1.118 risposte al questionario «Sogni e bisogni per l’ex OGR». E quelle che mancano.
1 Dove si aggiustavano i treni
Lì dentro, per generazioni, si sono aggiustati i treni. Locomotive stanche, carrozze ammaccate: le Officine Grandi Riparazioni di Porta al Prato erano l’ospedale della ferrovia, a due passi dalla Leopolda, la prima stazione di Firenze. Otto ettari tra le Cascine, San Jacopino e la Manifattura Tabacchi, oggi inaccessibili.
Nel 2020, quando le Ferrovie misero l’area in vendita, un titolo annunciava: «sarà polo culturale». Un anno dopo la Comunità delle Piagge proponeva di metterci il deposito della tramvia, senza consumare un metro di suolo in più. Non se ne fece niente. Il 23 dicembre 2022, l’antivigilia di Natale, l’area è passata a un privato, la Flora Development: lo mettono a verbale gli uffici del Comune. Oggi, si legge nella presentazione del questionario della campagna «Salviamo le Cascine – No cemento nell’area ex OGR», sul tavolo ci sono oltre 42 mila metri quadri da costruire, in gran parte case di lusso, alberghi, negozi e uffici.
- 1848 Apre la stazione Leopolda, la prima di Firenze.
- Ottobre 2020 Le Ferrovie mettono in vendita l’area; il Comune parla di un polo culturale.
- 2021 La Comunità delle Piagge propone di metterci il deposito della tramvia, a consumo di suolo zero.
- 23 dicembre 2022 La Flora Development compra l’area da FS Sistemi Urbani.
- Luglio 2026 4.342 firme contro il cemento; il 22 luglio una catena umana a difesa del parco.
- Settembre–ottobre 2026 Il questionario «Sogni e bisogni per l’ex OGR»: 1.118 risposte.
2 Trenta e 1.118
La proprietà, raccontano i promotori, ascolterà trenta «portatori di interesse». Il percorso di «informazione partecipata» che il Comune ha annunciato in agosto, secondo i quotidiani, lo paga la stessa società che vuole costruire. Salviamo Firenze X Viverci, che promuove la campagna, ha fatto un’altra cosa: ha chiesto alla città. Hanno risposto in 1.118.
Non è un sondaggio, e chi l’ha promosso lo dice per primo: ha risposto chi ha voluto, e i numeri descrivono loro, non tutta Firenze. Ma dalle risposte esce un elenco che pare scritto da chi la città la gira a piedi.
3 Un posto dove stare
Il verde prima di tutto, e non c’è da stupirsi: più di tre su quattro chiedono più alberi. Subito dopo, però, viene una richiesta meno scontata. Uno su due vuole spazi «per stare, incontrarsi e socializzare»: più della cultura, più delle piste ciclabili, più dello sport.
I numeri
| Bisogno | % |
|---|---|
| Alberi e verde | 77,1 |
| Orti, giardini e biodiversità | 54,1 |
| Incontro e socialità | 48,7 |
| Cultura e spettacoli | 39,8 |
| Percorsi pedonali e ciclabili | 34,6 |
| Sport all’aperto | 28,4 |
| Associazioni | 28,1 |
| Spazi per giovani | 19,4 |
| Spazi per l’infanzia | 18,7 |
| Spazi per anziani | 14,2 |
| Ricerca e innovazione | 10,7 |
Fonte: questionario «Sogni e bisogni per l’ex OGR», 1.118 compilazioni.
Per i quattro capannoni storici la cultura viene prima, con due su tre. Ma quando bisogna sceglierne una sola, di funzione, passano davanti le associazioni: sale per incontrarsi, servizi, iniziative di comunità. Sei su dieci le vogliono, e per uno su quattro sono la prima cosa.
Tra le 4 scelteScelta unica
I numeri
| Funzione | Tra le 4 (%) | Scelta unica (%) |
|---|---|---|
| Cultura e spettacolo | 66,7 | 22,9 |
| Associazioni e comunità | 61,4 | 24,1 |
| Educazione e conoscenza | 51,2 | 14,4 |
| Musica, danza e giovani | 49,2 | 12,5 |
| Laboratori e creatività | 42,6 | 8,2 |
| Sport e benessere | 32,8 | 8,1 |
| Mercati ed eventi temporanei | 25,8 | 3,5 |
| Memoria storica | 22,8 | 3,7 |
Fonte: questionario «Sogni e bisogni per l’ex OGR», 1.118 compilazioni.
Più di uno su tre, raccontando il suo sogno per l’ex OGR, torna a un’idea antica: lo spazio pubblico, aperto, gratuito. Stare senza dover consumare, sedersi senza dover ordinare: a Firenze, quasi un lusso.
