ROSA LUXEMBURG

“Stralci di lettere dal carcere di massima sicurezza”
Varsavia, 18-7-1906
A Matilde Wurm (…) Questo è il tempo nel quale viviamo, meraviglioso, cioè io chiamo un tempo meraviglioso quello che produce una massa di problemi enormi che stimolano i pensieri, che fanno emergere passioni, soprattutto un tempo fertile, un tempo gravido che partorisce ogni ora e da ogni nascita emerge di nuovo una gravidanza (…) Caro E., sono molto contenta che Lei stia meglio. Non si stressi e sopratutto non cada in depressione. La RIVOLUZIONE è GRANDIOSA, tutto il resto sono stupidaggini.
Dal carcere di Wronke,
28-12-1916 A Matilde Wurm (…) Piangere è una questione di debolezza, essere uomo significa buttare con gioia tutta la propria vita su questa grande bilancia del destino, se è necessario, ma allo stesso tempo rallegrarsi di ogni giorno di sole e di ogni nuvola bella, io non ho ricette per scrivere come deve essere un uomo, so soltanto come uno lo è. (…) Il mondo è così bello malgrado tutti gli orrori e lo sarebbe ancora di più se non esistessero deboli e codardi. La psiche delle masse come il mare eterno nasconde in sé tutte le possibilità latenti: silenzio mortale e tempesta violenta, codardia più bassa e eroismo più selvaggio. La massa è sempre ciò che deve essere secondo le condizioni del periodo storico e sta sempre per diventare qualcosa di totalmente diverso da quello che sembra (…) Essere deluso dalle masse è sempre la cosa più vergognosa per un uomo politico. (…) Questo silenzio sublime dell’infinito nel quale si perdono così tante grida inascoltate risuona in me così forte che non ho più spazio nel mio cuore per il ghetto: mi sento a casa in tutto il mondo, dove esistono nuvole e uccelli e lacrime umane.
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Scor-data: 15 gennaio 1918

immagine da: http://donnola.u-lost.net/voci-diverse/

Scor-data: 15 gennaio 1918

fonte: http://danielebarbieri.wordpress.com/2013/01/14/scor-data-15-gennaio-1918/14

ROSA DI RIVOLUZIONE di Fabrizio (Astrofilosofo) Melodia

Solo estirpando alla radice la consuetudine all’obbedienza e al servilismo, la classe lavoratrice acquisterà la comprensione di una nuova forma di disciplina, l’autodisciplina, originata dal libero consenso” (Rosa Luxemburg, 1918).

Buttata in un fosso, come un rifiuto.

Vera e propria spazzatura della società, andava uccisa, per evitare che ammorbasse l’aria pulita del nazionalismo e dell’economia capitalista sempre più spinta.

Il giorno 15 gennaio 1918 – dopo aver partecipato alla Rivoluzione Tedesca iniziata nel novembre dello stesso anno dopo la disfatta della Germania nella Prima Guerra Mondiale, dopo aver contribuito a fondare il Partito Comunista di Germania fra il dicembre 1918 e il gennaio 1919 – Rozalia Luksenburg, nata a Zamość (oggi in Polonia) il 5 marzo 1871, nota con il nome di battaglia di Rosa Luxemburg, fu rapita e in seguito assassinata dai soldati dei cosiddetti Freikorps agli ordini del governo del socialdemocratico Friedrich Ebert e di Gustav Noske, ministro degli Interni.

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