“Firenze città alienata”. Critica del marketing urbano istituzionale

Alberghi di lusso, studentati privati, resort d’élite… frutti amari di 15 anni di marketing urbano, analizzati in un libro

ILARIA AGOSTINI

Firenze città alienata, stretta nella morsa del capitalismo finanziario e della monocoltura del turismo. Alienata è la sua forza lavoro alla catena di montaggio del turismo globale, alienato il suo spazio pubblico, alienata la sua cultura. Principale motore di questa spoliazione è la finanza immobiliare: fondi pensione e fondi sovrani, fondazioni bancarie e società di gestione del risparmio, proprio nelle città turistiche, trovano un porto sicuro per i propri investimenti. Che, nel credo neoliberista, è imperativo attrarre. Quindici anni di marketing urbano, di facilitazioni fiscali, di disponibilità di aree e immobili, e di deregolamentazione urbanistica hanno efficacemente agito da richiamo.

In pochi anni sono arrivati a Firenze fondi lussemburghesi, francesi, olandesi, inglesi, statunitensi, israeliani, di Singapore, e poi sauditi, qatarini, taiwanesi, argentini, sudafricani ecc. I gruppi finanziari – nuovi padroni della città – acquistano beni immobili per poi emettere titoli verso gli investitori, remunerati dai flussi di cassa provenienti dalla gestione o vendita degli stessi immobili. Ex caserme, aree ferroviarie dismesse e altre attrezzature pubbliche sono messe all’incanto. Il risultato della grande rapina (e della campagna Invest in Florence, che vide il sindaco Nardella in veste di «super agente immobiliare» alle fiere della speculazione internazionale) è devastante: nel raggio di tre chilometri dalla cupola del Brunelleschi, circa 370.000 mq di “buchi neri” sono venduti (sottocosto) o attribuiti (ma in minima parte e a prezzi stracciati) in concessione.

Tutto per ricavarne strutture alberghiere, residence di alta gamma, finti studentati, privati e di lusso. In corso); ex Manifattura Tabacchi, mix di funzioni private (lavori in corso); ex Panificio militare, grande distribuzione commerciale (lavori sospesi per motivi giudiziari); palazzo Sassetti, residenze «di lusso d’élite»; ex Liceo Castelnuovo-Morgagni di viale Gramsci, turistico-ricettivo (lavori in corso); edificio ex Arsia-Regione Toscana di via Pietrapiana, «maxi albergo» (lavori in corso); edificio ex Enel di via Salvagnoli, studentato privato; ex collegio alla Querce diventa un albergo iper stellato; ex Fiat in viale Belfiore, studentato privato; ex Ferrotel al Romito, studentato privato; villa Camerata, resort di lusso (lavori in corso); ex Convitto della Calza, hotel travestito da spa con foresteria. Gli 8 ettari delle ex Officine Grandi Riparazioni sono destinati a un mix di funzioni private e residenza, ma il piano attuativo è ancora in definizione e l’attenzione cittadina è alta. In questa città formata da alberghi di lusso e ghetti per abitanti ricchi, nomadi e cool, la collettività ne esce impoverita e il tessuto sociale polverizzato.

Ma parallelamente alla svendita della città al lusso e al turismo globale si assiste a un dispiegarsi di micropolitiche che procedono per conflitti e progetti, sempre provocati da soggetti collettivi e plurali capaci di immaginare futuri diversi e di mettere in pratica ipotesi di vite ampiamente desiderabili. Di estrattivismo urbano e di controprogettualità parliamo in un libro uscito per le edizioni perUnaltracittà: Firenze alienata. Svendita dello spazio pubblico e finanza immobiliare di Ilaria Agostini e Francesca Conti.

L’alienazione della città, letta attraverso la lente del giornalismo attivista e della ricerca-azione vi è descritta con testi di approfondimento e di inchiesta apparsi sulla rivista indipendente “La Città invisibile” (da qualche mese “La Città manifesta”). Oltre ai contributi delle autrici, il libro contiene scritti di: Piero Bevilacqua, Roberto Budini Gattai, CSA nEXt Emerson, Vezio De Lucia, Ornella De Zordo, Antonio Fiorentino, Gruppo urbanistica perUnaltracittà, K1, Spazio InKiostro, Enzo Scandurra, Studenti licei fiorentini, Lucia Tozzi. Il libro è in vendita presso Parva libraria, via degli Alfani 28, a Firenze.

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