Radio Cora libera e resistente


Radio CORA (acronimo per COmmissione RAdio) fu un’emittente clandestina, approntata e gestita da membri del Partito d’Azione fiorentino, che dal gennaio al giugno 1944 mantenne i contatti tra la Resistenza toscana e i comandi alleati.

Si trattava allora di combattere un regime efferato, che utilizzava la violenza e la sopraffazione come strumento di dominio della società.

Oggi i regimi si sono fatti più scaltri: lavorano ‘a bassa intensità’ preferendo per lo più il controllo alla violenza. Eppure anche oggi, anche nel nostro paese, il pericolo di una deriva autoritaria, nei fatti se non nella forma, diventa ogni giorno più palpabile: nella negazione dei diritti, nella prevaricazione dei forti, nella corruzione, nella violenza contro i migranti, nel mancato rispetto del dettato costituzionale, nel dilagare del precariato selvaggio e della disoccupazione, nella devastazione ambientale, nella demolizione dello Stato Sociale, nell’allargamento della forbice che separa i (pochi ricchi) dai (tantissimi) poveri, nella violenza degli impuniti.

C’è bisogno dunque di una nuova Resistenza e di una nuova voce. La nuova RADIO CORA sarà dunque prima di tutto una grande operazione culturale, indirizzata a (ri)creare un immaginario condiviso e popolare che abbia al centro i valori della Resistenza e della Costituzione.

Si parte dalla corretta e puntuale informazione, radicalmente indipendente, agganciata ai territori ed alle loro istanze. Ma non basta: Radio Cora si ispirerà in ogni sua attività ai valori espressi nella nostra Carta Costituzionale, la cui applicazione concreta, rappresenta ancora oggi il presupposto per una rinascita (anche economica, oltre che morale, etica, civile, sociale e culturale) del ns Paese.

Il 7 GIUGNO del 1944, un commando nazista supportato da fascisti repubblichini pose fine in maniera drammatica e violenta all’esperienza di RadioCora. 70 anni dopo, il 7 GIUGNO DEL 2014, nascerà www.radiocora.it, un portale ed una web radio che avranno il compito di raccogliere idealmente quella straordinaria esperienza.

Essere indipendenti però significa contare solo sulle proprie forze: per questo radio Cora ha bisogno di tutti voi, per questo vi chiediamo uno sforzo: 10 euro l’anno per supportare il progetto.

Noi ci crediamo. e voi?

Cari amic*

abbiamo controllato il conto aperto su Banca Etica: ci sono 60 euro! (cui si vanno ad aggiungersi 900 euro attraverso le 90 tessere che avete sottoscritto e che ci hanno permesso di comprare il pc della regia e il mixer). È evidente che a queste condizioni è inutile anche solo pensare di far partire il progetto.

Se a 7 mesi da quando abbiamo cominciato a parlarne, questi sono i risultati del ‘tesseramento’ dobbiamo con chiarezza dedurre che, al di là delle parole e delle ottime intenzioni, questa esperienza rischia di non avere le gambe per reggersi.

È vero che l’iban è stato diffuso da due settimane, ma credevamo che l’interesse dichiarato e più volte confermato nei confornti del progetto avesse già portato ad una mobilitazione in vista dell’attivazione del conto.

Così evidentemnete non è stato e non è.

Noi ce l’abbiamo messa e ce la stiamo mettendo tutta, ma, evidentemente, la supposta fame di informazione indipendente e di qualità non è così ‘pressante’ da portarci ad investire anche solo 10 euro all’anno.

Ci diamo un’altra settimana di tempo, ma, purtroppo, a malincuore, se non vedessimo un cambiamento deciso di rotta, dovremmo completamete rivedere i ns piani. Se le cose stanno così infatti partiremo se e quando arriveranno i soldi promessi a settembre dalla regione toscana di cui al momento non abbiamo visto un euro.

Vi invitiamo pertanto calororsamente a sollecitare le persone che conoscete e pensate possano credere nelle finalità del progetto, a sostenerci e sottoscrivere la tessera usando il conto corrente.

Chi volesse contribuire alla nascita del progetto, e diventare ‘amico/a di Radio Cora’ può farlo versando (almeno…) 10 euro sul conto aperto a nome della

Associazione Radio Cora,
presso Banca Etica,
IT49 Y050 1802 8000 0000 0173 825

indicando nella causale
‘tesseramento 2014′.

Il gruppo di Radio Cora

RADIO CORA Una Nuova Radio per una Nuova Resistenza

UNA NUOVA RADIO PER UNA NUOVA RESISTENZA

Cosa significa oggi Resistenza?
In senso letterale, significa far fronte contro qualcosa che tende a modificare l’impianto di diritti che decenni di lotte popolari hanno conquistato al nostro Paese. La Resistenza, in questo modo, si configura come un’attività tesa a salvaguardare la natura e l’assetto della nostra vita democratica. Le regole del vivere associato, le istituzioni, ovviamente, ma prima ancora il loro ruolo definito in conformità con quella sovranità popolare sancita dall’articolo 1, comma secondo. Resistenza dunque, oggi, significa essenzialmente difesa della Costituzione. Strenua, radicale, senza compromessi. Difesa della Costituzione in quanto espressione dell’altra Resistenza, quella storica, che, lottando contro il fascismo ed il nazismo, seppe ridare dignità e speranza al nostro Paese. Continua a leggere

Radio CoRa

IL 7 GIUGNO 1944
CONVENUTI NELLA CASA DI FRONTE
A CONCORDARVI L’ULTIMA BATTAGLIA
DELLA NOSTRA LIBERAZIONE
ENRICO BOCCI AVVOCATO
ITALO PICCAGLI CAPITANO DELL’A.A.R.S.
LUIGI MORANDI STUDENTE
SOLO ARMATI DI COSTANZA FEDE SAPERE
SORPRESI CON I COMPAGNI DAI NAZIFASCISTI
DOPO RESISTENZA TORTURE INUMANE CORAGGIO
DETTERO LA VITA
PER GLI IDEALI FINO ALL’ULTIMO VIVI
DI GIUSTIZIA E DI LIBERTÀ
MEDAGLIE D’ORO AL VALOR MILITARE
PER UNA CIVILE PACE TRA I POPOLI

Radio CoRa (acronimo di Commissione Radio) fu un’emittente clandestina, approntata e gestita da membri del Partito d’Azione a Firenze, fra il gennaio e giugno 1944. Altre Radio CoRa (Milano e Bari) realizzarono trasmissioni d’informazioni militari per tenere contatti con gli Alleati. A Firenze furono una ventina i principali collaboratori del gruppo. Dopo la prima trasmissione di prova, in via de’ Pucci, Radio CoRa continuò a trasmettere ininterrottamente per cinque mesi venendo continuamente spostata per evitare la sua localizzazione. Il 7 giugno 1944 i nazisti individuarono la ricetrasmittente in piazza d’Azeglio. Il giovane radiotelegrafista Luigi Morandi sorpreso alla radio ebbe la prontezza di sottrarre una pistola ad un soldato tedesco e di ferirlo a morte, poi a sua volta venne colpito e morì due giorni più tardi in ospedale. Continua a leggere