicato a due dita dal suo naso e che poi è appeso per tutta quanta la città, ora lo vede? VIETATO! ecco la multa ha da aggiungere… aaah ora si vuole scusare cosa? addirittura scolpare!”
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Tornare bambino

Tornare bambino; è molto difficile o forse impossibile.
Perché non riesci a capirti con facilità,
ma anche perché hai più sofferto che gioito.
Perché gli altri non sanno capirti con facilità.
Perché gli altri non sanno capirti
quando sei sincero e vuoi loro del bene.
Non sanno il gioire del tuo tornare bambino;
non sanno vedere il bello di questo.
Tornare bambino: meno inibizione,
cocciutaggine e voglia di capire come si
muovono le cose del mondo e perché.
Tornare bambino: rompere le palle agli altri.
Chiedendo ciò che ti interessa.

Enzo Casale

Balenghi si nasce

E tu lo naqquesty, caro mio buon amico, buon anno,
il pezzo inizia qui e non finirà mai, mio dolce fratello.
A 38,8 gradi all’ombra scieriii, muoio per te?
non credo, un grande vaffanculo
a tutte le volte che non ci salutano, per tutte le volte che li incontreremo,
anche se non vorrebbero,
Noi della tribù dei Malvolsuti,
Noi dalle bocche sdentate,
Noi dalle dita livide
Noi dall’enfisema facile
Noi inopportuni
Noi così poco spendibili
E troppo commerciati
Noi della banda randa
Noi delle coperte rubate dall’ordine pubblico
Noi dalle costole rotte non importa più da chi,
se son fasci sfasceranno,
il prodotto non ci cambia le radiografie.
Noi che malsopportiamo
Le brutture della falsa solidarietà
Noi assolutamente fuori da qualsiasi ordine di priorità,
anche perche non fu mai nemmeno presa in considerazione,
anche perché se permetti se ne è viste talmente tante … tra abusi e veri soprusi
Che siamo proprio noi a salutare giusto per la gastrite,
giusto per quel sano incazzo a guardarli nella mischia
Mentre si spartiscono le ultime budella
di un vecchio transeunte potere di un paletot ormai consunto.
Noi, caro mio salutiamo sempre, come si concerne alla schiatta dei coerenti,
la minaccia di un ciao sarà costante, fa più danni di una bomba.
Ti auguro davvero un buon anno vecchio uomo e mio buon amico.
Noi, che rotoliamo in una fede così cieca che non ammette nessun tipo di correzione ottica, noi che ancora lottiamo contro un’ottusità che non ci appartiene.
Noi, mio amato complice, per semprissimo, non ce la faranno mai.

Anna

… Pensavo ai Natali


… Pensavo ai Natali
proprio questo Natale
un pò prima di andare
A quell’ora …
al nodo in gola…
…Dalla finestra di una capanna sulla montagna …
“Ma è neve in scendo che sto nel vedendo …
Per Bacco! ci risiamo un altro Natale … uffa che barba!
…È come a quei altri … già quassù venuti e andati nei anni passati …
Non vedo Babbo … nemmeno lo sacco … il carbone manco …
Fossero matti!!”
Ma sì che non me la prendo … anche senza di loro mica sono da solo …
Per tutto l’inverno come nei tutti … c’è l’amico freddo e fuoco spento …
Di nuovo quel soffio … lo sento fischiare … al fischio forte! …
cercando un entro tra le buche di porte … ancora quel vento con quell’alito ghiaccio
“Ma chi se ne frega!! lascia che entri! ho trovato un riparo e anche uno scaldo
tra quel mantello di straccio.
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