DI CRISTIANO LUCCHI
“Attenzione. Eutanasia in corso”. Nella Firenze dei mille cantieri è questo il cartello a cui dovremmo tutti fare attenzione. La città sembra viva, piena di luci, traffici, rumori, attività. Ma è solo finzione. Sotto la superficie da cartolina perde i suoi abitanti, espulsi da un modello economico che non ha più bisogno di loro, se non come nuovi servi della gleba. La tanto temuta “sostituzione” è in corso, ma non con coloro che dal Sud globale cercano fortuna in Europa, come volevano farci credere. È in atto una “sostituzione di classe” con turisti e studenti del ricco Occidente che occupano migliaia di stanze e appartamenti cacciando chi ricco non è.
I numeri degli affitti brevi
A Firenze nel 2024 c’erano sulle piattaforme online ben 17.568 alloggi che hanno generato un ricavo medio di 23.912 euro per unità (“Chi gestisce davvero il mercato Airbnb”, Future Legacy Lab Politecnico di Torino, 2025). È ovvio che per un comune di 363.132 residenti si tratta di un’enormità di case – circa il 10% – sottratte a chi abita la “città più bella del mondo” e che oggi vive questo status come una condanna. Questi dati rivelano che chi è proprietario di una casa guadagna molto di più con gli affitti brevi che con le normali locazioni destinate alla classe media o ai più poveri. Se conoscete persone che possono pagare 2.000 euro al mese solo per l’affitto, fatele abbonare a Fuori Binario.
Non a caso l’inflazione nel mercato degli affitti viaggia intorno al 4%, oltre il doppio del tasso registrato dall’Istat. E la situazione, se la politica non agisce subito, si aggraverà: tra il 2017 e il 2024 il volume di affari del settore è cresciuto da 2,5 a 8,8 miliardi e non si prevede un’inversione di tendenza.
I danni dell’overtourism
Sta a noi reagire e sollecitare la politica ad affrontare con dignità – e dalla parte di noi abitanti – i poteri forti responsabili (le grandi proprietà, non certo la famiglia che affitta una stanza per arrotondare). I danni degli affitti brevi sono infatti enormi e amplificano problemi già esistenti: aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, inefficienza dei servizi (trasporti e rifiuti su tutti), più lavoro povero (con il nero che nel turismo e nell’edilizia dilaga) e un problema generale di redistribuzione della ricchezza. Le politiche liberiste delle amministrazioni stanno creando una società classista, carica di diseguaglianze, che favorisce la rendita e non il lavoro.
La turistificazione trasforma la città da organismo vivente ad attrazione turistica, prodotto di consumo. Una città muore quando perde la sua identità, costruita nel tempo, e cessa di essere un luogo dove vivere e non solo dove mangiare una schiacciata per strada o godersi la vista sulla Cupola da un albergo a cinque stelle.
Attenzione. I nemici di Firenze e delle nostre città non sono gli studenti universitari fuori sede; non sono i turisti che da tutto il mondo vogliono vedere dal vero un gioiello del Rinascimento. Non confondiamo il dito con la luna. Sul banco degli imputati c’è un intero sistema fondato sull’estrattivismo che grandi società, piattaforme e fondi di investimento usano per depredare le città con la complicità di una politica distratta se non complice.
Le possibili soluzioni
Per Ilaria Agostini, urbanista della rivista “La Città manifesta”, attiva nella campagna Salviamo Firenze, questo fenomeno potrebbe essere arginato “a partire dal divieto di frazionamento degli appartamenti. Servono più case popolari che alberghi, più studentati a costo calmierato che di lusso, servono forme di accoglienza alternativa, non di rapina, fuori dal mercato, che possano contrastare questa marea e soprattutto politiche urbane che non puntino tutto sul turismo. Serve infine una presa di posizione seria di tutte quelle amministrazioni che oggi favoriscono la rendita, dal Parlamento agli Enti locali.”
Nel resto d’Europa l’overtourism viene affrontato dalla politica come un problema che colpisce duramente i residenti.
A Barcellona la municipalità ha confermato il divieto degli affitti brevi entro il 2028. Il sindaco Jaume Collboni punta a riportare sul mercato oltre 10mila abitazioni oggi destinate ai turisti, per calmierare i prezzi e favorire l’accesso alla casa per i residenti. “Oggi l’abitazione è la principale fonte di disuguaglianza sociale nelle città europee. La nostra battaglia è garantire ai cittadini la possibilità di restare nelle proprie città”. A Parigi il potere dei sindaci è stato rafforzato nell’ultimo anno con la legge Le Meur. A Bruxelles il Comune ha ordinato la chiusura di un edificio convertito in uso turistico. A Lisbona vige il divieto di nuovi alloggi turistici in otto aree centrali. Del neosindaco di New York Zohran Mamdani parliamo in un pezzo dedicato, ma l’aver messo il diritto all’abitare al primo posto è un fatto di incredibile rilevanza.
Per fortuna c’è Salviamo Firenze, la campagna che svela le dinamiche urbanistiche che impoveriscono e cacciano i fiorentini dalla loro città. Compiono analisi e studi, si attivano per raccontare l’indicibile che il potere vuole nascondere come il caso del Cubo nero all’ex Teatro comunale o l’abuso di studentati di lusso. A metà novembre hanno organizzato un evento per analizzare come i fondi di investimento si prendono le città, a partire dal caso Milano, dove è dovuta intervenire la magistratura per arginare un fenomeno che “esiste anche a Firenze dove, in piccolo, si stanno realizzando interventi che hanno grande analogia con quelli milanesi”. Seguiteli, è una questione di sopravvivenza.
