Il furore dilaga in città

La piazza comincia a riempirsi di gente. Ad un certo punto si accorge di essere diventata maggioranza. La marea degli operai inizia a sciamare in tutta la città e comincia a dare l’assalto alle case dei traditori. Chi sono i traditori? Sono quei popolani grassi che sono diventati troppo grassi. La gente li conosce per nome. Andiamo a bruciargli la casa! Il governo è corrotto e traditore, la giustizia è traditrice. Andiamo a bruciargli la casa! Il furore dilaga in città”.

Come non pensare alla Rivolta dei Ciompi del 1378, raccontata dal professor Alessandro Barbero, leggendo le cronache che arrivano con il contagocce dallo Sri Lanka, i cui abitanti sono costretti alla povertà, alla fame, alla morte da una delle tante crisi del capitalismo giunta a dama. Uno shock politico ed economico dalle tante radici: il taglio (assurdo) delle tasse, la successiva crisi del debito e il logico default, la crisi ecologica, la crisi sanitaria imposta dal Covid, una transizione agricola forzata, la repressione delle proteste, la guerra.

La rivolta contro il governo – singalesi e tamil di ogni gruppo, religione, età, ideologia, professione e ceto sociale sono uniti – è sacrosanta. Sono stati portati all’esasperazione, rapinati delle loro risorse, privati delle cure sanitarie, costretti a prezzi esorbitanti per i beni di prima necessità; hanno subito la costruzione di grandi opere inutili e dannose (la realizzazione dell’aeroporto di Mattala Rajapaksa ha inciso fortemente sul debito pubblico ed è desolatamente vuoto da sempre), gli asset statali sono stati ceduti ai voraci investitori stranieri, la classe politica corrotta ha da sempre avuto il plauso dei media. Esasperati, stanno letteralmente bruciando le case dei politici, devastando le loro proprietà, distruggendo istituzioni private di ogni credibilità.

Se la situazione vi ricorda da vicino la deriva italiana, considerate le ovvie differenze, abbiamo l’obbligo di partecipare criticamente alla gestione del bene comune, di impedire che la crisi sia gestita “contro il popolo” e smetterla di favorire con il voto le marionette liberiste che cassano, giorno dopo giorno, i valori alla base della Costituzione. Non abbiamo più alibi.

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