Sergio Bertero Nel Sogno

Nella notte
Di una profonda
Vidi d’occhi
In verde fiamma
Di una bruna
In veste bianca…
Vibrante al vento
Limpida e trasparente
Come in una primavera
L’acqua d’un fiume
Scorrendo di sera…
Sorrideva!
Come luna
Romantica piena…
Ai tremolii
Di fiammelle
Delle stelle…
Dal brillo manto
Nel vestendo
Cielo in splendo…
Nel firmamento
Un luminato stello
Illuminava d’immenso
Per l’universo…
In uno spazio
Di un enorme
Manifestava l’apparso
Dei finiti
Nel ben finito
un maestrale dipinto
Le dimostrava
Tra l’infinito
Al sù d’ alture
Sulle pianure
Ad una
tra una collina
alle penombre
dei ulivi
a un danzo di foglie
sui rami al vento
al cado di luci
cadendo dai lumi
tra la notte
profonda…
Vibrò l’ vesto bianco
Sulla pelle
Di quella bruna
Da sogno!
Nel sogno.

… Pensavo ai Natali


… Pensavo ai Natali
proprio questo Natale
un pò prima di andare
A quell’ora …
al nodo in gola…
…Dalla finestra di una capanna sulla montagna …
“Ma è neve in scendo che sto nel vedendo …
Per Bacco! ci risiamo un altro Natale … uffa che barba!
…È come a quei altri … già quassù venuti e andati nei anni passati …
Non vedo Babbo … nemmeno lo sacco … il carbone manco …
Fossero matti!!”
Ma sì che non me la prendo … anche senza di loro mica sono da solo …
Per tutto l’inverno come nei tutti … c’è l’amico freddo e fuoco spento …
Di nuovo quel soffio … lo sento fischiare … al fischio forte! …
cercando un entro tra le buche di porte … ancora quel vento con quell’alito ghiaccio
“Ma chi se ne frega!! lascia che entri! ho trovato un riparo e anche uno scaldo
tra quel mantello di straccio.
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Gocce


GOCCE

Mi è scivolato
un amore
oggi.
Un inutile
goccia di sudore
che solcava
i miei fianchi.
Fuori piove:
Prendetemi gocce!

 

Marzio

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Un amore piccolo si può anche vedere
è il grande che si deve anche sentire,
ma in questi tempi
basterebbe un po di bene, anche piccolo,
ma anche quello non si fa nemmeno più vedere
e quell’altro nemmeno più sentire

Sergio Bertero
è perché voglio bene che mi sento bene

Asili nido: un patrimonio da svendere?

Gli asili nido comunali fiorentini negli anni hanno maturato un’alta qualità dell’offerta educativa e hanno contribuito a diffondere quella “cultura dell’infanzia” che vede nella tutela e nell’attenzione al bambino piccolo non solo un grosso segnale di civiltà, ma anche un investimento per il futuro. Un asilo nido di qualità è il luogo che non solo garantisce il diritto del bambino a una crescita serena ed equilibrata ma un luogo di prevenzione del disagio sociale e di integrazione. Una politica che non si occupa di salvaguardare la qualità di questi servizi, che considera il bambino un’unità di costo e ricavo piuttosto che un soggetto detentore di diritti e futuro cittadino responsabile, non è una politica intelligente. Nella nostra città i segnali che ci dà la nostra amministrazione in merito alla tutela dei servizi alla prima infanzia non sono incoraggianti.

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Fuori binario compie 18 anni. Tanto di cappello

Tanto di cappello

Vorrei esultare e fare festa per questi 18 anni passati nella storia di Fuori Binario, avrei da raccontarne di accadimenti in tutto questo tempo, ma prima voglio fare leva sull’opera di informazione che il giornale ha dato, senza presunzione ha raccontato le scelte ed i cambiamenti della città cercando di apporre risposte per una convivenza migliore.

Nel frattempo questa città è davvero cambiata ed ognuno che l’ha governata ha fatto che ciò si avverasse senza tener conto dei suoi cittadini e della sua natura ospitale.
E così come dai primi numeri in cui si chiedevamo le chiavi di casa, ci ritroviamo oggi a difendere persone molte anziane, sfrattate senza alcuna prerogativa, tutto a fine speculativo mentre il patrimonio immobiliare pubblico si s/vende ai privati e tanto ne rimane chiuso a marcire in attesa di essere ristrutturato…4000 case vuote!

Oppure abbiamo trattato della residenza, punto essenziale per poter cercare un lavoro, una casa, per essere curati se serve, per ricevere corrispondenza e tant’altro, qualcosa aveva funzionato… oggi ci troviamo di fronte ad una chiusura di questo diritto per ottuse ragioni di sicurezza.

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