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Fuoribinario Giornale di strada di Firenze
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 Lo spazio interculturale autogestito "Kulanka" (via Luca Giordano,
zona cavalcavia delle cure) inaugura mercoledì 27
gennaio la sua nuova sala da the, uno spazio aperto a tutti, tutti i
mercoledì pomeriggio, in cui riscaldarsi e confrontarsi, in cui intrecciare
nuove relazioni, in cui scambiare opinioni, in cui far circolare i pensieri
e le idee...
Si vuole creare all'interno del centro un ambiente di studio o di relax,
in cui trovare, assieme al calore di un the, materiale da leggere, studiare
oppure osservare, come riviste, libri o fumetti, o ancora in, cui potersi
svagare giocando a carte o giochi da tavola
Ed è per riuscire a realizzare questo progetto, che si fa appello a tutta
la cittadinanza chiedendo aiuto per reperire il materiale sopra citato, e
quindi giornali, riviste, giochi e quant'altro, ma anche, se qualcuno ne
fosse in possesso e non ne avesse bisogno, oggetti come tazze, tazzine,
piattini e cucchiai, o ancora, tavolini, sedie tovaglie e tovaglioli..
 
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 Si muore di carcere, a Firenze, a 17 anni. Yasim, ragazzo accusato di “tentato furto”, detenuto da agosto nel carcere minorile fiorentino, si è ucciso martedì scorso. E’ solo l’ultimo di una lunga serie, solo nel 2009 sono 154 i detenuti morti nelle carceri italiane, di cui 63 suicidi. Sono il segnale estremo di un sistema portato al collasso, nell’indifferenza di chi governa: sovraffollamento crescente che rende disumane le condizioni di vita, assistenza sanitaria sotto ai livelli minimi, spesso un clima di violenza e di repressione, comunque di indifferenza verso le sofferenze di tanti.
Un sistema che mostra in maniera sempre più cruda la propria natura, raccogliere e nascondere tutto ciò che dà noia, nel mondo del consumo e del benessere. E così si fanno leggi che riempiono le carceri di poveri cristi, per immigrazione clandestina o per pochi grammi di droga, si rinchiude un ragazzo per tentato furto, e intanto si studiano norme per salvare i potenti, che si sono sempre salvati.
Non ci pieghiamo a questa logica, ostinati affermiamo la necessità di un cambiamento profondo, appoggiamo le sacrosante richieste dei detenuti, e richiamiamo con forza alle proprie responsabilità chi può e deve intervenire: misure alternative alla detenzione, spostamento dei tossicodipendenti in strutture di recupero, pieno ingresso nelle carceri del sistema sanitario nazionale, ripristino di condizioni di vivibilità e garanzia dei diritti fondamentali. Queste richieste minime non possono più aspettare.
 
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