Ciao Stefano

Vorrei parlarti
e chiederti
come mai
i nostri destini
si sono separati
senza più rimedio.
E tu sei cambiato,
verso di me-
Così il nostro incontro
si è scollegato.
Vivevi a Milano
una doppia vita.
Chiusa come censurata.
Ma io mi ricordo
la nostra infanzia
quando eravamo spesso in colluttazione
e perdevamo il senso della realtà.
Fino a che mamma e papà,
chiudevano la diatriba,
ed erano botte.
Le tristi botte che tendevano.
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Compagne di strada

Compagne di strada,
come quando mi perdo,
nel mare di non.
Amiche annullate
in un sole incandescente.
Come tu sorella,
sorridi e i tuoi occhi no.
Ti rincontrerò
a tempo dovuto.
Rideremo insieme,
degli affanni passati.
Compagne di strada.
Ti sei laureata,
hai cambiata look.
Non ti riconosco più,
però a feeling ti sento
ancora,
non ho bisogno,
di tanti salamelecchi,
né, titubanze.
Tu sarai sempre,
stampata sul cuore.
Sconvolgiamo tutto,
e piombiamo nel centro
del problema.
Ancora è duro
e sconvolgente,
io e tu
non ci scordiamo,
mai.
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Taci sorriso di donna

taci sorriso di donna.
Donna sofferente,
per lui, per i piccoli.
Ancora attaccati
al sangue del tuo,
seno.
Che il mistero
della vita gelosissima
mantieni.
Cos’è questo baccano
in tutta la casa.
E’ come un vortice,
che sconvolge la casa?
E via siamo pronti
per l’ultima tragedia.
Un cazzotto in bocca……
E urla e alti lamenti.
Uno due tre,
ti amo.
Non uccidermi,
non massacrare la tua
stessa vita.
I bambini fra le braccia
della madre
così sfregiata.
Un cazzotto in bocca.
Basta
urliamo, urliamo….
Non sono cascata
dalle scale.
Mi hanno inferto
delle violenze inaudite.
Da chi?
E’ duro ammetterlo.
Mio marito non Ë
pi˘ il mio sangue
aprËs moi la delouge.
Un valzer perduto.
E adesso
la libertà!…
Taci sorriso di donna.
Sisina

Aspetto Iesce il sole


Aspetto
Iesce il sole
Iesce o sole.
Iesce l’alba,
nella notte
sì,
il cielo
si squarcia
si dissolve quel blu
evanescente,
e fra poco nascerà
il sole.
La vita che avara,
ci conduce.
Ricordandoci
il nostro dolore,
ci commuove.
Ma io ti aspetto
o sole.
Come gazzella
intenta a bere
al ruscello.
Io mi domando
se mi riuscirà
creare mai qualcosa
di così meraviglioso.
Aspetto
Iesce o sole.
Sisina

Al muoversi delle fronde degli alberi al vento di pioggia

Al muoversi
delle fronde
degli alberi
al vento
di pioggia
Al muoversi
delle fronde
degli alberi
al vento di pioggia.
Come quando
nel ridere
e piangere
ci trovavano
uniti in
insoliti cammini,
cercando
l’amore più grande
in passeggiate
di montagna,
sfidando le nostre
parti più oscure.
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Fuori binario compie 18 anni. Tanto di cappello

Tanto di cappello

Vorrei esultare e fare festa per questi 18 anni passati nella storia di Fuori Binario, avrei da raccontarne di accadimenti in tutto questo tempo, ma prima voglio fare leva sull’opera di informazione che il giornale ha dato, senza presunzione ha raccontato le scelte ed i cambiamenti della città cercando di apporre risposte per una convivenza migliore.

Nel frattempo questa città è davvero cambiata ed ognuno che l’ha governata ha fatto che ciò si avverasse senza tener conto dei suoi cittadini e della sua natura ospitale.
E così come dai primi numeri in cui si chiedevamo le chiavi di casa, ci ritroviamo oggi a difendere persone molte anziane, sfrattate senza alcuna prerogativa, tutto a fine speculativo mentre il patrimonio immobiliare pubblico si s/vende ai privati e tanto ne rimane chiuso a marcire in attesa di essere ristrutturato…4000 case vuote!

Oppure abbiamo trattato della residenza, punto essenziale per poter cercare un lavoro, una casa, per essere curati se serve, per ricevere corrispondenza e tant’altro, qualcosa aveva funzionato… oggi ci troviamo di fronte ad una chiusura di questo diritto per ottuse ragioni di sicurezza.

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