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Fuoribinario Giornale di strada di Firenze
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Lo spazio interculturale autogestito "Kulanka" (via Luca Giordano, zona cavalcavia delle cure) inaugura mercoledì 27 gennaio la sua nuova sala da the, uno spazio aperto a tutti, tutti i mercoledì pomeriggio, in cui riscaldarsi e confrontarsi, in cui intrecciare nuove relazioni, in cui scambiare opinioni, in cui far circolare i pensieri e le idee... Si vuole creare all'interno del centro un ambiente di studio o di relax, in cui trovare, assieme al calore di un the, materiale da leggere, studiare oppure osservare, come riviste, libri o fumetti, o ancora in, cui potersi svagare giocando a carte o giochi da tavola Ed è per riuscire a realizzare questo progetto, che si fa appello a tutta la cittadinanza chiedendo aiuto per reperire il materiale sopra citato, e quindi giornali, riviste, giochi e quant'altro, ma anche, se qualcuno ne fosse in possesso e non ne avesse bisogno, oggetti come tazze, tazzine, piattini e cucchiai, o ancora, tavolini, sedie tovaglie e tovaglioli.. |
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Fuori Binario ha urgente bisogno di volontari! Telefonate al 0552286348 chiunque abbia 2 ore di tempo libero il pomeriggio....venga a trovarci in Redazione! GRAZIE! É uscito il numero 128, potete trovarlo come sempre dai nostri Distributori. 
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Si muore di carcere, a Firenze, a 17 anni. Yasim, ragazzo accusato di “tentato furto”, detenuto da agosto nel carcere minorile fiorentino, si è ucciso martedì scorso. E’ solo l’ultimo di una lunga serie, solo nel 2009 sono 154 i detenuti morti nelle carceri italiane, di cui 63 suicidi. Sono il segnale estremo di un sistema portato al collasso, nell’indifferenza di chi governa: sovraffollamento crescente che rende disumane le condizioni di vita, assistenza sanitaria sotto ai livelli minimi, spesso un clima di violenza e di repressione, comunque di indifferenza verso le sofferenze di tanti. Un sistema che mostra in maniera sempre più cruda la propria natura, raccogliere e nascondere tutto ciò che dà noia, nel mondo del consumo e del benessere. E così si fanno leggi che riempiono le carceri di poveri cristi, per immigrazione clandestina o per pochi grammi di droga, si rinchiude un ragazzo per tentato furto, e intanto si studiano norme per salvare i potenti, che si sono sempre salvati. Non ci pieghiamo a questa logica, ostinati affermiamo la necessità di un cambiamento profondo, appoggiamo le sacrosante richieste dei detenuti, e richiamiamo con forza alle proprie responsabilità chi può e deve intervenire: misure alternative alla detenzione, spostamento dei tossicodipendenti in strutture di recupero, pieno ingresso nelle carceri del sistema sanitario nazionale, ripristino di condizioni di vivibilità e garanzia dei diritti fondamentali. Queste richieste minime non possono più aspettare. |
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