Ritorno

Il seguente racconto mi è stato ispirato da un gatto di un paese siciliano, un randagio di quartiere come se ne trovano in tutti i quartieri del mondo.
La collocazione è irrilevante, dato il carattere di questo particolare tipo di animale: il gatto randagio, quello della spazzatura e dei cassonetti, quello che, anche nei fumetti di Walt Disney, spunta sempre da un bidone con una lisca di pesce in bocca. Ed è appunto a tutti i randagi in genere ed ai loro simili che questo raccontino è dedicato. Stava tornando a casa. Ormai non era più tanto giovane, il pelo gli era diventato un po’ ispido e la coda non più tanto folta. Una volta era di iun bianco immacolato, ma oggi sarebbe stato difficile definire esattamente la sua sfumatura. Certo al momento attuale il bianco taceva, soffocato da una gamma sempre più estesa di grigi. Le orecchie, sfrangiate in più punti, mostravano i segni di numerose lotte, come pure il naso, attraversato da un profondo graffio trasversale ormai cicatrizzato e ricoperto da una lieve peluria.
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Le poesie nascono dalla qualità delle tue emozioni

Sabato 13 ottobre 2012

SONO TORNATO
Dunque.
Per tutti quelli che hanno sentito la mia mancanza, soprattutto per coloro a cui sono mancate le mie poesie (so che siete decine di migliaia) sono lieto di annunciare il mio ritorno a casa, dopo un periodo di circa 15 giorni trascorsi ricoverato in ospedale. Il motivo?
Terza endocardite in tre anni, e scusate se è poco.
Piu o meno verso il 13-14 settembre, ho avuto la febbre, con punte che andavano dai 39,1 fino a precipitare, nell’arco di pochi minuti, sui 35,1 gradi centigradi. Bene.
IO, purtroppo, già so che al minimo accenno di febbre devo correre al pronto soccorso ma, dato che potrebbe sempre essere una banale influenza, e non questo staffilococco maledetto che a cadenza di 1 anno si riscatena prontamente dalla valvola aortica del mio cuore, ho deciso che avrei aspettato l’evolversi della situazione. Ho quindi trattato la febbre con antibiotici e tachipirina, e sembrava che sta febbre mi fosse passata, ma dopo pochi giorni (giorni in cui comunque sentivo di non stare bene) ha fatto la sua regolare ricomparsa la febbre, e sempre molto alta.
Ecco che allora ho dovuto per forza chiamare un ambulanza per essere trasportato al pronto soccorso … ricoverato al volo. Ho sperato, dopo le analisi del sangue, che i risultati per staffilococco dassero negativo … ma ovviamente era il batterio, solo lui avrebbe potuto farmi stare così male. Mi sono pure fatto una bella gastroscopia, con sto tubone enorme che arrivava fino al cuore a spiarmi con una telecamera … confermando un nuovo strato di vegetazione batterica al cuore. Ora sono qui, a casa mia, con due tubi che mi escono dal collo e con l’obbligo di ripresentarmi ogni mattina in ospedale a rifare gli antibiotici (che attaccano ai tubi che mi hanno lasciato). Sono davvero basito, sono stanco, sono stufo e anche molto intontito.
Sì perchè questi antibiotici sono molto forti e a me pare di essere perennemente ubriaco, per cui scusate se non ho scritto bene le cose tanto da non farvi capire niente.

A presto, ciao.

Michele

La redazione aggiunge: BENTORNATO MICHELE!