4 Ombra e acqua
Poi c’è l’estate. Dopo una stagione a quaranta gradi, più di otto su dieci vogliono alberi ad alto fusto e ombra; i grandi prati da cartolina li sceglie appena uno su otto. Uno su due chiede acqua e fontane, magari il vecchio Canale Macinante recuperato.
I numeri
| Scelta | % |
|---|---|
| Alberi alti e ombra | 86,0 |
| Biodiversità | 52,2 |
| Acqua e Canale Macinante | 50,5 |
| Eventi all’aperto | 39,4 |
| Orti condivisi | 35,1 |
| Energia pulita | 28,0 |
| Giardini e fiori | 22,8 |
| Verde attrezzato | 22,2 |
| Prati e radure | 12,8 |
| Area cani | 12,7 |
Fonte: questionario «Sogni e bisogni per l’ex OGR», 1.118 compilazioni.
Per chi ha il condizionatore è paesaggio. Per chi passa le giornate all’aperto è un’altra cosa: un posto dove non svenire, una fontanella da cui bere, una notte un po’ meno calda.
Quest’estate il Comune ha indicato 53 «rifugi climatici»: parchi, biblioteche, edifici pubblici che c’erano già, con gli orari di sempre. Per l’inverno c’è un piano di accoglienza per chi vive in strada; per il caldo, nessuna struttura dedicata.
5 Le due vite delle Cascine
Tra quei rifugi climatici ci sono anche le Cascine. Le stesse che nell’autunno 2024, dopo il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica del 30 settembre, la Prefettura aveva incluso, con la Fortezza e la stazione, tra le zone dove chi tiene «condotte aggressive» non può fermarsi. Una mozione per chiedere di ritirare quei divieti è stata respinta dal Consiglio comunale nel marzo 2025. Rifugio per alcuni, zona vietata per altri.
E l’area accanto? Paolo Desideri, l’architetto che la progetta per il fondo lussemburghese Ginkgo 3, al Corriere Fiorentino ha spiegato che il progetto ancora non c’è: le destinazioni del piano sono solo «limiti massimi», e a parte il parco e le case sociali «il resto è tutto da decidere». Poi ha chiuso così: l’alternativa a un patto tra pubblico e privato sarebbe «altri 50 anni di degrado, amianto, spaccio e criminalità».
Nella stessa intervista chi critica il progetto diventa un umarell, anzi peggio: «umarells incompetenti e massimalisti che spiano dal buco della serratura». Per forza, verrebbe da dire: l’area è chiusa. L’umarell, il pensionato che segue i cantieri con le mani dietro la schiena, avrà di che vedere. E come lui i turisti, che a Firenze vengono a vedere tutto: vedranno anche questo, il cantiere di una città che espelle i propri cittadini.
Chi ha risposto al questionario l’area la vede in un altro modo. Tra le 971 persone che hanno scritto cosa non vorrebbero trovarci, più di una su due parla di cemento e nuove costruzioni, quasi una su tre di speculazione, lusso e privatizzazione, più di una su quattro di alberghi e turismo. Il degrado e l’insicurezza, che di solito riempiono i titoli sulle Cascine, compaiono in sei risposte su cento.
I numeri
| Tema | % |
|---|---|
| Nuove costruzioni e consumo di suolo | 52,8 |
| Speculazione, lusso, privatizzazione | 31,5 |
| Turismo e ricettività | 28,9 |
| Residenze | 22,9 |
| Commercio | 18,8 |
| Traffico e parcheggi | 8,3 |
| Degrado, abbandono, insicurezza | 6,3 |
| Studentati | 6,1 |
Fonte: questionario «Sogni e bisogni per l’ex OGR», 1.118 compilazioni.
6 Sotto i cinquant’anni, la paura degli alberghi
Le risposte cambiano con l’età, e il cambio dice qualcosa della città. Oltre i 65 anni, chi scrive cosa non vorrebbe pensa soprattutto al cemento: sei su dieci. Sotto i cinquanta il cemento scende, e sale un’altra parola: alberghi, affitti brevi, turismo. Li nomina quasi uno su due, contro uno su cinque tra i più anziani. Forse perché chi ha meno anni un’altra espulsione la conosce da vicino: quella dalle case in affitto.
Turismo e ricettivitàNuove costruzioni
I numeri
| Età | Persone | Turismo (%) | Nuove costruzioni (%) |
|---|---|---|---|
| Fino a 30 anni | 75 | 44,0 | 34,7 |
| 31–50 | 210 | 45,2 | 41,9 |
| 51–65 | 347 | 23,9 | 56,8 |
| Oltre 65 | 292 | 20,9 | 61,0 |
Fonte: questionario «Sogni e bisogni per l’ex OGR», 1.118 compilazioni.
I più giovani chiedono anche più spazi per incontrarsi: quasi sei su dieci, contro meno di uno su due tra chi ha più di 65 anni. E quando si sceglie una sola funzione per i capannoni, quasi uno su tre di loro indica le associazioni. Sono gruppi piccoli, e il dato va preso con cautela. Ma la direzione è chiara.
