26 giugno 2012

Nella giornata che l’ONU dedica alla tortura nel mondo noi cittadini italiani facciamo uno sciopero della fame per denunciare la condizione di tortura a cui sono sottoposti quasi tutti i detenuti e le condizioni di inciviltà in cui sono costretti a vivere i reclusi.

• No al sovraffollamento che ha portato a varie condanne dell’Italia da parte della Corte Europea dei diritti dell’uomo;

• No all’ergastolo. In Italia sono 1500 i detenuti condannati a questa pena disumana. La maggior parte di loro hanno l’ergastolo ostativo e quindi dovranno morire in carcere;

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Sciopero della fame

Colto da malore e ricoverato nell’ospedale Cardarelli di Campobasso, al 30esimo giorno di sciopero della fame, il consigliere nazionale del Sindacato autonomo della Polizia penitenziaria (Sappe), Aldo di Giacomo. Ora è nel reparto di Medicina del nosocomio molisano. “Le sue condizioni – ha spiegato il suo medico personale – non gli consentono di proseguire nella sua protesta”. Di Giacomo aveva cominciato lo sciopero della fame il 23 maggio scorso per sensibilizzare le istituzioni sul problema del sovraffollamento delle carceri.