DI VALENTINA BARONTI
Corpi a disposizione dei più fragili. Sono una cinquantina i militanti della Rete Antisfratto Area Fiorentina, che da più di dieci anni si occupano di emergenza casa a Firenze e provincia. Si tratta di accogliere famiglie allo sportello, dare informazioni, aiutare a compilare moduli e domande, ma soprattutto di essere presenti quando lo sfratto arriva e interporre il proprio corpo tra la povertà e l’ingiustizia. A raccontarci come funziona è Sandro Targetti, animatore e fondatore della rete, nata dal lavoro comune delle realtà storiche del territorio: gruppo casa Campi, Movimento di lotta per la casa, Resistenza casa sportello solidale, associazione Solidarietà alternativa. Il loro è principalmente un lavoro di mediazione, con gli ufficiali giudiziari, con le forze dell’ordine e gli avvocati della proprietà.
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“Quando interveniamo, un risultato lo otteniamo quasi sempre – ci racconta Targetti -, ma purtroppo gli sfratti che seguiamo noi sono una minima parte del totale: in media, 6 al mese contro i 120 di tutta l’area. A fare il presidio il giorno dello sfratto ci siamo soltanto noi, purtroppo, ci piacerebbe ci fossero anche le altre realtà, perché quello è il momento più importante, l’atto che ci permette di ottenere una soluzione”. Ma come si arriva al presidio? Il nucleo familiare che ha ricevuto lo sfratto si rivolge a uno degli sportelli della rete, che prende in carico il caso, studiando le possibili soluzioni alternative. “Al presidio dobbiamo arrivare preparati – spiega Targetti – con tutti gli argomenti necessari per ottenere un rinvio, quello che viene chiamato il ‘tempo di grazia’. E anche gli inquilini devono essere preparati sul comportamento da tenere, su quello che devono dire e fare per arrivare a una mediazione. Io personalmente, solo due volte sono stato portato via con la forza”. I militanti della rete si presentano il giorno dello sfratto esecutivo, solo se chiamati dagli inquilini. Arrivano alle 8.30 ed entrano in casa, dove aspettano l’arrivo dell’ufficiale giudiziario, accompagnato dalla forza pubblica e dagli avvocati della proprietà, spesso anche dagli stessi proprietari.
“Cerchiamo di far capire agli inquilini che non devono vergognarsi di dire la verità all’ufficiale giudiziario – spiega Targetti -, ossia che non sono in grado di uscire perché non sanno dove andare”. A quel punto inizia la mediazione, che può durare anche due o tre ore. È la rete antisfratto a presentare le alternative, chiedendo il rinvio: in attesa di una risposta per l’inserimento nella graduatoria dell’emergenza sfratti, per esempio, che dà diritto a un alloggio popolare per 4 anni + 4, oppure viene proposto di pagare una certa cifra, da contrattare, per i mesi che mancano all’assegnazione di una casa Erp. “Il più delle volte un accordo si trova – continua Targetti -, sono le forze dell’ordine stesse a spingere in questa direzione, mentre l’ufficiale giudiziario è sempre dalla parte della proprietà”. Per due volte però non è andata così e Sandro, insieme ad altri militanti, è stato portato fuori di peso, anche se la denuncia poi non è mai arrivata: “Eravamo io e Marzia del Movimento di lotta per la casa. Stavamo chiedendo 40 giorni di proroga, perché c’era già una soluzione. Le forze dell’ordine hanno provato a convincere i proprietari, ma loro alla fine non hanno accettato la mediazione. Noi abbiamo detto che non saremmo usciti, perché ci sembrava assurdo mettere le persone per strada per soli 40 giorni di proroga. Allora ci hanno preso di peso e portati fuori. Nel frattempo, l’inquilino era salito all’ultimo piano e Marzia ha convinto gli agenti a lasciarla andare, perché conosceva questa persona e voleva andare a vedere cosa stava facendo. Infatti, quando è arrivata su, lui aveva in mano un rasoio, pronto a un atto di autolesionismo. Marzia è riuscita a fermarlo e l’ha accompagnato fuori. Alla fine, non ci hanno nemmeno denunciato, anzi ci hanno ringraziato per aver evitato il peggio. Ma se avessero convinto i proprietari ad accettare una proroga di 40 giorni, ripeto solo 40 giorni! Tutto questo non sarebbe successo”.
Del resto, il “passaggio da casa a casa” è un percorso che la legge regionale sugli alloggi Erp favorisce, solo che gli inquilini raramente lo sanno e, se non sono assistiti dalla Rete, spesso non hanno gli strumenti per cercare una soluzione che non sia il dormire in macchina o a casa di amici, oppure direttamente in strada. La maggior parte degli sfratti avviene per morosità e i motivi possono essere tanti: un calo di reddito, magari perché hanno ridotto le ore di lavoro o per cassa integrazione, il licenziamento o il mancato rinnovo di un contratto precario, una separazione ecc… “Ci vuole poco a entrare nel tunnel dello sfratto – conclude Targetti – potrebbe capitare a chiunque. I nuclei familiari che seguiamo spesso sono composti da lavoratori precari, donne sole con figli minori, anziani soli, donne che hanno subito violenza, persone andate in crisi con il Covid e che non si sono mai riprese. Bastano due mesi di morosità per ricevere lo sfratto. Per i precari, per esempio, basta pochissimo a diventare morosi e dopo rimettersi in pari e risalire la china è difficile, se non c’è un evento nuovo, come per esempio un lavoro a tempo pieno e indeterminato, che magari porta un reddito più alto. Ma con la situazione di crisi che c’è, si capisce bene che questi sono casi residuali”. Solidarietà, lotta e mutuo soccorso! È il motto della Rete Antisfratto Area Fiorentina. Quattro sportelli aperti sul territorio. Cinque numeri di telefono a disposizione per appuntamenti e consulenze. Una media di 70 sfratti evitati ogni anno, con i propri corpi seduti al tavolo di cucina o sul tappeto del salotto, con in bocca una frase banale, eppure potente: non ce ne andiamo perché queste persone non sanno dove andare.