7 Chi ha risposto, chi manca
Ma chi ha risposto? Quasi due su tre hanno più di cinquant’anni, più di otto su dieci si dicono interessati alla politica, chi ha trent’anni o meno è meno di uno su dieci. È una città attenta: più di metà dice di aver già fatto lavoro di gruppo partecipativo.
I numeri
| Età | % |
|---|---|
| Fino a 30 anni | 9,5 |
| 31–50 | 22,5 |
| 51–65 | 35,1 |
| Oltre 65 | 28,3 |
| Non risponde | 4,7 |
Fonte: questionario «Sogni e bisogni per l’ex OGR», 1.118 compilazioni.
Il modulo online chiedeva nome, cognome, email. Alla domanda sul legame con la zona si poteva dire: frequento le Cascine, ci abito, ci lavoro, ci studio. Mancava la casella per chi alle Cascine ci dorme. Nessuna malizia, si capisce: certe vite nei moduli non entrano.
Eppure sono tante. La notte del 26 gennaio di quest’anno l’Istat ha contato a Firenze 410 persone senza dimora. 242 dormivano in strada. Nei dormitori i posti letto erano 208.
242 in strada168 nelle strutture di accoglienza
I posti letto nelle strutture erano 208: bastavano per circa la metà delle persone contate.
I numeri
| Persone | |
|---|---|
| In strada | 242 |
| Nelle strutture di accoglienza | 168 |
| Totale | 410 |
| Posti letto disponibili | 208 |
Fonte: Istat, «Le persone senza dimora: il conteggio nei 14 Comuni centro di area metropolitana», marzo 2026.
Basterebbe chiedere a chi vende questo giornale dove c’è ombra alle tre del pomeriggio, quale fontanella funziona, quale panchina non ha il bracciolo in mezzo. Certe cose le sa meglio di un urbanista.
8 Tre nomi
Alcuni nomi e cognomi, però, questo giornale non vuole dimenticarli.
Ciro Abbate e Marco Amaranto sono morti nella notte tra il 9 e il 10 aprile 2025 su due panchine di piazza Tasso, a duecento metri dall’Albergo Popolare. La sera dopo la piazza si è riempita, in silenzio.
Stefano Maffei è morto il 3 febbraio di quest’anno nella sua stanza dell’Albergo Popolare, mentre aspettava che la burocrazia gli permettesse di scontare ai domiciliari un piccolo residuo di pena.
9 Ricominciare da lì
Lì dentro si aggiustava quello che si era rotto. Non sarebbe male ricominciare da lì: meno metri quadri, più metri d’ombra; acqua, una panchina intera, un tetto per stare insieme. Per tutti, anche per chi è finito fuori binario. Anzi, soprattutto per loro.
Come abbiamo letto i dati
- Il questionario: «Sogni e bisogni per l’ex OGR», promosso da Salviamo Firenze X Viverci, online e su carta, settembre–ottobre 2026. Le percentuali di questo articolo vengono dalle 1.118 compilazioni analizzate nella relazione presentata in conferenza.
- Questionari di carta: una trentina di compilazioni sembrano questionari cartacei ricopiati nel modulo online: sono inserite con lo stesso nome e non riportano età, genere e interesse per la politica, che il modulo di carta non chiedeva. Sono contate nelle 1.118; nelle domande su chi ha risposto finiscono tra chi non risponde.
- Non è un campione della città: ha risposto chi ha voluto. Le percentuali descrivono chi ha partecipato.
- Domande a scelta multipla: fino a 4 risposte, quindi le percentuali non sommano a 100.
- Risposte libere: i temi sono stati individuati con parole chiave; una risposta può contenerne più d’uno, e una parola che manca non vuol dire che l’idea manchi. Le percentuali sono calcolate su chi ha scritto qualcosa: 971 per cosa non si vorrebbe, 877 per il sogno.
- Fonti: relazione e presentazione della conferenza sul questionario (ottobre 2026, non pubblicate in rete); Corriere Fiorentino, intervista di Giulio Gori a Paolo Desideri, 13 febbraio 2026; Istat, il conteggio delle persone senza dimora (marzo 2026); Comune di Firenze, verbale della conferenza di servizi sull’ex OGR (gennaio 2025, con la data della vendita); gonews, 20 ottobre 2020; Comune di Firenze, i 53 rifugi climatici (luglio 2026); Salviamo Firenze X Viverci, le 4.342 firme (luglio 2026); Fuori Binario n. 231, n. 270, n. 273, n. 284, n. 287; La Nazione sulla veglia in piazza Tasso; le ricostruzioni del consigliere Dmitrij Palagi sull’ascolto finanziato dal privato, sull’ordinanza della Prefettura e sulla mozione respinta.
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