L’iniziativa ha per protagonisti i “senza dimora”, i “non bancabili”, i “paria del credito” ed è nata grazie a Mag Firenze e Micro1

A volte per finire nel baratro basta veramente poco. Non hai i soldi per pagarti una cura essenziale quando la burocrazia ti esclude dal Servizio sanitario nazionale; qualche rata arretrata dell’affitto di casa da evadere, o qualche utenza, quando perdi il lavoro e non lo ritrovi; una multa o una cartella esattoriale che arrivano dal passato; la necessità di un paio di costosi occhiali nuovi o dell’apparecchio acustico; l’assicurazione dell’auto in cui dormi, perché se non la paghi il tuo unico giaciglio verrà sequestrato e addio riparo notturno. Tutti casi reali, di persone che rischiano di perdere anche il poco o nulla che hanno. E accomunate da un unico destino: essere persone “non bancabili”. Ovvero che per loro è proprio inutile andare in banca a chiedere un prestito perché non glielo daranno mai. Sono persone prive di garanzie patrimoniali, che non possono accedere ad un conto corrente, ad un prestito o ad altri servizi bancari perché hanno un reddito basso o inesistente, vivono di contratti precari e poveri, hanno vecchi debiti o sono prive dei documenti che dimostrano la loro esistenza.

È per questo che il nostro giornale ha deciso di lanciare un programma di microcredito per i più vulnerabili, per gli esclusi dal mondo della finanza tradizionale, che diventano protagonisti nel progetto Fuori Binario. Per noi l’inclusione finanziaria è un diritto e l’esperienza dimostra che chi non ha garanzie patrimoniali può essere una persona affidabile, se ascoltata, accompagnata, messa al centro di una relazione umana.

Il Fondo di microcredito Fuori Binario è nato così lo scorso 10 maggio con un’iniziativa promossa con Micro1, Mutua Auto Gestione (Mag) Firenze e Mediterranea Saving Humans, a cui sono intervenute più di cento persone. L’idea affonda le radici in un momento di dolore collettivo, la scomparsa di Stefano, animatore della sede di Fuori Binario, che si è tolto la vita il 3 febbraio 2026. Un gesto che ha scosso profondamente la redazione e l’intera associazione editrice, Periferie al Centro, e che si è così trasformato in azione concreta. Chiunque voglia sostenere il fondo può farlo direttamente attraverso Micro1, associandosi con 10 euro e versando a titolo di prestito una quota da 25 euro (o multipli).

Per maggiori informazioni e adesioni scrivete una mail a redazione@fuoribinario.org con oggetto “Microcredito” o contattate Valentina al 3394632863 (solo messaggi).

Il primo prestito per Nanu

Nanu è stato il primo beneficiario del microcredito frutto della collaborazione tra Micro1 e Fuori Binario. Da molti anni è nostro diffusore, presenza fissa nella zona di Sant’Ambrogio, dove vende il giornale, da cui ricava un piccolo reddito che non consente risparmi né garanzie patrimoniali. Ha bisogno di 400 euro, che non ha, per pagare l’assicurazione semestrale alla vecchia auto in cui dorme la notte con la moglie. È la loro casa, il loro rifugio, tutto quello che hanno. Non possono permettersi di farsela sequestrare, anche se non circolante, perché priva del tagliando assicurativo. Grazie alla loro appartenenza alla Comunità di Fuori Binario vengono a conoscenza della possibilità di avere un prestito. Insieme andiamo a parlare con Paola, Anna e Chiara. A loro racconta la sua storia, le sue preoccupazioni, l’impossibilità di andare in banca a chiedere soldi. Micro1 decide così di procedere con il prestito: 400 euro da restituire in poco più di un anno, 30 euro al mese. Oggi Nanu espone la quietanza dell’assicurazione sul cruscotto dell’auto e dorme sonni tranquilli, seppur scomodi. Il suo sogno, come quello degli altri diffusori di Fuori Binario, resta quello di avere una casa ad un affitto decente.

Una storia di innovazione sociale e finanziaria

Il microcredito per i non bancabili nasce a Firenze da un’intuizione della Comunità delle Piagge più di venti anni fa, quando nella periferia ovest della città viene fondato il Fondo Etico & Sociale. I principi alla base del fondo sono estremamente semplici: “Dal denaro non si può fare altro denaro” e “Se hai, hai per dare”. Tradotto vuol dire che le persone sono più importanti del denaro e che quest’ultimo viene ritenuto un mero strumento. Significa che viene data priorità alle garanzie relazionali anziché a quelle patrimoniali e che i prestiti non sono gravati da nessun interesse, ovvero il capitale prestato non ha remunerazione. In soldoni si punta alla redistribuzione del denaro piuttosto che al guadagno e lo si fa in maniera radicalmente alternativa, fuori da qualsiasi percorso bancario ordinario. Da quell’intuizione, divenuta realtà, nasce poi la rete fiorentina che costituirà Mag Firenze, animata dal Fondo Etico piaggese e dai progetti Se.Me., Il Raggio, Micro1 e Micro5 a Firenze e Micropoli nell’empolese. Ad essi si aggiungono ben 1160 singoli cittadini che impiegano così i loro risparmi o parte di essi. Ad oggi i prestiti fatti, grazie ad una raccolta di circa 800mila euro, sono oltre 350.

È grazie al mutualismo, all’autogestione e alla convivialità, che decine e decine di persone in difficoltà hanno avuto una concreta possibilità di emanciparsi fuori dalle solite logiche assistenzialistiche, di affrontare le difficoltà della vita, di fuggire al ricatto dell’usura: Giuseppina, Franco, Florián, Marisa, Hassan, Giovanna, Dario, Olga e gli altri hanno potuto far fronte con dignità al loro destino, senza dover niente a nessuno salvo che restituire, nei tempi e nei modi a loro più utili, il denaro ricevuto. E tutti i prestiti tornano indietro, nessuno bara, perché hanno ben chiara la consapevolezza che la restituzione è fondamentale per sostenere altre persone escluse come loro. Sanno cosa vuol dire, ci sono passati. Per la Mag non ha senso parlare di insolvenza o di sofferenza dei prestiti. È un’esperienza rivoluzionaria proprio per questo, perché mette al centro del processo finanziario la persona e non il denaro: finché c’è la relazione di fiducia con il socio finanziato (e la conoscenza delle sue difficoltà, più o meno durature) ogni ritardo nella restituzione non può mai costituire insolvenza. La fiducia che si instaura ha inoltre permesso all’assemblea della Mag, il luogo deputato a decidere i prestiti, di includere le persone che quei prestiti hanno chiesto, in modo tale da permettere loro di deliberare e assumere una responsabilità condivisa. La collaborazione tra Fuori Binario, Micro1 e Mag, a cui siete tutti invitati a partecipare, aggiunge oggi un piccolo tassello a questa esperienza, allargando la possibilità di tappare le emergenze e guardare con un po’ più di serenità al futuro anche a chi vive in strada.

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