Un manuale per il diritto alla casa: obiettivi, proposte e consigli su come difendersi nella giungla immobiliare fiorentina
di Valentina Baronti
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Sono 2.400 gli sfratti convalidati dai tribunali nel 2024 nell’area fiorentina, circa 50 a settimana, il 95% per morosità. 120 sono gli sfratti eseguiti con la forza pubblica ogni mese. 800 gli alloggi popolari vuoti, solo nel Comune di Firenze. Nell’area metropolitana affittare una casa di tre stanze può costare fino a 1000 euro al mese, con un’incidenza del 70% sul reddito mensile. Sono i numeri contenuti nel manuale per il diritto alla casa, che la Rete Antisfratto Area Fiorentina sta distribuendo in circoli, case del popolo, centri sociali, associazioni che si occupano di disagio abitativo. Numeri che tracciano il contesto dell’emergenza in cui i militanti delle quattro realtà che compongono la rete si trovano ad operare ogni giorno, in un’area metropolitana in cui trovare una casa in affitto diventa quasi impossibile e basta un nulla per finire sotto sfratto.
Il manuale inizia denunciando le tante lacune del ruolo pubblico, con i comuni che fanno i bandi Erp ma non ristrutturano le case popolari sfitte per far scorrere le graduatorie, il governo che ha cancellato i contributi per l’affitto e i fondi per la morosità incolpevole, oltre a non aver predisposto un piano straordinario di edilizia residenziale pubblica e la regione che potrebbe aumentare la disponibilità di alloggi, vietando per esempio i cambi di destinazione d’uso senza la destinazione di parte del patrimonio all’affitto calmierato. Non va meglio nella gestione delle emergenze. L’art. 14 della legge regionale 2/2019, che prevede una riserva per le emergenze abitative nella graduatoria dell’Erp, è in gran parte inattuato, così come lo strumento del comune garante, in cui è l’amministrazione stessa ad acquisire in uso alloggi privati.
Il Comune di Firenze, interpellato sul rispetto dell’art. 14, rivendica un ruolo attivo nella gestione delle emergenze: “Sono state 34 le assegnazioni ad aventi diritto nell’anno in corso, 22 nell’anno precedente e 42 nel 2023 – ha dichiarato l’assessore alla Casa Nicola Paulesu – La graduatoria speciale si era azzerata durante l’estate, adesso stiamo ricevendo nuove domande e procedendo con le valutazioni e le successive assegnazioni a chi rispetta i requisiti. Con l’incremento delle assegnazioni ERP, dovuto soprattutto al piano straordinario di ristrutturazione degli appartamenti di risulta, 20 mln di risorse comunali in 3 anni, 6 nel 2025, che si aggiungono ai fondi regionali destinati a questo obiettivo, contiamo di incidere molto di più anche su questo fronte”. Il manuale fornisce poi gli strumenti di difesa a chi è sotto sfratto, partendo da un presupposto, che sembra scontato ma non lo è: i proprietari non possono eseguire lo sfratto in proprio, con ricatti, prove di forza, comportamenti molesti o offensivi, tipo staccare le utenze, cambiare la serratura, togliere la porta.
“L’ufficiale giudiziario – si legge nel manuale –, l’unico abilitato ad eseguire lo sfratto, può farlo solo con la presenza e l’intervento della forza pubblica, di solito due agenti di Carabinieri o Polizia, che valutano la situazione in base alla presenza di minori, anziani, persone con problemi di salute”. Nel manuale non mancano le proposte, a partire da un grande piano casa che riutilizzi il patrimonio pubblico dismesso, anche attraverso l’autorecupero. Si chiede inoltre alle istituzioni di attivare gli strumenti necessari ad occupare le tantissime case private sfitte, come incentivi, patti territoriali per affitti calmierati e anche con la requisizione, nei casi previsti dal Codice Civile. E infine l’obiettivo più ambizioso: “costruire una grande alleanza sociale e istituzionale per il diritto alla casa, per il diritto all’abitare ed alla residenza, coinvolgendo movimenti, sindacali, centri sociali, associazioni, promuovendo la solidarietà ed il protagonismo dei ceti popolari”.
BOX ORARI SPORTELLI
Ogni lunedi ore 17-19 in piazza Baldinucci 8r, Firenze (zona Romito) presso l’associazione Castrucci, Sportello Solidale Casa
Ogni martedi ore 17-19 in piazza Matteucci 11, primo piano, Campi Bisenzio, presso Circolo Rinascita, Gruppo Casa Campi
Ogni sabato ore 15-17 in via del Leone angolo piazza Tasso, presso Fuori Binario, associazione Solidarieta’ e Alternativa
Solo su appuntamento, presso gli Anelli Mancanti, via Palazzuolo 8, Firenze.
Riferimenti telefonici per fissare appuntamenti: Sandro 3351246551, Gabriella 3484360219, Giovanni 3459671275, Lena 3200848426, Duccio 3405795928 – reteantisfrattofiorentina@gmail.com
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