DI CRISTIANO LUCCHI
Avere un tetto sulla testa è una delle condizioni fondamentali per vivere bene. Chi non ha una casa, chi non è protetto da quattro mura, vede la sua vita degradare giorno dopo giorno. Va sempre così, è un processo inesorabile. A Firenze interi appartamenti scompaiono dal mercato degli affitti per trasformarsi in case vacanze. I prezzi diventano proibitivi, non solo per i poveri. Ne parliamo diffusamente in questo numero.
La gentrificazione è il processo con cui i quartieri popolari vengono ripuliti, infiocchettati e resi appetibili per i ricchi e i turisti, espellendo chi non può più permettersi di viverci. I senza dimora sono l’ultimo anello di questa catena, veri e propri scarti, frutto di un modello urbano che privilegia non il diritto alla casa, ma il profitto di pochi, lo sfruttamento del lavoro, il consumo fisico della città.
A Firenze sono decine di migliaia le persone che non trovano casa: studenti, lavoratori poveri, migranti, famiglie. E anche tra i 600 e i 1000 senza dimora: dormono in macchina, in dormitori di fortuna, nei cimiteri, in situazioni di sovraffollamento, per strada.
Potrebbe andare peggio? Sì, perché nella legge di bilancio 2026 il governo non mette un euro per garantire il diritto alla casa.
Allora facciamo nostra la proposta, venuta da più parti seppur minoritarie, di istituire un’imposta dell’1% sui patrimoni sopra i due milioni di euro, per un gettito di 26 miliardi l’anno, con cui costruire case popolari, finanziare la sanità, la scuola e i trasporti. Se anche tu sei sotto i due milioni, sostieni questa proposta. Il benessere di tutti noi a scapito degli ultraricchi è molto meglio che l’impoverimento di un’intera società.
